The last kiss
di Tony Goldwin, 2006

Rifare negli States un film come L’ultimo bacio non era propriamente un’impresa eccezionale: solo per la sua impostazione "corale", il soggetto di Gabriele Muccino si prestava facilmente ad un remake americano. Motivo in più per rimanere delusi da questo film bruttino e – soprattutto – sostanzialmente inutile. Molti anti-mucciniani potranno pensare "ecco, questo mostra che il suo cinema non è che una grandissima fregatura". Al contrario, la mia idea è che il fallimento del film di Goldwin sia da addebitare all’abbandono, quasi sistematico, di tutto ciò che di buono c’era nel film originale.

The last kiss non è solo un filmetto insignificante, vagamente pruriginoso – sicuramente più del film del 2001 – e privo di un’idea di regia (a dirigere c’è un caratterista dal volto noto, al terzo film dopo molti episodi di serie tv, e non particolarmente brillante con la macchina da presa), ma un film i cui momenti "forti" ricalcano con esattezza la versione originale, e intorno a questi tutto crolla irreparabilmente. Le storie secondarie (compresa la più interessante, quella dei genitori) diventano quasi completamente irrilevanti, la giovane seduttrice è troppo figa e intrigante (non un’ochetta qualunque come Martina Stella) per rendere credibile il cedimento "ingiustificato" del protagonista, e potrei andare avanti per ore.

Ma la cosa più inquietante è l’autentico ribaltamento morale della parte finale. Laddove Muccino, dopo aver reinterpretato (a suo modo) un giocoso – anche nel senso di compiaciuto – decadimento della famiglia portato dall’impossibilità di una generazione di accedere alle responsabilità dell’età adulta, "rimettendo le cose a posto" e poi sferrando un ammiccante attacco-beffa nel celebre (scorrettissimo ma indimenticabile) take finale, Goldwin praticamente decide di non chiudere affatto il film. Ovvero: lo lascia sospeso sulla carta, ma in realtà lo chiude esplicitamente, per di più con una catarsi familiare "fuoricampo" (ma fino a un certo punto) che ha lo stesso valore della riappacificazione più conciliante che si possa immaginare. Un bacio sul tramonto, roba così.

The last kiss lascia in qualche modo sgomenti, perché se è vero che la cura tecnica c’è, qualche attore fa il suo porco lavoro, la colonna sonora (Zachbraffiana in tutto e per tutto – leggasi: indiefrocia) è interessante, e Rachel Bilson di O.C. è talmente bella da perdonarne la visione intera, quasi tutto il resto è approssimativamente da buttare. Soprattutto la pessima sceneggiatura del premiatissimo Paul Haggis: insicura che il messaggio del film possa "passare" attraverso situazioni che – lo sappiamo – non potrebbero essere più esplicite, mette persino in bocca ai personaggi vere e proprie didascalie che spiegano le banalissime metafore portanti del film.

Bisognerebbe forse prendere il film così com’è, considerandolo solo in sé e non in confronto all’opera da cui è tratta: ma anche allora apparirebbe un gap enorme tra intenzioni e risultati. Un film squilibrato e semplicistico, e sotto sotto di una superficialità sconcertante. Tutto quello che si molti additavano a Muccino, appunto, già a quei tempi. Ma molto peggio.

UPDATE
Il sunto della parte finale sul blog di Eskimo. Imperdibile.

20 Thoughts on “

  1. (aggiungo che per ora il film – che doveva essere già uscito nel nostro paese – al momento non ha una data di distribuzione italiana. se qualcuno ne sa di più, non esiti a dirlo)

  2. utente anonimo on 11 aprile 2007 at 10:02 said:

    io da anti-muccino per vocazione ma da zacbraffiano convinto (molto indieandalitllegay) potrei avventurarmi nella visione di questa pellicola.

    Se non altro per un senso quasi masochistico.

    Vedere Zach Braff che interpreta un film remake di Muccino.

    Sarebbe come rifare Santa Maradona mettendo al posto di Libero Di Rienzo, Silvio Muccino.

    Appunto, una cagata bestiale.

    Lillo

  3. Doveva uscire – in sala – con 01 Distribution, ma da qualche mese è scomparso dai loro listini.

    Oh, si intende scomparso proprio, mica come “Crank” che è slittato a luglio.

    - vb –

  4. “My name is Paul Haggis. I make movies turn into crap.”

  5. (scusate, non ho saputo resistere)

  6. Epic Movie, Ghost rider, The fountain e Stay alive non ti sono bastati? io non so come trovi il coraggio di vedere tale immondizia, ma grazie a te e al tuo sacrificio mi evito di vedere molte schifezze mostruose, thanks

  7. Detrattore di Muccino presente!

    “Un film squilibrato e semplicistico, e sotto sotto di una superficialità sconcertante. Tutto quello che si molti additavano a Muccino, appunto, già a quei tempi.”

    Io continuo ad additarlo.

    Paul haggis ce lo ritroveremo anche nelle ficsciòn italiane, è onnipresente, è Dio, il Dio della sceneggiatura post dumila.

  8. A proposito di Haggis: io sono in fase dipendenza dalla sua nuova creatura televisiva “The Black Donnellys” …che è stato anche prontamente cancellato dalla nbc dopo 6 puntate. Non centra una cippa ma volevo dirlo! Cià =)

  9. può essere più brutto, ma non può essere peggio. l’ultimo bacio era il male, filmico ma *SOPRATTUTTO* extrafilmico.

    è come uwe boll che fa un film sui campi di sterminio.
    certo, hitler li ha fatti meglio.

    (e dopo questa mi ritengo estremamente soddisfatto)

  10. Io sapevo che visto il flop ammerigano della pellicola, non sarà mai distribuito nelle sale italiane… ma forse era solo una speranza

  11. utente anonimo on 11 aprile 2007 at 17:22 said:

    Hmm… Sinceramente non concordo con molte delle tue opinioni su questo film. Concordo sul fatto che Paul Haggis abbia rovinato gran parte della pellicola con alcune osservazioni e ricapitolazioni del tutto inutili degne dei “voice over” di Grey’s Anatomy, e che ci sia stata una perdita abbastanza grossa di molti aspetti buoni del film originale, ma a parte questo credo che la performance di quasi tutti gli attori sia stata nettamente superiore rispetto a quella degli attori nostrani. Goldwin ha fatto un buon lavoro con la regia, non “patetizzando” o rendendo melensi alcuni aspetti e mettendo a fuoco molti momenti che Muccino aveva preferito lasciare da parte ed è stato capace di rendere il tutto un po’ più credibile. Tanto di cappello a Zach Braff, Rachel Bilson e Casey Affleck che hanno dato vita a personaggi tridimensionali sebbene la sceneggiatura non fosse molto promettente. Ottima la colonna sonora, (haha, indiefrocia… forse un po’, ma io da ragazza, l’ho gradita) tra Coldplay e Joshua Radin che fanno venire le lacrimucce agli occhi… :P

  12. kekkoz sloggato risponde a tutti:

    @lillo: ma guarda, pure io non disprezzo le cose che ha fatto Braff finora (Scrubs e Garden State per intenderci). qui l’avrei semplicemente strozzato.

    @vb: ma che peccato.

    @missV: si accomodi pure. ^^

    @honeyboy: beh non abbasserei questo film al livello degli altri che hai citato… (questo non vuol dire che non sia stato un sacrificio eh…^^)

    @noodles: se Paul Haggis è dio, mi scappa una bestemmietta.

    @iggy: The Black Donnellys lo odio per pregiudizio perché ha sostituito Studio 60. hanno fatto bene a trombarlo, tié. (scherzi a parte, poche serie recenti mi hanno attratto così poco… non ci ho neanche provato)

    @coma: pur non accordando, ho gradito la finezza. bravo vezo.

    @sara: ma sì, che lo distribuiranno, vedrai (non credo sia stato un floppone, comunque… non ha recuperato moltissimo con il dvd? mh, mi devo informare meglio)

    @anonima: beh, non siamo d’accordo (colonna sonora a parte, Hide and Seek di Imogen Heap – sigh – compresa). ma almeno non mi hai mandato a ramengo, ecco. son contento.

    kekkoz

  13. Kekkoz, diciamocela tutta: Haggis mi sta un pò sul culo e mi sono avvicinato a The Black Donnellys col coltello tra i denti, ma ora ci sono dentro fino al collo! =)

  14. @iggy: no dai che mi manca solo quella e sono finito. non ho tempo, cavolaccio. (ho persino i Tudors che mi aspettano, per dire)

  15. The Tudors: ecco un’altra cosa che giace nel mio hd! Confido nella qualità SHOWTIME… e per fortuna saranno solo 8 puntate!

  16. utente anonimo on 11 aprile 2007 at 21:42 said:

    Bel blog, kekkoz. Poi ti piace Studio 60, e non aggiungo altro ;-)

    Ma piccolo OT: nemmeno un Fassbinder nelle tue recensioni? Non ti garba, o…

    ciao

    Funf

  17. certo che hai una pellaccia, te…pure senza remake del rimorchione finale (concordo sull’ “indimenticabile”) sei riuscito a sorbirtelo per intero?

  18. ovviamente Haggis è Dio solo per la sua onnipresenza… continua.

  19. però ammettiamolo: zach braff nella locandina del film riesce ad emulare perfettamente quell’assenza di mutamenti nell’espressione facciale che ha reso memorabile stefano accorsi.

  20. l’indiefrocismo rules!

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