Donne allo specchio (Women in the mirror) (Kagami no onnatachi)

di Kiju Yoshida, 2002

Yoshida, maestro riconosciuto della new wave nipponica degli anni ’60*, è cresciuto accanto a Ozu*, e si vede: nel suo film amaro e crepuscolare c’è quella stessa ricerca degli ambienti interni, quello stesso interesse nei rapporti tra la Storia recente del Giappone e i legami familiari, lo stesso senso di sospensione inquieta**.

Ma il settantenne regista giapponese non possiede (o non possiede più?) l’innata levità per cui è noto il cinema da camera di Ozu, e così il ritratto di tre generazioni "spezzate" dall’orrore della guerra (e della bomba) rimane coperto sotto a quello che è, purtroppo e con nostra grande delusione, un mattone terrificante. Sprecata quindi la splendida prova di Mariko Okada, moglie di Yoshida* e attrice di Ozu, e perduta l’occasione di confrontare generazioni attoriali, visto che il modello della Okada viene riproposto (forse per ossessione, forse per reverenza) anche dalle altre due bravissime attrici.

Insomma, l’ambiziosa ma fragile metonimia che regge il film (tutta al femminile, e non a caso) si perde dietro a una ricerca formale chiusa e soffocante e a una fastidiosissima colonna sonora, davvero di rara antipatia. Qualche bella sequenza, il riconoscimento struggente e una mano posata sull’altra, una panchina dove i segreti vengono a galla come aborti di una Storia paradossalmente da dimenticare, non basta a risollevare il film.

Basterebbe il fatto, per chi scrive inaccettabile, che ogni metafora e ogni simbolismo, per quanto già di suo abbastanza chiaro (lo specchio rotto, il tramonto rosso, eccetera) venga esplicitato dai personaggi stessi e sbattuto in faccia allo spettatore.

Forse è stato un peccato fuggire dal dibattito con Yoshida e la Okada che seguiva la proiezione. Imperdonabile. Ma la fame superava di gran lunga l’interesse.

NOTE

*dati a me ignoti prima della stesura di questo post.

** a scanso di equivoci: ve lo dice uno che di Ozu, vagonate di frammenti a parte, ne ha visti
solo due. Ma il raffronto è di un’evidenza inevitabile.

14 Thoughts on “

  1. visto che il link è un po’ mimetizzato all’interno del post, ripropongo qui il link al post di Andrea, compagno di visione, su questo film:

    http://alcinemanonsimangia.splinder.com/1115768251#4743434

  2. mi sono scordato di venire ://

    scusate

  3. ci siamo chiesti dove fossi finito! tranquillo, sarà per la prossima volta…

  4. utente anonimo on 11 maggio 2005 at 19:06 said:

    Troppo buono. Vedo che ti sei informato sul regista meglio vestito di tutto il Giappone, maledetto!

    Comunque confermo quella che per me è stata una dimenticanza: la colonna sonora è da denuncia.

    Andrea

  5. io non so dove trovi il tempo di vedere tuti questi film.

    Questo non l’ho visto per cui non posso entrare nel merito.

    Oggi il mio blog compie 1 anno.

    Per l’occasione ho postato su un tema a me caro. I cinema di Licata in Sicilia.

    Sarei veramente felice di un tuo commento.

    Un saluto.

    Rob.

  6. Complimenti per l’enorme mole di film che ti sei fatto in vena. E poi dicono che non la droga faccia male.

    Ciao

  7. grazie kekkoz. Davvero. Comunque a licata sei già inviatato da Claudia che ti mette a disposizione il terrazzo. Ti basta una tenda ;-))

    Un saluto.

    Rob.

  8. @solitoignoto: un benvenuto al nuovo cineblogger.

    attento, son tempi duri per i vampiri!

    @rob: grazie mille per l’ospitalità virtuale. adoro i terrazzi. sul mare, poi.

    @andrea: voglio la giacca e la camicia di Yoshida!! dell’aspetto faccio volentieri a meno.

  9. Visto che qui vi scambiate tutti i favori vi linko (che schifo) anch’io. Tutti quanti.

  10. Grazie cinefilo. Ho modificato il testo del tuo link.

    Ciao e grazie

  11. e questo che diavolo è?

  12. salve!

    qualcuno saprebbe indicarmi dove trovare a milano qualche film di Ozu? sto facendo un lavoro per un corso di cinema sull’analisi dell’alterità tra ozu e kurosawa…solo ke ozu è introvabile…

    grazie 1000

    ema

  13. io quel poco che ho visto di Ozu (e quell’altro che ho registrato e smarrito per casa) l’ho visto su Rai3, a Fuori Orario.

    su Milano poi non ne ho idea, non bazzico.

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