Masters of horror, #1.03
Dance of the dead
di Tobe Hooper, 2005

Il terzo episodio della serie di Mick Garris è il primo diretto da un vero "mostro sacro", ovvero da Tobe "Texas Chainsaw Massacre" Hooper. Visto il trend degli ultimi anni, che principalmente dai suoi primi film prende mossa e che ad essi rimanda di continuo, era lecito aspettarsi un horror fortemente anni ’70, magari con adolescenti inseguiti da mostri (meglio se rurali), spaventi a dismisura, un bel po’ di sangue.

Invece no, il buon vecchio Hooper adatta un (bel) racconto di Matheson che più mathesoniano non si può, con i suoi riferimenti socio-familiari, la sua bella post-apocalisse e i suoi bei sopravvissuti eccetera. Stilisticamente, fa una scelta precisa: il caos del dopo-bomba (o del dopo-chi-per-lei) rappresentato con effettacci di montaggio che altri amano definire "videoclippari", termine che in questo caso calza a pennello, vista anche l’importanza che riveste la – bruttissima – colonna sonora del riesumato Billy Corgan.

Insomma, c’è uno splendido Robert Englund che fa l’mc viscido e infernale di un locale viscido infernale facendosi fare fellatio da non-morte, ci sono pelli di bambini disciolte da piogge acide, ci sono conflitti familiari e almeno una bella zampata nel finale, ma tutto questo non basta a salvare un filmetto che si arrampica sugli specchi per arrivare all’ora di durata, e che, peggio ancora, non spaventa affatto e non fa nemmeno schifo. La sequenza del viaggio in auto? Difficile pensare a qualcosa di così malriuscito.

La diciassettenne Jessica Lowndes illumina il film ogni volta che è in campo (cioè quasi sempre), ma nemmeno questo serve. E’ più hooperiano Rob Zombie che Hooper stesso: un peccato.

11 Thoughts on “

  1. Io l’ho salvato anche meno di te. L’ho trovato fastidioso fino al mal di testa, con un ritmo frenetico, martellante e incessante che non dà tregua. Quando è finito ho tirato un respiro di sollievo.

  2. “E’ più hooperiano Rob Zombie che Hooper stesso: un peccato.” Sono d’accordissimo e The Devil’s Rejects lo dimostra nuovamente. Questo episodio però non l’ho trovato così malaccio…

  3. Dio bono, non riesco a trovare online foto di Jessica Lowndes.

  4. A proposito, ma quando esce in Italia The devil’s rejects? soprattutto, esce?

  5. non ne ho la più pallida idea

  6. Di un’eventuale uscita italiana per The Devil’s Rejects nulla so. Non darei però per chiusa l’ipotesi dell’arrivo direttamente in home video (come, per dirne una, è capitato a Shaun of The Dead). Se siete impazienti potete cercarlo in DVD – o su mininova.org.

    Tra parentesi, ho finalmente visto Hopper. E non mi ha fatto schifo neanche un po’.

  7. sicuramente il peggiore dei masters of horror visti al torino film festival, condivido in pieno. stupito della colonna sonora: corgan può piacere o no, ma a me quello sembrava solo brutal metal per ragazzini.

  8. Considerando l’accoglienza del pubblico italiano per La casa dei 1000 corpi, non mi stupirò se The Devil’s rejects non farà la sua comparsa nelle sale italiane… peccato… comunque Billy Corgan è ridotto a un Boy George vagamente più dark…

  9. Non sono assolutamente d’accordo, caro kekkoz. Il film m’è piaciuto e m’ha angosciato molto più di quanto si ritiene classicamente “hooperiano” e che di solito ha come cifra stilistica il solo disgusto (‘Non aprite quella porta’ in testa). Questo film invece mette in scena tutti gli incubi della modernità (la guerra apocalittica, il disfacimento del corpo e della famiglia, la paura dell’esterno, i balordi, la tortura etc.) in modo assai crudele. Uno dei migliori della serie, credo.

  10. Wow, sono commosso da questa recensione per il commento su Jessica Lowndes che ho scoperto in 90210 (si, abbiamo tutti delle pecche xD ma non per questo mi abbasserò ai livelli di Vampire Diaries, lì sarei proprio da rinchiudere) e che è praticamente una (se non l'unica) ragione per cui ho continuato a seguire la serie.

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