Ritratto di signora


Tre donne, quasi tre generazioni, in realtà un unico filo che si trascina insieme alla storia (e alla Storia): Serena, Isabel, Pansy. Maternità e rinuncia, indipendenza e soggezione, desiderio e fuga. E il conflitto tra il senso di rivalsa e la solidarietà. Sembra scaturirne il cuore dell’essere donna. Bellissimo.


La signora del ritratto è Isabel Archer, ma è soprattutto (e lo dimostrano gli splendidi titoli di testa) ogni donna di ogni tempo, Jane Campion per prima. Che si affeziona al suo personaggio, e scioglie uno stile (a una prima impressione sofisticato e distaccato) e fa crescere in esso uno spasmo di emozione che esplode infine nei due finali. Il primo chiuso in sè come la morte, il secondo aperto come la vita, come una nuova vita da vivere.


Geniale l’inserto proto-surrealista. E Nicole Kidman è di una bellezza e di una bravura ultraterrena.

2 Thoughts on “

  1. sì però è un po’ faticoso per la durata forse eccessiva: se definirlo pesante può sembrare anti cinematografico, diciamo che macchinoso forse è la parola più adatta. nulla da dire su nicole kidman, speriamo che accetti altri film in grado di far brillare il suo talento (niente macchie umane…).

  2. bellissimo, davvero. e una delle interpretazioni di Nicole che amo di piu’ (e che ormai ha recitato con tutti gli attori che amo maggiormente… ah, Malkovich… *_*)

    Misato-san

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