FFF2005
Shark tale

di Bibo Bergeron, Vicky Jenson e Rob Letterman, 2004

Ammetto un briciolo di pregiudizio: l’ho detto decine di volte che sono un "pixiariano". Non quindi una delusione, bensì una conferma: Shark tale è anche carino, sicuramente divertente, decisamente ben fatto, ma siamo lontani anni luce dai capolavori della Pixar. Non è una questione grafica, che poi è quella su cui la Dreamworks si accanisce: è proprio una questione di scrittura.

La casa di Spielberg e-compagnia-bella, dopo il progetto Shrek che ormai vive di vita propria, ha affrontato lo scontro del 2004 con gli Incredibili con questa "storia di squali". Un po’ fuori tempo massimo: se gli squali mafiosi, con la catena alimentare metafora delle violente gerarchie sociali, è un’idea divertente, non sfiora quella dei "carnivori anonimi" di Nemo. E tutto si riduce, solito dramma della Dreamworks, a un semplice spoof cinefilo.

Colpo azzeccato è quello di ritornare su binari narrativi più rassicuranti, accantonando il cinismo (tra virgolette) di Shrek per una classica storia di ascesa e declino. Un po’ troppo classica, forse, e non c’è nulla di nuovo: ma se è ammirevole il tentativo di restituire un messaggio universale di onestà e collaborazione sociale invece di continuare a giocare solo con il pubblico "adulto". Per quanto il finale sia davvero troppo edificante, e dimentichi tutto d’un tratto di cosa sia fatta la vita vera.

Dopo un inizio davvero straordinario e pieno di gag, le trovate si fermano irrimediabilmente, e la cosa peggiore è che maggior parte di esse sono scritte apposta per far sganasciare un pubblico come quello americano, con molti riferimenti alla mtv culture, e mille giochi di parole per cui probabilmente gli adattatori italiani hanno passato notti insonni. Will Smith dal canto suo ce la mette tutta, ma era quasi meglio Chris Rock in Osmosis Jones.

Davvero brava invece la personalissima voce della Zellweger (perché mi piace tanto quella voce?) e uno spasso Martin Scorsese in guisa di pesce-palla. In fondo le mie risate me le sono fatte, ma non posso dire di essere uscito soddisfatto dalla sala. Non oso comunque immaginare il disastro della versione italiana: mi asterrò as long as possibile.

9 Thoughts on “

  1. sono d’accordo sul fatto che la Dreamworks insista, da anni, nel collezionare citazioni cinefile – spesso slegate – nei suoi lungometraggi animati.

    quello che non capisco è per quale motivo la Pixar dovrebbe essere superiore alla Dreamworks.

    da un punto di vista tecnico preferisco, alla perfezione inappuntabile delle linee disneyane, i’iperrealismo rozzo da bambole di pezza alla Shrek.

    Nemo, gli Incredibili, Shark Tale, Shrek2, Bug’s Life e Z: La formica. Fanno ridere, tutti, chi più chi meno. La Pixar insiste col buonismo repubblicano di sempre, ma ha il merito di fabbricare (ancora!) favole per grandi-e-piccini che non guastano mai, anche se l’innocente fascino di un tempo è – secondo me – andato perduto.

    La Dreamworks, dal canto suo, ha almeno il coraggio di ribaltare certi stereotipi di cui francamente ci siamo rotti le scatole un po’ tutti (almeno io). Benché lo faccia talvolta senza criterio, io sono fiducioso e premio questa linea politicamente scorretta, pur se volgarmente americanizzata.

    cacchio quant’è lungo questo commento, lo pubblico come post sul mio blog, magari mi rispondi lì. :)

  2. Empress chung non l’hai visto…

    per la mia ultima proiezione sono indeciso fra quello e hair high…

  3. ciao goljad, sono quasi d’accordo con te, ma non è che io ci capisca molto di animazione digitale, preferisco i vecchi disegni fatti a mano (è buffo pensare che ai miei tempi si accusavano i giapponesi di “fare i cartoni animati con il computer”, mentre adesso otomo e miyazaki sono ritenuti grandi autori e gli americani fanno tutto col computer).

  4. OT

    ho appena finito di vedere Visitor Q….

    trovo che il tuo paragone con paranoia agent sia azzeccatissimo…

  5. goljadkin: capisco perfettamente il tuo punto di vista, ma non ci posso far niente: sono un pixiariano. :-)

    murda: no, non ho visto empress chung. ma da quello che so, buttati su hair high.

    grazie dell’accordo su visitor q. :-))

  6. ah, goljadkin: ma hai visto shark tale? ho visto che l’hai “listato” insieme agli altri a random… perché secondo me è proprio deboluccio. su Z la formica non mi pronuncio nemmeno.

  7. Golja, Shrek è politicamente scorretto quanto lo è il papa.

    Detto questo, a me Shark tale non piace. E pensare che non l’ho nemmeno visto!

  8. ohdaesu: ricordo il tuo post pregiudiziale. mi sa che è meglio che non lo vedi, altrimenti strippi.

  9. Per me è stato un po’ deludente come film. Mi è sembrato veramente frettoloso, ma non dal punto di vista grafico – non ne capisco molto di certi aspetti tecnici e preferisco non esprimermi al riguardo. Frettoloso nella trama che non era questo granchè e poi un po’ stancante nello sforzo di trasportare il nostro mondo sott’acqua, mettendo i pesci di tutti i tipi al posto di cose che vediamo tutti i giorni. Ok, certe cose erano carine, ma un po’ stufano. I personaggi poi mi son sembrati di scarso spessore. Certo, fantastici alcuni volti (grande Scorsese), ma tutto qui.

    E’ stato comunque divertente (io ho riso di più verso il finale), ma speravo decisamente in qualcosa di più.

    p.s. Tra le trovate migliori e che forse rischiava di non essere vista, era la locandina stampata su un giornale del film The Hook (versione sottomarina di The Ring, dove al posto dell’anello del pozzo, con lo stesso stile, c’era la forma di un uncino).

    firmato

    Il Signor Carlo

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