Ladri di barzellette
di Bruno Colella e Leonardo Giuliano, 2004

Film apparso nelle sale italiane l’anno scorso, nell’indifferenza generale. Riapparso pochi mesi fa a noleggio. E ieri sera, trasmesso da Odeon. Ripeto, Odeon. Inspiegabile.

Comunque, il film racconta le vicende di un "autore" costretto a un prodotto "alimentare" per finanziare i suoi progetti "colti". E cioè Aurelio Grimaldi (proprio lui, quello delle "Buttane", nel ruolo di se stesso con ammirevolissima autoironia) che gira il sequel delle "Barzellette" di Vanzina.

Il film è quello che è: poverissimo e squalliduccio, e formalmente inesistente. Ma sotto sotto molto intelligente. Perché da una parte è davvero un film di barzellette, raccontate da poveri cristi davanti a una scenografia spartana, e dall’altro riesce a permettersi una satira (seppure annacquata) della crisi del cinema italiano. E’ insomma il film che critica, creando un cortocircuito abbastanza divertente, dove le risate le provoca più l’incubo kafkiano di Grimaldi che non le tristissime storielle.

Se avrà la fortuna di scomparire per sempre dalla circolazione e dalla memoria (dei pochi che lo ricordano), potrebbe persino diventare un cult-movie: non dite che non vi avevo avvertito.

3 Thoughts on “

  1. Io l’ho trovato ignobile (difatti ho cambiato subito canale)
    Ciaoo Rob

  2. cavolo, l’ho perso! ce l’hai registrato? ;)

  3. no, non l’ho registrato… ma figuriamoci! eheh…

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