Superman returns
di Bryan Singer, 2006

Al suo sesto film, sbarcato giusto in tempo dalla nave degli X-men prima che affondasse del tutto, Bryan Singer si trova a dirigere un film che, nonostante il budget enorme e l’hype degli ultimi mesi (e quindi difficile da sbagliare, almeno economicamente), poteva essere un salto nel buio, o meglio un buco nell’acqua. Al di là delle leggende metropolitane sulla “maledizione di Superman”, fare un film sull’uomo d’acciaio non è cosa da tutti. C’è in ballo la mitologia, la religione, e una ridicola calzamaglia azzurra.

Ma come già Sam Raimi prima di lui con l’uomo-ragno della Marvel, Singer riesce ad aggirare i rischi legati alla rappresentazione filmica della bidimensionalità dei fumetti DC, e confeziona un grande spettacolo di intrattenimento ed effetti speciali, un filmone ultra-pop, catastrofico ed emozionante, ingenuotto e confezionato per le masse sulla base di schemi oliatissimi quanto perfetti (Superman che arriva sempre all’ultimo momento, per dirne una), ma che fa intravedere nello spiraglio tra una CGI e l’altra una visione del mondo che non sarà inedita ma che è meno banale di quanto ci si aspettasse, e che a volte (Lois Lane che sviene sul tappeto giallo, la stessa che galleggia nell’aereo, l’affondamento della nave, eccetera) si trasforma in una ricercatezza che è solo di Singer, e che rende forse Superman returns il suo film più personale dai tempi del magnifico I soliti sospetti. E di sicuro il più compiuto e divertente.

La cosa più interessante è forse il modo in cui viene approcciata la materia cristologica, presente sì già nel personaggio, ma su cui il film calca ancora di più la mano. Abbiamo un figlio mandato sulla terra a “mostrare la luce” al volonteroso ma debole popolo umano, abbiamo la morte con tanto di “crocefissione stellare”, abbiamo la resurrezione con tanto di tomba vuota ospedaliera e sudario abbandonato. Abbiamo persino una via crucis nel fango e nella kriptonite, unico tratto davvero dark di un film altrove coloratissimo, ironico e piacevolmente plasticato.

Si può discutere quanto si vuole su queste tendenze messianiche del cinema hollywoodiano contemporaneo (già presenti in moltissimi film superomistici recenti, vedasi Spiderman 2), ma che tutto questo cristianesimo spinto non sfoci nel ridicolo è già qualcosa. Anzi, è di più: Superman returns, persino nelle pieghe più geek (le battute che ammiccano agli appassionati, come la citazione ironica della famosa “è un uccello, è un aereo”, oppure il nome di Gotham City che spunta da un telegiornale), e persino in quelle più morbose, un film riuscitissimo.

Merito di un reparto tecnico pazzesco (coinvolte diverse industrie di effetti speciali), di una sceneggiatura di ferro (con una sorpresa che è ovvia fin dal primo minuto ma che stordisce per metà film) per di più piena di ottimi dialoghi – quasi tutti in bocca al cattivo – e merito appunto anche di quest’ultimo, un gigionissimo Kevin Spacey che, per quanto criticato da qualche parte, è un Lex Luthor crudele e magniloquente.

Kate Bosworth con i capelli castani è decisamente più bella che in versione bionda, ma continua a non convincermi del tutto. Comunque meglio di Margot Kidder. Brendan Routh, dalla sua, è talmente legnoso che il cristone digitale che ogni tanto lo sostituisce è quasi più espressivo.

Il film è stato proiettato ieri in anteprima in moltissime sale italiane, la sua data d’uscita ufficiale è il 1 Settembre.

8 Thoughts on “

  1. lois lane che sviene sul tappeto giallo (lo scivolo dell’aereo, giusto?) io l’avevo trovato soltanto stupido, ai limiti quasi dell’irritazione, ma forse perchè tutti in sala hanno cominciato a ridere come scemi e questo mi aveva infastidito. come al solito complimenti per il tuo pezzo, che tra l’altro mi conferma che spacey qui è gigionissimo e parecchio bravo. la menzione di gotham è fantastica, vero, io l’avevo dimenticata! anche a me la bosworth non convince, e poi a me non sembra neanche tutta questa gran bellezza, mora bionda rossa che sia.

  2. è ikl primo ommento davvero positivo che leggo. vari amiic che l’hanno visto – sparsi x l’italia – ne erano usciti un po’ delusi…

  3. @clos: io ero uno di quelli che ridevano, ma perché lo trovavo buffo e divertente, non ridicolo. sono sicuro che gli altri da te ridevano per quest’altro motivo.

    @noodles: io invece ho sentito anche gente PIU’ contenta di me. tra cui due cineblogger, che spero tirino fuori al più presto qualche riga.

  4. Clap clap clap! Ottima RECE, complimenti!

    Concordo quasi su tutto, a parte le frecciate su Christo(!)pher Reeve ed il nuovo Brendan Routh: l’inespressività è uno dei tratti salienti dell’uomo d’acciaio, un superuomo -appunto- tutto d’un pezzo! Per questo a gigioneggiare chiamano sempre un attore vero (Hackman, Spacey) e glielo mettono tutte le volte contro.

    Comunque gran spettacolo, non c’è che dire!

    Ciao!

    BenSG

    (Ah, nel caso QUI c’è il link alla mia ben più modesta pseudo-rece.

  5. Bella rece, come sempre d’altronde, anche se non sono d’accordissimo con te. A parte il fatto che a occhio a me è piaciuto un po’ di più, non me la sentirei di elogiare Spacey e gettare alle ortiche BrendOn Routh, o almeno non in maniera così categorica come fai tu. Sulla sua legnosità infatti sono abbastanza d’accordo con BenSG.

    La Bosworth è una bella ****, ma a sto punto mi riguardo Blue Crush

    Comunque ho postato pure da me. ^_^

  6. (Superman che arriva sempre all’ultimo momento, per dirne una)

    Ti volevo vedere te se viaggiavi più veloce della luce quanto ti fregava di partire in anticipo:P

  7. chi ha criticato il Lex sublime di Spacey sta male XD

    Lui vale il prezzo del biglietto… vorrei poterlo vedere subito in originale… se mi e’ piaciuto doppiato (torno ora da un’anteprima) figuriamoci con la sua voce, che adoro…

    Devo ancora chiarirmi le idee circa il gradimento per il film… non so probabilmente preferisco il Singer degli X men (e non gli perdono di aver mollato in mani ignobili il terzo capitolo, sigh!), ma c’e’ anche da dire che se vedo gli X men tifo per loro mentre quando ho Superman davanti il cuore dice Lex XD

    Misato-san

  8. secondo me l’elemento cristologico era un po’ troppo insistito, però ttuto sommato a me è garbato il film. uno spettacolone ingenuotto ma ben congegnato.

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