La donna perfetta (The Stepford wives)

di Frank Oz, 2004

Frank Oz ispira simpatia. Un po’ perché abbiamo tutti la sua faccia da ragioniere in testa senza saperlo grazie al suo amico John Landis, un po’ perché è la voce di Yoda e Miss Piggy. Ma soprattutto perché i suoi film sono sempre stati sbagliati, in un modo o nell’altro. Dal kitch canterino della Piccola Bottega ai tonfi ritmici di In & Out.

Certo, sapeva usare il grande Steve Martin (più e più volte suo attore-feticcio) meglio di quanto facesse Carl Reiner, diede persino spessore comico a Eddie Murphy in Bowfinger, e What about Bob? è davvero un gioiellino: familiare, cinico, nevrotico. Ma resta comunque un regista sotterrato dal peso (in The score anche fisico) degli attori scelti, forse amichevolmente forse no, un goliarda schiacciato da una fisionomia attoriale troppo spesso lasciata andare allo scatafascio (vedasi Housesitter) senza binario e senza controllo.

Proprio per questo non si può più dare nemmeno simpatia al regista di La donna perfetta: perché il film, oltre ad essere pedante, interminabile (e sì che dura un’oretta e mezza) e privo di spessore, visto il cast coinvolto è un’occasione perduta per ribadire una seppur discutibile linea di pensiero: Walken bidimensionale, Broderick annoiato, e cosa davvero insopportabile, Bette Midler visibilmente più brava di Nicole Kidman.

Non tiriamo poi in ballo seriamente emancipazione femminista e decadenza del maschio: per quanto si cerchi di illuminarla con una sorpresina finale misogina e inspiegabilmente lirica, la critica sociale più che all’acqua di rose è all’acqua fresca.

Qualche arredo vintage, dei bei titoli di testa e quattro risate non bastano a fare un film. Figuriamoci un bel film.

7 Thoughts on “

  1. A parte il fatto che da uno senza centro gravitazionale non puo’ scrivere di cinema….

    A me piacque, non eccessivamente, ma piacque. Forse un po’ tirato ma in alcuni momenti graffia per benino.

    Si vede che sono di bocca buona, mancando anche io, come sai, di centro gravitazionale.

    La bottega degli orrori e’ una mia visione settimanale. Sopratutto la scena di martin dentista sadico, in particolare quando rifila una ginocchiata al paziente.

    Bowfinger non mi piacque.

    Vabbe’ kekkoz, il mondo e’ bello perche’ e vario.

    fringe

  2. su Oz potrei essere anche d’accordo (però la parola “sbagliati” non mi piace, ha un valore normativo), ma non mi devo toccare “la piccola bottega degli orrori” :)

    Ciaoo Rob

  3. Kekkoz, io e rob abbiamo un regalino per te…

    una piccola piantina con abitudini alimentari un po’ particolari.

    Con il tempo ti abituerai.

  4. il banner sul nuovo cinema Licata è on line se vuoi puoi copiarlo e dare visivibilità sul tuo blog.

    grazie,

    Rob.

  5. @fringe: giustamente citi la scena con Steve Martin dentista. in effetti quella sequenza è una vera chicca, l’ho vista e rivista migliaia di volte, e la adoro. per il resto… bah.

    @rob81: in effetti il termine “sbagliati” fa schifo, altro che normativo. brr. volevo rendere un’idea ma non è uscita, faccio ammenda! :-)

  6. non c’è bisogno di fare ammenda :)

    Per il resto, io continuo ad amara la piccola bottega, e non solotanto per la scena del dentista :D

    Ciaoo Rob

  7. su Nicole dissento e te lo eri gia’ immaginato!

    Per il resto ti perdono, sara’ che sto ascoltando la mia canzone del cuore scrivendo un post allegro ma… ti perdono ;-p

    Misato-san ^_^

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