Fearless (Hou Yuan Jia)
di Ronny Yu, 2006

Il film con cui Jet Li dice addio al cinema di arti marziali è la storia vera di un "eroe cinese" dei primi del secolo, Hou Yuan-Jia, capace con una serie di storici combattimenti di rinverdire il senso di appartenenza nazionale di un popolo vessato dal colonialismo e dall’occupazione di inglesi, americani, tedeschi e giapponesi. Una storia ampiamente romanzata, visto che i nipoti di Hou, che nel film "non ha" figli, si sono incazzati non poco: ma che importa? Il film parla di rispetto, di codice, di onore, di virtù. E, sembra incredibile, funziona tutto alla perfezione.

Sarà che fa un gran piacere vedere un 42enne Jet Li nel pieno delle sue forze e del suo carisma, e capace (persino, o meglio ancora) di ormai inattese intensità interpretative, o che rende felici vedere un regista che fu strabiliante come il Ronny Yu mostrare di non avere disimparato a fare cinema nonostante i recenti e alterni trascorsi hollywoodiani, o che il film è talmente nostalgico di quel modo di fare cinema di cui i due erano tra i pilastri con film come Once upon a time in China o The bride with the white hair. Fatto sta che ci si crede, e ci si crede fino in fondo.

D’accordo, Fearless è un film mutilato, che per esigenze di mercato rinuncia a quasi un’ora: con essa (oltre che a Michelle Yeoh, ahinoi) si rinuncia altresì a molta profondità, soprattutto nei personaggi di contorno. E inoltre si casca inevitabilmente in qualche iperbole retorica di troppo – seppur conforme al genere. Non è quindi un capolavoro, al cospetto dei classici. Ma è un film quasi impensabile negli anni dell’estetizzatione zhanghiana (libera comunque di essere gradita, deh!), un gongfupian puro che nel 2006 non speravamo quasi più (e che siamo lieti) di vedere.

Invece eccolo, il nostro eroe, il massimo corpo-atletico del meravigli-oso cinema di Hong Kong, le sue acrobazie straordinarie (organizzate dal solito Yuen Woo-ping, riconoscibile in ogni singolo calcione), la dolorosa profondità della sua – semplice e lineare, ma commovente – redenzione, e il suo martirio. Bentornato, Jet Li, e ancora addio.

Visto che ultimamente si discute della necessità di "preparazione culturale" a determinati film, è consigliabile prima della visione (ma anche dopo va bene) questa lettura. Impossibile infine non linkare Hellbly, che ha smosso la mia aspettativa, meno che tiepida, convincendomi invece a ricredermi e a vedere il film, grazie a questo post.

7 Thoughts on “

  1. The promise e fearless sono entrambi film che ho in “archivio” e volevo proprio vederli in questi giorni…

    Ciaoo Rob

  2. beh The Promise puoi anche rimandarlo, eh…

  3. lo faccio per completezza professionale ;)

    Rob che piange perché non potrà vedere né imprint né shinobi né bankok loco a Udine ç_ç

    Ciaoo Rob

  4. fearless figata.

    the promise visto per metà, deciderò.

    arahan divertente.

  5. pare che su due siamo proprio d’accordo, ichi-chan.

    (ti sfido a vedere la seconda metà di the promise però…)

  6. http://cineb

    [..] Fearless kekkoz Rob jecke Sarathehutt gparker [..]

  7. utente anonimo on 20 agosto 2007 at 01:59 said:

    …sembra che nessuno pero si sia accorto dell’ottimo debtto cinematografico di gianluca zambrotta…

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