Per me, tre pallette e mezzoSideways

di Alexander Payne, 2004

Viaggio alla ricerca della propria dignità e della propria identità sociale, smarrite nel fallimento dei sogni, on the road in un’enogastroturismo che sembra tanto alcolismo da intellettuali, Sideways è un film che non lascia a bocca cattiva: sensibile e delicato, scritto con grazia e intelligenza, recitato divinamente, purtroppo senza le unghie del bellissimo Election (dello stesso Payne) ma più che soddisfacente.

Nonostante ciò, da queste parti ci si chiede: se si funziona così bene con questo tono understatement, se si riesce a disegnare una coppia di falliti così ben riuscita e farli interagire con garbo e rigore, e se si riesce, in questo modo, a creare una scena magistrale come quella della prima, alcolicissima, uscita a quattro (con quell’impagabile "desiderio di telefonare"), perché allora prima o poi bisogna per forza buttarla sul greve, diventando a tratti una pochade volgarotta girata giusto un pelo meglio della media? Epater le bourgeois?

Grazie al cielo c’è la parte finale, bellissima, giustamente amara nel ritorno di Jack, altrettanto nella terribile scena del matrimonio, e piena di speranza in quella mano che bussa.

Paul Giamatti, enorme.

12 Thoughts on “

  1. Condivido solo l’ultima frase. Per il resto delusione … a grappoli! :-)

  2. Gran bella gnocca l’orientale.

    Carino il finale si (ma il film nel suo complesso non mi ha detto granché).

    Un po’ triste invece la migliore bottiglia di vino della collezione bevuta al fast food (seguendo a modo suo il consiglio della tipa).

    Ma tu non eri quello che spoiler manco morto? :)

  3. @sceicco: “quella mano che bussa” sarebbe uno spoiler?

  4. a me è piaciuto tanto:)

  5. Troppo buono tu sei.

    L’orientale è la moglie di Payne.

  6. utente anonimo on 24 maggio 2005 at 13:36 said:

    [OT] Per quella manifestazione sui blog ecco il link all’intero evento.

    Si parla di tv di strada (26 maggio) e di blog e cittadinanza(27 maggio)

    Scusa il similspam, ma non sapevo come contattarti!

    ciao!

  7. @astor: a me no, ma mi è piaciuto abbastanza.

    @ohdaesu: ma dai? ometto fortunello.

  8. fortunello si, cazzarola!

    non solo “quella mano che bussa” ma anche “amara”, “ritorno” e “piena di speranza”. Volendo anche “matrimonio”: magari uno potrebbe pensare che non si sposino e che vada tutto a puttane e che magari arrivino gli alieni e portino jack in brasile per trombarselo…

    scherzo ;)

  9. utente anonimo on 24 maggio 2005 at 15:31 said:

    Sopravvalutato.

    Inoltre , al contratrio di te, trovo il finale ambiguamente consoloatorio.

    alpoisson

  10. capisco che si possa trovare consolatorio. forse lo è.

    forse mi è piaciuta proprio quella consolazione magra e tardiva.

    comunque comprendo.

  11. a me è sembrato solo uno spot di un’ora e mezza ai nascenti vini californiani…

    (che poi dico: e il vino di qua, e il vino di là, e quant’è buono il vino, e mai berrei un cabernet…poi che fa giamatti, la bottiglia speciale se la beve in un bicchiere di CARTA al BURGER KING?????)

    :)

    Rosa

  12. Vabbè, ma il Merlot è buono o no? Quello del bar “Macalitt’” è niente male!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation