questo dovrebbe esse…

questo dovrebbe essere il post per La stanza del figlio, ma al momento non so che scrivere, sono troppo trascinato dall’emotività.


lacrimoni.


si richiedono commenti su La Passione di Cristo

15 Thoughts on “questo dovrebbe esse…

  1. un consiglio: visto che sei facile ai lacrimoni (e ai bei voti in pagella) fai passare un mesetto o due prima di scrivere =)

  2. mi spiace deludere il tuo sarcasmo, ma è la terza volta che vedo lastanzadelfiglio, e mi fa sempre piangere

  3. comunque non credo di essere troppo buono, semplicemente ho acquisito una conoscenza dei miei gusti cinematografici tale da evitare di vedere le cose che non mi piaceranno – questa è la mia opinione, in ogni caso, vorrei sapere la tua sul film di moretti – ciao ciao

  4. :) Non amo molto il cinema, diciamo che sono attaccata ai miei pochi film preferiti e difficilmente ne trovo che mi appassionano talmente tanto da superare i “vecchi”.
    Comunque ti ringrazio per il commento sul mio blog, mi ha fatto piacere, passero’ qualche volta anche qui :)

  5. grazie x essere passato da me!però, scusa…”riprovaci” a fare cosa???ciauzzz….

  6. “semplicemente ho acquisito una conoscenza dei miei gusti cinematografici tale da evitare di vedere le cose che non mi piaceranno”

    Di solito quando parlo male di un film con qualcuno senza averlo visto dico “Non l’ho visto, ma mi fido di me stesso!!! ;)”

  7. ba veh, dopo aver letto gli altri commenti, io mi atterrò alla tua richiesta di scrivere commenti su “The Passion”… L’ho visto già 2 volte e, da cattolica praticante, dico che mi piaciuto molto. Non è vero che Gibson si accanisce troppo sul sangue, o almeno è meno sadico di quanto si dica. Mi è piaciuto molto il gioco di sguardi che c’è in tutto il film, tra Cristo e i vari personaggi, su tutti, Maria. Ne emerge di lei una figura molto materna, vera! E’ il messaggio che conta: dopo tanta sofferenza (indubbiamente gran parte del film), c’è la Resurrezione!

  8. Io devo confessare che la stanza del figlio non mi ha convinto. Ora, io adoro Moretti, ecce bombo è fantastico e bianca è geniale. Ma non sono riuscita a trovare il senso di questo film sul figlio che muore, non mi ha parlato.

  9. scusami…adesso l’ho capito…ho le sinapsi in coma…sono rincoglionita!!!cmq, io non sono una brava a giudicare i film, però a me “la Passione” è piaciuto tanto…la cosa del film ke non ho capito e ke secondo me Mel ha un pò scafazzato è:ke cos’è quello spiritello ke si vede x una frazione di secondo accanto a Giuda?

  10. utente anonimo on 19 aprile 2004 at 20:52 said:

    [quote] E’ il messaggio che conta: dopo tanta sofferenza (indubbiamente gran parte del film), c’è la Resurrezione! [/quote]

    Peccato che questo finale non l’abbia inventato Gibson ma il Sig. Dio. Che la sceneggiatura di The Passion sia un capolavoro è fuori discussione, però da un regista sarebbe anche gradita un minimo di personalizzazione.

  11. Perplessità, più che commozione e coinvolgimento. Gibson ha voluto rappresentare il supplizio inflitto all’uomo Cristo: allora per coerenza andavano eliminati gli enfatici ralenti alla ‘Gladiatore’, gli effettacci horror, i flashback su Ultima Cena, ecc. che tentano un recupero in estremis dell’aspetto spirituale. In questo modo il film avrebbe brillato per asprezza e autentico coraggio, meritandosi il clamore suscitato. A presto…=)

  12. il mio sarcasmo, sotto sotto, è buono, suvvia. anch’io ho quei film da emozioni inspiegabili. credo che la stanza del figlio sia un film caruccio, che ha dei momenti belli ed altri (i più) vagamente irritanti. lo pseudo-situazionismo di moretti si fa “bofonchiare quasi senile di un discorso un pochettino insipido”. certo, quell’acerbo del film forse è il suo unico fascino. e forse c’è il fascino garbato e discreto di una pagina di diario. ma poi, ci sono i lacrimoni (troppe volte stuzzicati). niente di che, insomma, secondo me. se si prende la lezione di sceneggiatura classica di McKee (sublimemente sbeffeggiata da Kaufman in Adaptation) cioè il protagonista e la sua evoluzione/trasformazione, ci si cerca di raccontare l’elaborazione di un lutto filiale con garbo e senza alcuna retorica, due anni dopo si ha una lezione di regia molto più convincente e di spessore (pur nella sua discrezione): quella di tale Todd Field alla sua opera prima. Con tutto il divario che c’è, ovvio.

  13. utente anonimo on 20 aprile 2004 at 09:39 said:

    Non sono un nessuno (o sono nessuno), infatti non ho neppure un mio blog e questo mi rende anonimo, ma ci tenevo a dire che qui trovo uno dei migliori blog sul cinema. Con alcuni grandi meriti: i continui aggiornamenti, i commenti sui film che sanno trasferire in poche righe il pensiero dell’autore, i suoi perché, le sue emozioni, senza cadere nella trappola di fare un misero riassuntino o dire bello/brutto, la scelta varia e ampia di film di oggi e del passato. Insomma… Bravo! (a_virtus@virgilio.it)

  14. sono commosso!

  15. Un bel film – ma non un film perfetto.

    Qualche forzatura, qualche “buchetto” qua e là di sceneggiatura, e (adesso che sono passati anni e anche l’emotività si é un attimino raffreddata) un grande rimpianto: Oh.. l’avesse interpretato un attore VERO il ruolo di Nanni!

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