A/R Andata + Ritorno…

A/R Andata + Ritorno


Già l’ho scritto che voglio bene a Santa Maradona. Questo non mi può esimere dall’essere oggettivo nei confronti di Marco Ponti e di Libero De Rienzo. Che, stavolta, come si diceva negli anni ’80, hanno toppato.


La rappresentazione della città incombente che c’era in Santa Maradona, dove Torino era pitturata e fotografata con un talento iperrealista straordinario, qui si perde nella superficialità. Un po’ come il resto del film. Perché si può riassumere tutto in questa parola: superficie. L’hanno scritto tutti, io non ci volevo credere, ma è vero. Ponti è un bravissimo regista, ma comincia a subire la sindrome-Muccino: abbandonare tutto ciò che non è tecnica. Dove eccelle, come Muccino, è innegabile.


Insomma, in Santa Maradona non succedeva niente, ma il ritratto dei personaggi, i dialoghi, il ritmo, la regia, tutto funzionava alla perfezione, e si sentiva che c’era una necessità al di sotto dell’opera, il bisogno di dire qualcosa, foss’anche uno sfogo. E in mezzo alle pieghe dei dialoghi surreali e alla sensazione di oppressione, c’era una bella storia d’amore da rattoppare. Qui succede di tutto, si mescolano i generi, si gioca con il ribaltamento, si ma la sensazione che dà alla fine è di non aver conosciuto un personaggio che sia uno, e che sia tutto improbabile, troppo stilizzato, fumettistico. Ma nel senso peggiore del termine: bidimensionale.


Libero De Rienzo gioca un po’ sul diminuendo, regala poche chicche, si trattiene insomma. E’ ancora bravo, ma senza esagerare, senza l’entusiasmo del film precedente. E’ Bart, non è Dante Cruciani, non c’è niente da fare. Quando a Barcellona, in un bar, incontra Mandala Tayde e fa quasi per riconoscerla, avevo le lacrime agli occhi. Alla Incontrada, invece, basta la bellezza, non dico altro (per non essere un attrice vera, va fin troppo bene).


L’unica cosa che funziona davvero sono le caratterizzazioni di sfondo, come il tassista breakdancer e antiberlusconiano, il personaggio di Ugo Conti, o il padrone di casa afono. Ma sono, appunto, figure di sfondo, cartonati da edicola senz’anima, che divertono ma restano lì, imprigionati nel loro ruolo. E il finale è orrendo, ma davvero orrendo fuori misura. Confido nell’opera terza.

13 Thoughts on “A/R Andata + Ritorno…

  1. …tanti aggiornamenti insomma ! concordo col commento su “caterina va in città ” delizioso direi … ieri ho visto “alla ricerca di nemo ” delizioso anche questo . Ho visto “il miracolo” di E.Winspeare l’ho apprezzato e tra i prossimi prenderò “Noi albinoi” e “lost in translation” che mi sono persa al cinema . Se passi da me troverai un testo di una canzone .. ;-) ciao kekkoz-cinefilo

  2. grande nemo :-) – il miracolo è il prossimo film sulla mia lista bianca – lost in translation: bello bello – grazie della visita!

  3. SONO RIMASTO UN PO’ DELUSO DA QUESTO FILM, NOIOSO E GIA’ VISTO

  4. proprio non sono d’accordo e non riesco a trattenermi. per quanto non ami il cinema di Muccino gli va almeno assicurata una grande abilità tecnica (forse non vario nelle soluzioni, vabbe’) ed una solidità di costrutto narrativo. tutte cose che POnti non sa dove stiano di casa, se S.M. almeno aveva dalla sue una quantità di parole e amenità che coprivano il vuoto del progetto (molto ben costruito ed al momento giusto) A/R è il vuoto pneumatico in cui galleggiano personaggi abbandonati a loro stessi, situazioni giustapposte (una sequenza, una battuta una controbattuta) e l’unico momento in cui sarebbe facile mostrare un minimo di abilità (spiccia, di montaggio, ma ci vuole la visione di insieme) è quella del piano per la rapina e al corsa in bicicletta ma si riesce cmq a sbracare con effetti flou, accellerazioni e tutto un apparato così vecchio che quasi può far tenerezza. ma tutto questo l’hai detto pure tu. mi è scappato.
    LG

  5. non siamo mica tanto in disaccordo!

  6. e aggiungo che secondo me muccino è un GRANDE regista. che non basta ovviamente a fare grandi film.

  7. A me invece Santa Maradona non disse nulla di nulla all’epoca (ma mi piacque De Rienzo), quindi questo l’ho eliminato dalla lista delle possibili cose da vedere senza pensarci…
    Misato-san

  8. Non ci resta che aspettare che Ponti “diventi grande” e vedere da “adulto” come se la caverà!!

  9. già diciamo quasi la stessa cosa, la tastiera mi ha trascinato. quanto alla perizia tecnica di Ponti per me è inconsistente e Muccino non ha solo tecnica. Il mio timore è che POnti non evolva dato il modo in cui compone i suoi lavori, vedremo.
    LG

  10. Sono assolutissimamente in discaccordo! :-)

    L’ironia di Ponti è insuperabile, questo fa la differenza tra lui e Muccino che tra l’altro apprezzo e non poco. Santa Maradona è geniale, porta nel nostro cinema un po’ d’aria fresca, A/R supera Santa Maradona e va oltre, da più spazio a Ponti che si sente più a suo agio e crea un’opera divertente in cui il ruolo dell’amicizia è fondamentale. Troppo fumettistico? Può darsi, ricordiamoci che Ponti ama Tarantino. Vi piace Tarantino?…

  11. io adoro tarantino – ma se io faccio un film e mi piace tarantino, non vuol dire che io sia tarantino – o no?

  12. soprattutto quando cerco di imitarlo in modi proprio stupidi (il monologo su superman, mi sembra l’elemento lampante). quanto all’ironia beh, al limite diciamo senso dell’umorismo, che si condensa sempre nei soliti schemi di inversione (doppia: frase–battuta —controbattuta (solitamente DE rienzo s’incarica di qeust’ultima). che si in questo insuperabile, lo spero veramente.
    LG

  13. eheh finale strano, concordo. lascia quel “che” in sospeso che non funziona poi molto, direi.. eh, tanto le hostess ritornano. ma quando, mannaggia?!

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