Survive style 5+, Gen Sekiguchi 2004

Survive style 5+
di Gen Sekiguchi, 2004

Opera prima di un regista pubblicitario, è una specie di “manuale di sopravvivenza” formato da cinque storie che si incrociano attraverso le leggi del caso come nella migliore tradizione delle narrazioni multiple. E lo fa con uno stile acceso, bizzarro e splendidamente fotografato, una bellissima colonna sonora techno-pop-rock, un discreto talento nel raccontare le storie e ottimo nell’affastellarle.

Non tutto è al suo posto, perché c’è dell’incoerenza e dell’instabilità, alcune parti sono più trascurate di altre, il ritmo ha cali non sempre (ma a volte) voluti, le guest star – Sonny Chiba e Vinnie Jones – a volte (ma non sempre) sembrano fuori posto. Eppure poco cambia, perché Survive style 5+ è un film palesemente riuscitissimo, per cui le stesse critiche sembrano forzature.

Ed è lontano dall’essere una cosetta scema per farsi due risate sceme: Sekiguchi e lo sceneggiatore Taku Tada hanno saputo creare con intelligenza dei personaggi e forgiare intorno a loro un intero mondo. Un universo colorato e saturo dove si può tornare dalla morte, sfidare la morte, volare in cielo sulle note dei Cake. E tutto questo per dimostrare il proprio amore, o semplicemente per sopravvivere. Oppure, con le parole del killer britannico Vinnie Jones, per trovare “what is your function in life”.

La cosa migliore in ogni caso, al di là delle pubblicità immaginarie (con qualche debito pythoniano: ma è chiaro che Sekiguchi conosce la materia che satireggia), è tutta la parte con Tadanobu Asano, forse la più lunga e di certo la più curata, in cui il nostro è tormentato da una (bellissima) moglie che non ne vuole sapere di morire, tra pugni volanti e immensi banchetti, calcioni volanti e sottile malinconia, gustose reiterazioni e tanti cucchiaini di caffè. E un finale che, ricomponendo i pezzi del caotico puzzle, lascia davvero senza respiro.

Andrea, Filmacco, Ichi, Infamous, Lovehkfilm, Twitch.

9 Thoughts on “Survive style 5+, Gen Sekiguchi 2004

  1. I pareri dei cineblogger sono divisi su questo film, che ancora di più voglio vedere….

    Ciaoo Rob

  2. ribadisco la mia diffidenza.

  3. utente anonimo on 20 luglio 2005 at 14:14 said:

    E’… una cosetta scema per farsi due risate sceme

  4. e si prende troppo sul serio

  5. utente anonimo on 20 luglio 2005 at 17:03 said:

    cucchiani di caffè?

    ma non erano cucchiaini di zucchero nel caffè?

    comunque d’accordo al 100%

    Andrea

  6. ahah ho scritto davvero cucchiaini di caffè! ahah!

    (tu intanto hai scritto cucchiani)

  7. utente anonimo on 20 luglio 2005 at 21:13 said:

    eh, ma io l’ho scritto nei commenti, e tu nel post. la tua è più grave :P

    evviva i cucchiani.

    Andrea

  8. @ kekkoz @ andrea: siete due idioti ;-P

  9. bella recensione:)

    il film è splendido…

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