Stand by me


Ieri notte mi sono visto (finalmente, visto il terribile doppiaggio italiano) Stand by me in lingua originale. Uno dei film più importanti della mia adolescenza (e anche preadolescenza). E’ davvero splendido. Sarà il mio legame sentimentale con il film (e con il bellissimo racconto del pessimo Stephen King), ma ogni volta che lo rivedo lo rileggo in un modo diverso, alla luce delle mie esperienze, della mia crescita, della mia agognata maturità. Insomma, ho 22 anni e Stand by me ha ancora qualcosa da dirmi. Qualcosa di incredibilmente intenso sull’amicizia. E’ un film che ti fa venir voglia di chiamare ogni tuoi amico (soprattutto i vecchi amici, che questo film mi riporta alla mente, perché alle medie era un vero cult per noi) per dirgli che gli vuoi bene. Tutto sentimentalismo, qui la cinefilia è mal accetta, ma in realtà fino a un certo punto: anche distaccando gli occhi lucidi dallo schermo, e guardandolo da adulto, mi rendo conto dell’eccellente sensibilità filmica che lo guida. Rob Reiner ha fatto almeno due capolavori: non è abbastanza? (A voi capire qual è l’altro capolavoro…)


Illuminante il making of. Rivedere Wil Wheaton e (soprattutto) Corey Feldman come sono oggi fa venire i brividi.


I cento passi


Stasera poi (e mi sa che non ero l’unico in italia…) ho visto I cento passi. Sono stato un appassionato e innamorato “lettore” (al cinema, in televisione e poi in dvd) de La meglio gioventù, e sapevo che Giordana non poteva tradire le mie aspettative. Certo è che non amo il cinema politico (forse per questo ritengo LMG un film estremamente superiore a ICP), e quindi certe sviolinate a pugno chiuso stridevano parecchio con il resto del film, assolutamente dignitoso. Perché la vera forza sta nel tratteggio quasi “astratto” di un personaggio affascinante, immaturo, complesso come Impastato, e soprattutto la riuscitissima descrizione del suo rapporto con il padre (il miglior personaggio, senza dubbio). Per il resto, un po’ di mediocrità, e alcune autentiche vette di poesia.

3 Thoughts on “

  1. utente anonimo on 5 gennaio 2004 at 20:08 said:

    Girando per Splinder ho beccato il tuo blog e commento in ritardo questo tuo post.Anche a me fa una certa impressione rivedere films come “Stand by me” o “Goonies”, che hanno rifatto in tv domenica.Sono un tuo coetaneo e sono affezionato a certe produzioni americane degli anni ’80 (non so te).Per inciso, forse l’altro film di Reiner a cui ti riferivi era “Misery non deve morire”?
    Riguardo a “I cento passi”: a mio avviso è uno dei ritratti più godibili di quel momento storico e di quella generazione che siano stati fatti negli ultimi anni.Certo che Giordana & Co. potevano risparmiarsi quella esplosione al rallentatore nella prima parte del film.

  2. L’altro capolavoro di Reiner è “Harry ti presento Sally” (vedi come sono nostalgico?), lo conosco come le mie tasche e lo adoro.

  3. In effetti fra Misery ed Harry ti presento Sally la scelta e’ ardua…

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