[apollineo vs dionisiaco - 2]

Grindhouse – A prova di morte (Death proof)
di Quentin Tarantino, 2007

[spirito apollineo]

La mia recensione su Cinema4Stelle.
che dovrebbe brevemente esaurire l’interesse di chi passa di qui e vuole leggere giusto due parole su Death proof al di là di quelle quattro pallette e mezza, visto che nell’attesa di fare questo post sembra si possa parlare di una vera guèra, mentre per tutti gli altri c’è ovviamente lo


[spirito dionisiaco]
ovvero un lungo, sostenuto ma non sempre serissimo dialogo avvenuto venerdì mattina via email tra il sottoscritto e il Molto Esimio Dott. Manu di secondavisione, in sala con me la sera precedente, i cui interventi, spesso illuminanti, potrete leggere nell’elegante color maròn - e il primo che viene a dire che trascrivere un dialogo su due persone che la pensano allo stesso modo è inutile lo strozzo

Visto che ieri non abbiamo potuto approfondire: il film di Tarantino è meraviglioso. Lui è un genio, talmente avanti che nemmeno lui lo sa. Ciao.
Io quando esco dalla sala raramente ho un’opinione su un film, mi viene dopo un quarto d’ora. Ahah. Comunque il film è incredibile, sono d’accordo. Poi non so se meraviglioso, ma che spettacolo, dio mio. Devo ancora maturarlo, e soprattutto VA visto in lingua originale (mai visto un doppiaggio del genere su un film di questo profilo). Baci.
MMhh. Temo che in lingua si trovi nella versione più corta. Per ora, perlomeno. Fidati, meraviglioso. Ti convincerei lo so. Se non altro perché c’è Kurt Russell.
Ahah, sono sicuro che mi convinceresti (ma non ce n’è bisogno, se mi trattengo è solo perché la mia ragazza ha frenato un po’ i miei entusiasmi, altrimenti mi sarei già comprato quella cazzo di macchina e starei sfrecciando per la provincia uccidendo fighe). Quello che è certo, al di là di tutto ciò che è autoriflessivo nel film (cioé il 90% del film) è che non ho mai visto un inseguimento simile nella mia vita. Avevo letteralmente il culo sollevato dalla sedia. Gesù.
Inoltre, da noi gli omaggi al cinema di genere anni 70 li fa Er Piotta. Il che è l’argomento conclusivo, definitivo, della querelle giornalistica sul cinema italiano. Il meraviglioso (oltre alla tecnica) è che al di fuori di citazioni, omaggi, autoriflessività, strizzate d’occhio, è anche un film profondamente intelligente. Fa vedere che cos’è lo stile, che cosa sono i punti di vista, che cos’è la variazione sul tema, che cos’è la gnocca e che cosa sono gli scontri di macchina. Il computer dalle scarpe da tennis.
Un film al 100% teorico e allo stesso tempo al 100% di puro "genere"?
Secondo me si. Lui non supera il genere, non lo ibrida, né fa tutte quelle cazzate di cui parla gente che non ha la minima idea di cosa sia il genere. Ne prende la parte carnale, la mantiene, la lucida e la getta in mezzo al tavolo per rifletterci. Insomma spariglia in modo intelligente. Bisognerebbe capire come riesce a fare tutto questo. PS: io Tango e Cash lo vidi al cinema e mi piacque molto. Non me ne pento. Ah, no.
"Bisognerebbe capire come riesce a fare tutto questo" mi sembra una frase rivelatoria. c’è qualcosa di davvero misterioso nell’apparente naivite di un dialogo infinito come quello in piano-sequenza alla taverna, che dà l’idea di essere fine a se stesso e invece finisce – collegato con quello che accade nella "revenge" finale – per essere una profonda riflessione sul cinema di genere stesso. Insomma, come diavolo fa? L’abbiamo capito davvero o facciamo un atto di umiltà e ammettiamo che ne siamo affascinati e rapiti, e basta? Personalmente, per quanto mi riguarda, per ora, propenderei per la seconda ipotesi.
Si. Per ora propendo anch’io per la seconda ipotesi. Anche se secondo me l’ineffabile non regge, è una facile risposta, e bisogna provare a spiegarlo (con più tempo, con più concentrazione). Rivelatorio forse è l’inseguimento, in cui le auto anni 70 superano e sorpassano i SUV di oggi. è il simbolo dell’operazione di innesto fruttuoso e non fine a se stesso.Il mistero è nei dialoghi lunghissimi sul nulla e paradossalmente non noiosi, sempre centrati, sempre pronti ad essere rivelatori senza aver mai il tono "ecco questa è la frase storica con cui ti spiego il piccolo ma grande senso della vita". E’ veramente il piacere della perdita di tempo. "Esplosioni verdi, gente che entra ed esce volando, ah, non può essere vero". Jack Burton.
Generalmente tendo a evitare di tirarlo proprio fuori, l’ineffabile. Anche perché un progetto serio c’è, ed è talmente evidente… la cosa più paradigmatica sono quelle tre diverse fotografie in sequenza – e lì l’amico Fede (che ho letto solo ora) ha scritto delle cose molto intelligenti. Sicuramente più di quelle che scriveranno quei critici caciaroni e ridanciani seduti dietro di me, che hanno fatto un casino boia e che urlavano tipo "ehi ho colto questo riferimento!" che avrebbe colto anche un ragazzino di 16 anni. Comunque sì, merita una seconda, terza visione. Personalmente, più ci penso e più lo ammiro. Ma per una volta, non freddamente. No, gasato come un ragazzino di 16 anni, appunto. Si può?
Si, le cose di Fede sono molto intelligenti. Anch’io mi sono risvegliato entusiasta come non mi capitava da tempo (forse Inland empire, ma è un’altra sensazione, ne converrai). Sai cosa? Il giochino "Ehi, ho colto il riferimento. Ammazza quanto sono cinefilo, a volte mi stupisco di me" è stupido. E si fa bene a spernacchiarlo. Quando il dito indica il cielo, l’imbecille guarda il dito, più o meno. Ma il bello è che non è superfluo. Anch’esso serve ed è organico all’opera. Si scioglie in qualcosa di superiore. Se lo fa Soderbergh, il film ti dice "ehi, guarda che risento di Tarkovskij. E colui che mi ha fatto lo ha visto e ci ha pensato".In Death Proof invece, non ha bisogno di tutti questo. Tutta l’operazione di filiazione è talmente evidente, talmente davanti agli occhi – perché è un film proprio partorito da quei film, da quel periodo -  che alla fine si preferisce concentrarsi sul brufolo che rimanda a. comunque. Io sono nato pronto.
Mi sovrasti come al solito, non c’è niente da fare. Posso solo aggiungere, è una questione di riflessi. L’altra cosa su cui sarebbe bello ragionare per tutta la vita è come sia possibile che Tarantino possa permettersi di mescolare il corpus di riferimento al corpus del suo stesso cinema – la ripresa da dentro il cofano, i close-up sui piedi delle tipe, il big kahuna burger, e via elencando e elencando – senza che questo stoni o risulti ridicolo o peggio gratuito.
Sai che direbbe Jack Burton? Jack Burton dice: no che non ti sovrasto, caro. Si potrebbe dire, è una questione di coerenza. Tra i suoi film. si potrebbe pensare a un suo maxi progetto cinefilo della memoria di un certo tipo di cinema. Ma siccome non è un cialtrone, o lo è enormemente, ma in un altro senso, non è un proposito ma una realizzazione mattone per mattone. Ma ci rifletteremo. E capiremo tutto.

Non voglio aggiungere niente, per ora – ho il sospetto che la cosa andrà per le lunghe – tranne che Zoe Bell è effettivamente la nostra migliore amica.

34 Thoughts on “

  1. quanto è figo questo post?

    mi sono letto anche la recensione su Cinema4Stelle (non potevo scegliere una delle due cose, sono un aficionados, comprendimi)

    non è inutile inserire un dialogo tra persone che la pensano in ugual modo

    per quanto riguarda ciò che ne penso del film credo si sappia, la seconda visione poi è stata quasi-orgasmica (con un ma, l’escamotage della bobina mancante della versione di un’ora era geniale)

    e “tagli al personale”? mai riso così tanto per un trailer, mai

  2. Premesso che Kekko sa o dovrebbe sapere quanto bene gli voglio (tranne quando è ubriaco, ché diventa fastidioso) e che Manu non lo conosco ma lo leggo e lo rispetto assai.

    Premesso questo, se io facessi leggere la vostra conversazione a qualcuno (chiamiamolo X), e poi portassi X a vedere il film, e cercassi di ritrovare quello che dite in quello che vedo, e sapessi in cuor mio che X sta cercando di fare la stessa cosa, ecco, mi sentirei in terribile imbarazzo per due ore. E all’uscita mi profonderei in scuse. A meno che X non sia uno di voi due.

    Riassumendo: voi dite cose molto belle ma dove le abbiate viste io non lo so. Il tempo mi darà torto, come al solito.

  3. @ohdaesu: d’accordo, quando sono ubriaco sono fastidioso, ma vogliamo parlare di quella persona (chiamiamola X) che alla mia festa di laurea sul MIO terrazzo dopo qualche bicchiere mi ha tempestato di cazzotti?

  4. utente anonimo on 3 giugno 2007 at 22:53 said:

    vi piace farvi delle gran belle seghe eh?

  5. Oh, non c’è che dire, siamo in minoranza. Però penso che il tempo ci darà ragione: alla fine si riscopre il cinema originale, non la copia. Per questo fra quarant’anni ci staremo ancora vedendo (noi o chi per noi) Big trouble in Little China o Escape from New York e non Death proof. Probabilmente verrà ricordato come il film che dà il nome alla casa di produzione di Tarantino, Bande à part: un cult cinefilo e niente più. (la guèra è guèra, eh ^^)(comunque, l’idea di fare blog-critica che emerge da questo post è più rivoluzionaria e memorabile dell’idea di fare cinema che trasuda da Death proof, sia chiaro.)

  6. kekkoz, secondo me l’anonimo ci sta provando, non dargli confidenza.

  7. Ma tnt l’anonimo è inutile ke nn si firma abbiamo il suo IP nn skappa mio kugino è hacker lo andiamo a prendere sotto casa kosì impara lol!!11!

  8. tanto per dir la mia…

    il cinema è belle che sputtanato,

    della bottiglia si vede il fondo

    di tutto questo sporco mondo

    ma lo zio Quentin è tornato

    dai gas quindi…che lo spettacolo è assicurato

  9. utente anonimo on 4 giugno 2007 at 04:27 said:

    “Lui non supera il genere, non lo ibrida, né fa tutte quelle cazzate di cui parla gente che non ha la minima idea di cosa sia il genere. Ne prende la parte carnale, la mantiene, la lucida e la getta in mezzo al tavolo per rifletterci. Insomma spariglia in modo intelligente.”

    Non l’ho visto ancora. Ma questo commento, secondo me, si potrebbe dire anche dei Kill Bill…o no/si’, ma vale ancora di piu’?

  10. ecco la mia. Ed è quì il punto eh: questo film è fatto per essere un cult. Ma qualcuno di noi dà così per scontato che uno si mette a sedere e scrive un film cult? Ma c’è qualcuno che pensa che fare un film così sia facile? Davvero, lo chiedo senza malizia..I film vecchi sono vecchi ragazzi, questo è uscito oggi, nelle sale c’è quello che c’è

    Poi, per davvero, Vanessa Ferlito ragazzi…via, davvero, come si fà? ma la scena di Jungle Julia e di “message sent” che v’ha fatto? Il jukebox “Emilie”? guarda non voglio fare spoiler, farei prima a ricopiare la sceneggiatura originale.

    Per quanto mi riguarda è roba da manuale

  11. utente anonimo on 4 giugno 2007 at 09:36 said:

    Tarantino come Phoenix.

  12. Phoenix? l’essere mitologggico? Il fumetto? River Phoenix?

    manifestati! :-P

  13. Io quando leggo Jack Burton e/o sue citazioni non capisco più nulla. Mi spiace, è più forte di me. E qui mi fermo perché potrei scrivere un commento formato solo da frasi di Big Trouble in Little China. ‘mazza quanto so cinefilo… ^_^

  14. Invidia1: perché nessuno fa discussioni così intelligenti con me via e-mail?

    Invidia2: ancora non ho visto il film. Ma ormai sono completamente traviato dai vostri giudizi contrapposti e non riuscirò mai a farmi un’opinione personale sul film.

    P.S. Hai scritto INLAND EMPIRE minuscolo. haha :)

    Ciaoo Rob

  15. Jerry, la blog-critica è ormai una realtà e il tempo mi darà ragione (molto presto)

  16. utente anonimo on 4 giugno 2007 at 11:12 said:

    no no. Phoenix, Joaquin.

  17. utente anonimo on 4 giugno 2007 at 11:14 said:

    Tipo…

    Walk The Line.

  18. death proof illustra con grande coraggio una drammatica piaga sociale, quella dei maltrattementi sulle bionde e sugli anziani, ma non se n’è accorto davvero nessuno…

  19. bene il post conferma la mia reverenza a tarantino. ancora non sono riuscito a vedere il film, peccato, ma rimedierò presto.

    alcune malelingue mi hanno messo la pulce di un piccolo possibile difetto: un quarto d’ora forse di troppo, dovuto alla trasformazione da film di un’ora a film da un’ora e venti. c’è qualcosa di vero?

  20. @trentamarlboro: posso solo rispondere broom broom broom bang sdung sdung splat.

    @simonebocchetta: veramente sono passati da 90 minuti a 120… io ovviamente ne sono solo felice. ^^

  21. @Sarathehutt: la blog-critica non è una realtà, è LA realtà. (Viva la blog-critica, abbasso Tullio Kezich!)

  22. comunque io volevo solo dire che BANDE A PART E’ UN CAZZO DI CAPOLAVORO

  23. io mercoledì ritorno al Gambrinus con amici che non l’hanno visto

    voi fate voi

  24. ah dico solo che mi farei il terzo giro. ecco.

    la reine

  25. utente anonimo on 5 giugno 2007 at 10:52 said:

    Zoe Ball è davvero insopportabile, ma come cazzo si fa a far girare 1 ora di film su ‘sta tizia?

    La prima parte del film è effettivamente molto carina, la seconda non funziona proprio. I personaggi (anche Rosario Dawson/Tura Satana) della seconda parte fanno cagare.

  26. Io medito una seconda visione e questa volta entrerò in sala coi nachos alla carne!

  27. L’ho visto ieri sera e le immagini e le musiche mi rimbombano ancora nella testa. Mi schiero decisamente dalla vostra parte. Per me è un film quasi dal rigore godardiano (la butto lì, come provocazione…).

    Ciaoo Rob

  28. siete tutti matti. TUTTI.

  29. utente anonimo on 6 giugno 2007 at 23:50 said:

    Ragazzi, il film è davvero una boiata. Perchè dovrei vedermi questo e non Faster Pussycat?

  30. “tagli al personale” è l’hype dell’anno, voglio un “june prejudice” ora, con quattro mesi d’anticipo sull’uscita! Tra poco invece lascerò il mio commento definitivo su questo ennesimo, grandioso film di Tarantino…

  31. utente anonimo on 8 giugno 2007 at 13:24 said:

  32. Il commento 34 era mio.

  33. utente anonimo on 26 ottobre 2007 at 07:42 said:

    appena visto…stupendooo

    SYD

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation