agosto 2004

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per chi non l’avesse capito…


…sono tornato!

Mucche alla riscossa (Home on the range)


Dunque, l’ultimo film Disney – tra le terribili anteprime estive di quest’anno - è una cocente, cocentissima delusione. Non che mi aspettassi molto da un cartoon che sembra servire solo a mostrare il trailer (gustosissimo!) di The Invincibles, ma questa riscossa, sarà che ci sono le mucche di mezzo, è proprio una vaccata.


Prevedibile (uno schema narrativo trito e ritrito), ridicolo (ma poco divertente), infantile (forse persino per un bambino), con un numero esiguo di trovate (forse l’unica davvero geniale è il sogno del cavallo, in cinemascope, mentre lo yodel ipnotico sembra uscito da una brutta storia di Zio Paperone), e la sensazione che si sta guardando uno scarto di fabbrica, qualcosa uscito male di cui qualcuno lassù si vergogna.


E non riesce nemmeno nel punto di forza della fabbrica Disney: i personaggi di contorno. Che infatti sono noiosi, incolori, antipatici (per non dir dei protagonisti). Grazie al cielo c’è almeno l’inseguimento (interminabile…) del prefinale a risollevarne un po’ le sorti. Solo un po’. Rimane comunque un film che consiglierei al mio peggior nemico. O a suo figlio.


nota: devo ricordare a me stesso di non andare mai più a vedere un cartone animato disney in prima serata in un luogo di villeggiatura, altrimenti compio un infanticidio di massa…

Eutanasia di un blog


Andate subito tutti e convincetelo a cambiare idea.

Attila, flagello di Dio


“A che mi sfiti?”


Grezzo. Improbabile. Diretto e interpretato come una recita parrocchiale. Indubbiamente brutto.


Ma anche unico. Una specie di oggetto bizzarro nel mare delle sottoproduzioni italiane degli anni ’80. Come una parodia trash di un peplum barbarico. Sottogenere applicato a un sottogenere. Ce n’è da dire, eh. Spudoratamente e coraggiosamente se stesso, in eterna e spavalda difesa della sua ineguagliabile bruttezza. Obiettivamente orripilante. Persino Abatantuono in quel periodo ha fatto di meglio (anche se meglio è un termine alquanto relativo). 


Però, c’è un però, si ride. Soprattutto se si è in compagnia di tre amici, al mare, dopo una giornata di spiaggia e una salsiccia che avrebbe ucciso un mammuth. Per non dir del vino.


Un saluto particolare a Edo, Ale e Luca. Thanks, folks.