Broken flowers
di Jim Jarmusch, 2005

Jarmusch, ho avuto forse già l’occasione di accennarlo, non mi ha mai convinto fino in fondo. Colpa mia: avrò probabilmente visto i suoi film meno riusciti. Tuttavia, coltivavo molte speranze nel suo ultimo film, il nono in venticinque anni, per il bel trailer che l’ha preceduto, per i premi vinti a Cannes. Mica per niente. Sarà destino? Il film è anche interessante, sicuramente carino, ma già il fatto che io stia usando la parola "carino" vuol dire molto.

Il progetto è molto bello, una di quelle cose che fa un gran bene all’addormentato cinema nordamericano: prendere un plot che calzerebbe a pennello su una commedia americana (la ricerca del figlio e lo scavo nel proprio passato) e girarlo con uno stile leggero ma decisamente controcorrente, rallentando tutto fino allo sfinimento, facendo cautela a fermarsi il più possibile per cogliere lo straordinario valore di un gesto, di uno sguardo, di un’espressione, di un fatto. Tutto bene. A meno che non lo si faccia per nascondere la pochezza delle cose da dire. Il dubbio rimane.

Broken flowers è comunque un film che dopo un inizio poco convincente cresce molto, e sa essere sensibile, sagace, sofferto, sornione come il suo protagonista o imbarazzato come le sue donne, un film scritto – si direbbe – in punta di penna, con un bel finale tronco e molto più che aperto. Proprio per quello danno fastidio certi didascalismi (sì, Don Giovanni, abbiamo capito), alcune ingenuità della sceneggiatura (l’amico detective webbofilo), qualche forzatura. Bill Murray, dalla sua, ha un’espressione sola, ma gli vogliamo bene lo stesso.

Dà un po’ fastidio dare del "carino" a un film così sottilmente ambizioso. E se alla fine lo si consiglia, e anch’io lo consiglio senza pensarci troppo, mi permetto di incrociare le dita dietro la schiena.

Con me al cinema, lunedì pomeriggio (ho atteso, eh) anche Rob di "The Critic" (che ne ha parlato ed è d’accordo) e Andrea di "Alcinemanonsimangia" (che è a riposo ma è d’accordo pure lui).

13 Thoughts on “

  1. Diciamo che è difficile non rimpiangere il Murray dei Ghostbuster, Ed Wood o Ricomincio da capo… però la svolta artistica da Coffee & cigarettes in su mi convince, molto più di quella di Robin Williams “cattivo” in Eliminate Smoochy…

  2. errata corrige.

    refuso: non I premi, ma IL premio vinto a Cannes (gran premio della giuria).

  3. E’ proprio perchè sottilmente ambizioso che si merita la definizione carino (sulla quale concordo) se fosse stato meno ambizioso avrebbe raggiunto i suoi obiettivi e sicuramente sarebbe potuto essere bello.

  4. utente anonimo on 9 dicembre 2005 at 15:00 said:

    sì sì, è d’accordo pure lui.

    Andrea

  5. sottoscrivo in pienissimo tutto il post, a parte la benevolenza verso bill murray (a me inizia a risultare un pò pesante questa sua presunta “reinassance”)

  6. Io ho trovato sconcertanti i riferimenti a don’t come knoking di Wim Weders, regista da me come noto amatissimo.

    Un saluto.

    Rob.

  7. Ma è piaciuto solo a me? sto diventando vecchio…

  8. @rob: non avendolo visto…

    @jerry: no, non è piaciuto solo a te, è piaciuto a molti. (è piaciuto pure a me, solo meno)

  9. ampiamente d’accordo circa l’impiego della parola “carino”. a livello teorico. e anche sullo scetticismo verso jim jarmush, che però non è, per fortuna, tra i cultissimi imprenscindibili (come un certo richard burton…oh, no, forse era tim burton)

    del resto, il film non l’ho visto.

  10. A me piacque.

    Son vecchia ?

    (Vio)

  11. l’ho atteso tantissimo eppure neanch’io sono molto convinto. anche a me ha dato l’impressione che ci fosse “poca materia” dietro la semplicità che voleva essere apparente schermo di “profondità”.

    Murray quando fa l’annoiato-scazzato lo adoro (Lost in translation), ma qui forse ha un tantino esagerato nel… non far nulla.

  12. è vero che non si tratta del miglior Jarmusch sottoscrivo…ma quante stroncature sul web! manco fosse “melissa “..

  13. l’ho visto solo ieri

    sai quanto ti apprezzi, ma ridurre questo a un film ” carino” grida vendetta

    io penso sia un film importante e profondo, condivido quanto è stato scritto nei loro blog da ambiguopesce e da http://spettatore.ilcannocchiale.it/

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