Primo amore


[ovviamente, il clou dei 3 post giornalieri è la "prima visione". ho ancora pochi minuti...]


Instinti primari. Quando un film mi fa del male, fatico a parlarne, perché so che non posso che parlarne bene. Il dolore dello spettatore è comunque infatti il segno che si è lasciato qualcosa nel suo cuore, nel suo spirito, o nel suo corpo. D’altro canto però, la sensazione è che sia difficile (soprattutto in un blog che non vuole, per definizione, essere analitico) riportare sensazioni più che temi, emozioni più che trame, percezioni più che dissertazioni tecniche. Soprattutto nel caso di un film che ti toglie il respiro e ti colpisce (saggiamente) dove più sei debole, dove ogni uomo è più debole: negli istinti primari.


La sopravvivenza. Questo è l’aspetto del film di cui mi interesserebbe parlare per ore, se solo ne avessi il tempo, e la capacità di farlo così, a freddo. E poi, la simbiosi: il cupo mistero che lega due individui, negatoci da Garrone ellitticamente, ma rappresentato per quello che è, senza chiarimenti, immerso nel flusso emozionale ma nello stesso tempo osservato da fuori, dall’esterno. In fondo, Garrone è un antropologo, talvolta etnologo, ma più spesso dietro il muro o le sbarre, a raccontarci, seduto alla scrivania, con gli occhi sullo schermo come noi, queste storie, questi documentari sull’uomo, iimmersi come sono i protagonisti, come nel bellissimo Imbalsamatore, nella natura incombente e nella società avversa.


Mi rendo conto che non sto scrivendo molto del film, ma, come già detto, la mia è stata un’esperienza davvero rara e davvero forte, che non merita parole, non merita divisione. Merita piuttosto visione, e condivisione.


Se mi andrà, nei prossimi giorni proverò a tornare sull’argomento con un più acceso spirito analitico, parlando della splendida interpretazione degli attori, dei meravigliosi titoli di testa, della riuscita ricerca del realismo all’interno di una trama (che è, in fondo, thriller, almeno quanto L’imbalsamatore era noir).

7 Thoughts on “

  1. eh eh… se sei passato da me avrai visto il mio post su Garrone – non male ma neanche troppo be-

  2. condivido la difficolta’ nel parlarne.
    E’ uno dei motivi (uniti ai casi personali) per cui ancora non ho buttato giu’ il post che ho in mente da lunedi’ sera, quando l’ho visto.
    Quando qualcosa ti prende e’ sempre arduo dare il meglio per far capire i motivi… io ho sempre paura di non essere all’altezza delle mie sensazioni.
    Misato-san

  3. qualche giorno fa ne discutevamo su http://www.minimamoralia.it

  4. utente anonimo on 22 febbraio 2004 at 00:03 said:

    Ti lamenti di avere pochi commenti su Primo amore, così contribuisco: molto bello, però trovo che Garrone abbia un po’ esagerato in alcuni punti. Dà l’idea di non volersi sporcare le mani con elementi thriller e infila un sacco di metafore, situazioni “pittoriche”, narcisismi vari. Spero che non prosegua così anche nel prossimo film: L’imbalsamatore m’era parso meno pretenzioso.
    Comunque la recitazione di Trevisan (il più grande attore italiano, a questo punto…semplicemente straordinario) e alcuni bellissimi dialoghi e situazioni fanno del film un quasi capolavoro. ephemerol

  5. Antropologo? ETNOLOGO? sarai mica anche tu uno studente di comunicazione?!

    Cmq bella recensione!

  6. Altro film vero, genialmente poetico.

  7. utente anonimo on 17 settembre 2009 at 18:45 said:

    capolavoro!

    fabio

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