Le invasioni barbari…

Le invasioni barbariche


Una delle pochissime polemiche (non sono abbastanza celebre per sollevare vespai) di questo blog risale al post su Il declino dell’impero americano dello stesso Arcand, di cui Les invasions barbares è il sequel. Perché, come ho scritto allora, lo trovai davvero brutto: irritante, fastidioso, presuntuoso.


Le invasioni barbariche, invece, mi ha positivamente stupito. Pur non condividendo l’enorme entusiasmo che ha scatenato alla fine dell’anno passato. Entusiasmo forse causato dalla natura critica dei dialoghi socio-politici. Per farla breve, se parli male di tutti fai contenti tutti, e fai anche l’onorevole figura dell’intellettuale distaccato dalle ideologie. Questo però è il livello più superficiale, e che parte del pubblico ha amato. A mio avviso, il film supera di misura il suo predecessore per una questione stilistica da un lato, umana dall’altro.


Prima di tutto, il film, disattendendo le mie pessimistiche previsioni, è diretto magnificamente. La direzione d’attori, che nel declino era racchiusa in un’impianto teatrale scomodo e soffocante, prende qui un respiro veramente corale, che ha riferimenti un po’ ovunque nel cinema “coralistico” (come quello di Altman o di Magnolia, anch’esso tra l’altro alla presenza di un patriarca morente, anzi due). Inoltre, la regia finalmente c’è. Io non amo particolarmente le regie invisibili, ma nemmeno quelle muscolose. Mi piacciono le regie fluttuanti. Come questa.


Secondo, il lato umano. I personaggi sono ancora logorroici, insopportabili, spocchiosi. Ma hanno imparato l’autocritica, e la praticano. Tornano sui loro passi, hanno il coraggio di ammettere gli errori che la loro natura intellettualoide ha portato nella loro vita privata. Il tutto culminante (ma senza enfasi) in un intelligentissimo dialogo sugli -ismi, e sul rapporto che essi hanno con quella che è la realtà (il successivo flashback sull’incontro con una vittima della rivoluzione cinese è il momento forse più bello del film, si sicuro il più interessante).


Detto questo, si può dire che mi sia piaciuto, anche se senza strafare. Forse perché è un film che parla della morte, o meglio che affronta la morte (fin dal primo piano-sequenza nell’ospedale), e nonostante ciò rifugge il patetismo (grazie anche a una certa ellissità e al senso di sospensione portato da quelle improvvise e continue dissolvenze in nero che interrompono l’azione), pur permettendosi un dovuto addio di gruppo che rinconcilia con personaggi che abbiamo imparato ad odiare, e uno struggente e inaspettato afflato cinefilo: il ricordo onanistico di una piccola cinestar iataliana, che chiude il cerchio, che dà la serenità, e che, a suo modo, può persino commuovere. La vera eutanasia di Remy è il cinema stesso.

5 Thoughts on “Le invasioni barbari…

  1. Purtroppo non ho visto Il declino dell’impero americano, introvabile in videoteca qui da me. Dovrò pescarlo da qualche amico cinefilo. Anche a me stavano un po’ sulle scatole questi personaggi così imborghesiti, con le loro teorie sulla vita discutibili. Ma alla fine ho trovato tenero il modo in cui viene affrontato il tema della morte. Mi piace dire che Arcand ha messo intorno al letto di morte di un uomo la vita. Non la sua vita. La vita in ogni suo aspetto, anche vista da diversi punti di vista generazionali. Bellissimo il personaggio della eroinomanee quello della moglie di lui.

  2. molto discorde. il personaggio sono simpatici, certe cose gustose. visivamente (e registicamente) scontato (salvo due o tre cose) e a tratti bruttarello assai.

  3. utente anonimo on 23 marzo 2004 at 11:16 said:

    visto che sister morphine era un’ottima idea anche per te….

  4. yahooooooooooooooooooooooooo

  5. Anonimo on 15 marzo 2007 at 11:26 said:

    Oh well, mi trovi d’accordo in gran parte delle cose da te scritte. Qui a mio avviso gli interpreti sono favolosi.

    In originale è tutto un favoloso succedersi di diverse lingue in un meltig pot vario e succulento. La sceneggiatura insomma è davvero potente.

    Ciao!

    yours

    MAURO

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation