Hard candy
di David Slade, 2005

"Nothing’s yours when you invite a teenager into your home."

Il primo lungometraggio di David Slade non è uscito in Italia, e non è difficile capire perché: al di là della bassa vendibilità (i due attori sono semisconosciuti dalle nostre parti, e il regista viene dai videoclip), la storia del ribaltamento tra vittima e carnefice in un tema come la pedofilia non passa propriamente come acqua fresca dalle nostre parti. Motivo in più per distribuirlo, dico io. L’importante è che se ne parli, no? Certa gente non impara.

Poi, bisogna distinguere l’interesse (per un film americano ma piccolo piccolo) e la curiosità (per una delle locandine più belle mai viste e per gli splendidi titoli di testa) dall’effettivo risultato: nonostante l’alone di micro-cult, probabilmente per il passaparola su internet (è davvero impressionante il numero di mash-up et similia presenti su youtube), la critica non è stata altrettanto benevola. Qui in Italia se n’è parlato poco, ma altrove il film è stato pressoché stroncato. Forse la verità sta nel mezzo, o forse non c’è alcuna verità, o forse non ho voglia di sbilanciarmi su un film che pur sbagliando molto mi ha affascinato e tenuto sul chi vive fino alla (scontata) conclusione. E che chiude con Elephant Woman dei Blonde Redhead, per dire.

Insomma, ok che è davvero troppo lungo, ok che superato il parossismo di "violenza celata" l’interesse scema quasi completamente, ok che il gioco al gatto e al topo alla fin fine stanca, ok che la macchina da presa ballerina con gli otturatori aperti fa venire il voltastomaco. Ma Slade fa anche un uso cosciente e intelligente dell’unità di tempo e di spazio, e sono azzeccatissimi i suoi lunghi (e finti) pianisequenza, che si nascondono dietro le pareti costringendoci a non guardare. E a non desiderare, in un gioco di – appunto – continuo ribaltamento prospettico che, per quanto prevedibilotto, coglie nel segno. E non è rassicurante né conciliante: tifare empaticamente per il pedofilo non è una cosa che capita tutti i giorni, nemmeno al cinema.

O è tutto merito di Ellen Page? 14 anni nel film, 17 ai tempi delle riprese, 20 ora. Ma già una grandissima attrice.


David Slade Random Videoclip Selection:
Stop the rock (Apollo Four Forty), Take the long road and walk it (The Music), Sour Girl (Stone Temple Pilots), New born (Muse), Clubbed to death (Rob Dougan), Donkey Rhubarb (Aphex Twin), Strange little girl (Tori Amos), Carmen Queasy (Maxim & Skin)
Sì, lo so che sono tutti uguali.

7 Thoughts on “

  1. Tutto condivisibile, K, ma il film alla fine a me parve un grande, colossale, clamoroso autogol moralista.

    (una delle altre poche, preziosissime volte in cui io e OhDaesu ci troviamo in sincronia quasi magica)

    - vb –

  2. Ah, Ellen Page..

    In X-men 3 volevo essere il mutante “annulla-poteri” solo per essere salvato da kitty pryde. :P

  3. MI stavo giusto domandando come mai tu non avessi ancora fatto un commento su un film che, come dici tu, e’ in odore di cult, anche se effettivamente dopo averlo visto posso dire che malgrado tenga desta l’attenzione per tutto il tempo, mi ha un po’ deluso.

    Forse perche’ mi attendevo che la violenza promessa venisse mantenuta, o perche’ mi ricordava troppo Audition per scoprire poi che in fondo non e’ cosi’ crudo come vorrebbe far sembrare.

    Comunque concordo, Ellen Page e’ veramente maiuscola, speriamo si mantenga cosi’ :)

  4. ma sì, che alla fine siamo tutti d’accordo.

    poi, più ci penso e più mmh.

    tre pallette e non se ne parli più. ^^

  5. E’ che passa in rassegna almeno mezza dozzina di finali possibili, e sceglie quello sbagliato. Cioè, io avrei decisamente preferito uno dei “finali di mezzo” (dura parlare senza spoilerare). Ellen Page è l’unica cosa che vale approvazione convinta e unanime.

  6. ellen page santa subito

    Junkiepop

  7. http://subli

    [..] IN VISIONE Hard Candy di David Slade con Patrick Wilson, Ellen Page. Postilla squisitamente PERSONALE Forse in certe momenti eccede in lungaggini, però a me questo film è piaciuto molto, soprattutto perché disturba per il c [..]

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