Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (The heart is deceitful above all things)
di Asia Argento, 2004



Chiunque abbia letto (io l’ho fatto di recente) il libro di J.T.Leroy, sa che quella descritta su carta è materia calda, bollente. La storia del figlio inerme, della madre tossica e puttana, dei nonni bigotti e violenti è, oltre che un atto politico durissimo nei confronti delle contraddizioni religiose e sociali dei "margini" statunitensi, una possibile sfida cinematografica.



La Argento prende di petto la sfida, e pur scegliendo la via più semplice per rappresentare il mondo di camionisti e di prostitute dei libri di Leroy (ovvero quella di certo cinema americano indipendente che faceva capo al suo amico Gus Van Sant), le soluzioni nel dettaglio non sono mai le più prevedibili: evita l’impossibile (le parti del libro in cui Jeremiah "si punisce") e sfugge al non mostrabile sostituendo al corpo del figlio quello della madre nel terribile momento dell’identificazione sessuale.



L’impressione generale di un "riassunto" del libro è evidente e fastidiosa, forse anche per i non-iniziati: probabilmente la regista era così innamorata del libro da volerlo rappresentare tutto, nei limiti del possibile. Il risultato è che c’è tanta, tantissima carne al fuoco. Ma non c’è tempo per riflettere sui personaggi, ogni riflessione politica è conseguentemente tirata via, e la parte nella villa dei nonni (con un’inquietante Ornella Muti) è davvero troppo breve, considerando che era la più stimolante, per il contrasto.



Ci vuole comunque un bel fegato per rendersi così disgustosi, e per far crollare il proprio personaggio e l’intero film il film in un tale baratro di follia, nella parte finale. La Argento svicola anarchicamente le regole del genere, e paradossalmente rifiuta in più momenti il realismo di altri sfociando in gustosi surrealismi (con animazioni passo-uno che nemmeno i Katakuris).



Ma sì, in fondo Asia ha fatto un bel lavoro, e se non altro ha finalmente mostrato un talento (uno qualunque), che seppure ancora un po’ grezzo promette bene per il futuro.



LINK: Alcuni di simile, altri di diverso parere, com’è giusto che sia, i cinebloggers.


12 Thoughts on “

  1. Un talento (che non siano le tette)? Asia Argento? Wow, prima volta in assoluto.

    Io ancora non ci credo, comunque.

  2. beh sono tre pallette, eh, mica di più. ..

  3. utente anonimo on 7 maggio 2005 at 20:52 said:

    più o meno siamo d’accordo, anche se il mio voto ero sulle due pallette e mezzo.

    Andrea

  4. la colonna sonora com’e'? ^^

    Misato-san

  5. Questo post manca di prospettiva, di senso del progresso, di capacità di comparazione. ;-P

  6. scusa lo “spam” (ma non lo è): ho scritto un post su Ciaruffoli e sulla sua rubrica “duellante”. ci riguarda tutti.

    mi piacerebbe sapere che ne pensi, perché è ora di ribellarsi a questa stampa elitaria e con la puzzasottoilnaso.

  7. utente anonimo on 9 maggio 2005 at 09:58 said:

    kekko ho visto le crociate…sarei curioso di un tuo post sul film ?mi accontenterai?lillo

  8. @misato: colonna sonora a cura di sonic youth e morgan (ma con molto altro all’interno). de gustibus: a me è piaciuta molto. mi spiace non averla citata.

    @cineblob: sei un cazzaro iperbazzato. :-)

    @goljiadkin: iniziativa coraggiosa, non può che vedermi interessato.

    @lillo: mio caro lillone, le crociate non è propriamente tra le mie priorità. se lo vedrò non mancherò di parlarne. fatti vedere a bologna!

  9. proprio perche’ dell’amato Morgan chiedevo… tnx :D

    Misato-san

  10. bello il tuo blog..

    io amo il cinema, verrò a trovarti spesso.. anche perchè quic è molto da imparare!

    ciao viola!

  11. grazie viola!

  12. Il film secondo me meritava le tre pallette, Erano interessanti anche alcune soluzioni narrative tipo il bambino impersonato da un adulto in certe sequenze. Abbastanza fedele al romanzo nonostante questi strappi.

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