C’era una volta in Messico


Non si può non appoggiare, anche solo per pura simpatia, il cinema di Robert Rodriguez, l’amico fraterno di Tarantino. Un ragazzotto texano che, pur essendo presuntuosetto e tamarro, ha un tale incredibile talento, misto a uno stoicissimo coraggio, da potersi permettere, in tempi in cui il team-work nel cinema americano è all’apice e la figura dell’autore va via via scomparendo, di fare tutto da sè: scrive, dirige, fotografa, monta, monta il sonoro, scrive le musiche. Lo fa per passione: spende il meno possibile, e i soldi che guadagna li re-investe in tecnologie e ne riempie il suo garage-studio, per lavorare sul progetto successivo. Non si può non appoggiare uno stile di lavoro così. Nonostante il film.


La terza parte della trilogia mariachi è infatti la più deludente, e forse è addirittura il peggior film di Rodriguez (esclusi Spy Kids 2 e 3, che mi sono perso: il primo è spassosissimo). Questo perché Rodriguez, mente semplice, lineare, innamorata di un cinema fatto di sfide vis a vis, di esplosioni e di voletti coreografici, perde davvero troppa attenzione a causa dell’eccesso di coralità, dell’epos citazionista, e di una trama fin troppo contorta. I momenti divertenti però ci sono, quasi tutti nella seconda parte, e il culmine è il personaggio di Depp: orbite vuote, look post-dark, e una foglia di Marijuana sulla cintura dei pantaloni. Ma sono dei lampi di genio in un’amalgama mal riuscita e un po’ pasticciata.


Però è bello vedere Rodriguez tornare bambino grazie al digitale. Si sfoga e fa un po’ quello che gli pare, come quando girava El Mariachi con i suoi amici in Super8. Il digitale gli permette di fare un Desperado molto più divertito. Ma molto meno divertente.

10 Thoughts on “

  1. Sono felice di non aver visto assolutamente niente di Rodriguez prima di C’era una volta in Messico: solo in questo modo ho potuto gustarmi un film fracassone e – come giustamente dici tu – pasticciato senza particolari aspettative ed uscirne divertito anch’io (come Rodriguez) e nonostante tutto soddisfatto.
    Addirittura lo rivedrei! ;)

  2. faccio un pò di spam autopromozionale…sei ufficialmente invitato a saggiare la tua memoria filmica sul mio blog (commenti di “paesaggio…”)…

  3. ma sai che c’è? – che a me era piaciuto *C’era una volta in Messico* – eh!

  4. La prima parte mi è piaciuta poco, la seconda è stata più divertente e come sempre grazie a Deep! Ho appena scoperto che Rodriguez, per pagarsi il primo film della triologia, si è sottoposto a esperimenti facendosi iniettare delle droghe. É davvero matto, più di Tarantino! :-))

  5. x pacociak:non erano delle droghe ma dei farmaci sperimentali.In italia la legge non lo consente,ma se fai un salto,ad esempio, in Svizzera puoi farlo.

  6. ah, ho commentato anche i due film sotto…aspetto che mi parli di big fish, io ho postato qualcosa in merito..

  7. Per me ogni farmaco è una droga che altera le nostre funzioni. :-D

    Scherzi a parte, tu ti sottoporresti a uno sperimento del genere?

  8. comunque ataru, io ho GIA’ parlato di big fish, c’è il link qui a sinistra!

  9. x pacociak
    io l’ho già fatto…e sinceramente pensavo peggio.Non è un divertimento e probabilmente gli effetti si vedranno solo tra qualche anno…però…se lo fai poche volte nella vita non ti ammazza! Molto peggio il fumo passivo o una alimentazione scorretta.

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