2046

di Wong Kar-wai, 2004

"Mi chiedono tutti come mai abbia scritto un libro di fantascienza. Per me, 2046 è solo il numero di una stanza d’albergo"

2046 è il numero di una stanza d’albergo, prigione per la mente del suo protagonista. 2046 è il titolo del suo decadente ed erotico romanzo di fantascienza. Ma 2046 è il posto dove va a finire la memoria, è anche in un certo senso quel buco in cui Chow sussurrava il suo segreto. E’ un luogo senza spazio fatti di volti e di ricordi. Sintetizzare la tematica di un’opera apparentemente così complessa è invece estremamente semplice: 2046 è un film sul ricordo, ed è soprattutto un film sul rimpianto.

Il rimpianto di un uomo che vede l’amore sfuggirgli di mano, in ogni sua forma. Un rimpianto che, come il ricordo della donna amata, non ha quasi forma. Il rimpianto è quella presenza che c’è-non-essendoci, che non riesci a dimenticare, quella Su Li-zhen che ha cambiato la tua vita. Quell’assenza che cerchi in tutte le donne della tua vita, in un nome, in un gesto, in un passo.

2046 non è un sequel, per fortuna. E’ però un’ipotesi che ha statuto di sequel: la presenza del precedente (e della sua meravigliosa protagonista Maggie Cheung) è aleggiante per tutta la durata del film, e non solo nel nome del protagonista o nella sua professione. Tale presenza è però anche ingombrante. Lo stesso rimpianto di Chow per Su Li-zhen è anche quello che provano i fans di Wong Kar-Wai. Insomma, mettiamoci il cuore in pace: 2046 non è In the mood for love. Non è un simile capolavoro, non ha la sua solenne perfezione, e soprattutto non possiede la sua inarrivabile magia.

Ma non è nemmeno il caso di mettersi le mani nei capelli: 2046 è un film prezioso e affascinante. Certo che è un film iconograficamente irrisolto (tra romanzo e vita), narrativamente sfilacciato (tra passato presente e futuro), e con una cura dell’intreccio fin eccessiva vista la linearità della vicenda: in In the mood for love per giocare con il tempo bastavano due vestiti e qualche ellissi. Ma soprattutto è troppo "riassuntivo" di una poetica per essere emozionante.

Ma è d’altro anche di una bellezza figurativa (s)folgorante (ancora Christopher Doyle) che non si può ignorare con accuse di formalismo. Così come è diretto innegabilmente con grande maestria e un labor limae immenso, con la solita ricerca sulle superfici riflettenti, sui dettagli umani, sui confini della pellicola. E infine, è interpretato con un fascino sognante e fuori dal tempo da tutti gli attori: non vi siete innamorati, stasera? Scegliete voi di chi innamorarvi. E non è un film vuoto come può sembrare e come molti hanno detto: ci parla dell’amore e dell’assenza in modo malinconico e amaro, ci parla di un uomo incapace di afferrare l’amore perché l’ha già trovato e perduto.

Non nascondo tuttavia anch’io una sorta di insoddisfazione. Come questo film è fatto di sensazioni più che di emozioni, così la mia insoddisfazione: lieve e epidermica. Ma solo relativa al capolavoro assoluto che sarebbe potuto essere, e alla sensazione (soprattutto dopo aver visto The hand, episodio di Eros) che da Wong ci si possa aspettare sempre di più. Invece è solo un bel film, anzi forse un gran bel film. Mi aggiungo al coro? Peccato.

33 Thoughts on “

  1. ho provato a chiamarti pochi minuti fa ma non ci sono riuscito.Devo parlarti!

  2. chiamato in tempo reale. deh eh ih oh

  3. ihihihihih—-(la potenza del web)

  4. domani io e il kekkoz per la prima volta nella stessa inquadratura…prima visione a Bologna (due pezzi da novanta).

  5. assolutamente da non perdere

  6. :-) io chi sono? pacino? beh sì devo essere il buono, per forza…

    (sai che heat mi manca? mannaggia a me, e sì che mann mi piace parecchio…)

  7. lo splinder-fascismo lo lasciamo a chi sai tu…(ovviamente io sono il “cattivo” de niro….e come lui sono un solitario ma non mi sento solo)

  8. ahi ahi ahi sento puzza di guai

    interrompo qui la “chat” – devo sgommare. a domani nico’ (a domenica agli altri coraggiosi blogger)

  9. Non accuserò Doyle di formalismo, giammai, però noto che negli ultimi due film in cui ha lavorato la forografia tende ad ingoiarsi tutto il resto – forse è troppo, troppo bravo per un regista che non sia in stato di grazia, come il Wong del passato. Senza un partner al suo livello la scena va irrimediabilente tutta a lui – e se la fotografia fa parte del cinema non può ancora farsi cinema.

  10. 2046 dovrei vederlo domani…
    ma sai dirmi quando esce EROS?

  11. che teneri… adesso tu e nicola sarete già insieme… vado in brodo di giuggiole pensandovi mentre vi tenete le manine e nicola finalmente fa vedere a kekkoz… la versione integrale di heat con sottotitoli.
    divertitevi regà :-)

  12. questo rat ci ha presi per …..(lasciamo perdere)

  13. anche “capolavoro assoluto” è mereghettiano ma lo uso anche io talora. Il fatto è che per me i film o sono capolavori assoluti o sono merde di vacca.
    divertitevi al cineraduno, schiattate tante foto e sbattetele su un bel blog.
    e mi raccomando, il prossimo cineblog a ROMA.

  14. volevo dire, il prossimo cineraduno.

  15. Se Mereghetti dice “da urlo” a me fa anche tenerezza, perché parla la lingua ggiovane di quando era giovane lui. Un po’ come il giovane Holden, che a rileggerlo, con tutti quei “mi faceva rimanere secco” fa nostalgia. Se però noi, che parliamo un altra lingua e che non abbiamo partecipato alla battaglia di Valle Giulia, lo usiamo, secondo me c’è qualcosa che non va (e non fraintendetemi, l’avrò usato anch’io, e più volte). “Capolavoro assoluto”, invece, per quanto espressione non particolarmente elegante, mi sembra italiano corrente.

  16. again: peccato :-/

  17. a proposito del gergo giovanile: in quanto 36enne uso temini quali “sgamare” e “sbarbine” che mi si faceva notare i giovani d’oggi non capiscono più. è realmente così? mi farebbe piacere essere già diventato una tenera reliquia come il morandini e il giovane holden.

  18. gokachu, hai parzialmente ragione su doyle, ma la tua condanna di 2046 mi sembra comunque un po’ eccessiva. rispetto comunque il tuo punto di vista.

    snorky, eros dovrebbe uscire il 3 dicembre

    rat, le manine no. sono proprio etero, non ci posso fare niente. (e comunque nicola arriva tra un paio d’ore)

    goljadkin, concordo, il prossimo raduno a roma. o a milano? ci sono una manciata di blogger anche là.

    rat, io ho 23 anni, e sgamare lo uso in 345 accezioni diverse. sbarbine non l’ho mai usato, se non in modo ironico.

  19. Sgamare passa il filtro e viene dichiarato italiano corrente, sbarbine è anche un po’ regionale, non lo usavo nemmeno nei favolosi anni ’80 con il governo Craxi. Ma cosa c’è di più matusa che usare l’aggettivo matusa?

  20. “Ma cosa c’è di più matusa che usare l’aggettivo matusa?”
    LOL (basta pensare alle canzoni degli elii).

  21. soffro. la rece non la leggo per ora, ma intanto soffro… da me non e’ uscito. T__________T
    Misato-san

  22. l’ho visto anche io: l’ho trovato molto pretenzioso e artificiale, la colonna sonora, la superlativa fotografia di doyle e delle ragazze “da urlo”(!!) non possono rendere apprezzabile da soli un film; i 2 episodi erano completamente slegati e quello ambientato nel futuro inutile ed incompleto…
    tra i film di kar wai (anche se non ho visto ashes of time) questo mi sembra il peggiore…

  23. Ashes of Time batte 2046 2046 a uno. Peraltro uno dei temi principali (la memoria, il non si torna indietro) è lo stesso.

  24. ashes of time lo fanno qui a bologna domenica… e forse non riuscirò… ma ci metto l’impegno… in pellicola, poi… mio dio…

  25. utente anonimo on 14 novembre 2004 at 18:03 said:

    sono passata. :-) TM

  26. utente anonimo on 25 novembre 2004 at 20:01 said:

    “un uomo incapace di afferrare l’amore perchè l’ha gia’ trovato e perduto.”
    Cazzo kekko,descrivendo 2046 con questa massima hai reso verbo un qualcosa che non ero mai riuscito ad esprimere..
    e che riguarda forse il mio stato esistenziale di tempi che furono..
    credo..
    bravo kekko.
    Facciamo partire subito un nuovo pezzo.
    Bravo kekko.
    Bravo kekko.

    valerio massimo III

  27. valerio, io faccio la terza e poi la terza minore e poi la quarta.

    faccio il sardo.

    viva il CBN.

  28. utente anonimo on 26 novembre 2004 at 19:22 said:

    ma che cazzo significa?
    ho capito solo w il cbn.
    che tornera’…
    si cazzo lui tornera’…

    valerio massimo III

  29. parlavo dei nostri coretti. sei disattento. :-)

  30. Grande entusiasmo per “In the mood…”, ma anche “2046″ mi è piaciuto molto (tanti bloggers parlano di delusione, mi dispiace). ciao

  31. Ciao scusa se ho scritto in un posto così vecchio ma 2046 mi è piaciuto troppo. Wong Kar-wai è un fenomeno. Scambieresti link? Se vuoi passa dal nostro blog, ti aggiungeremo subito ai link. Buona Giornata

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