Still life (Sanxia haoren)
di Jia Zhang Ke, 2006

Riassunto delle puntate precedenti: alla Mostra di Venezia 2006 il film viene presentato a sorpresa, ma in Concorso. La maggior parte degli avventori del festival non vanno nemmeno a vederlo. Il film vince il Leone d’Oro. Segue la tradizionale proiezione supplementare, in questo caso strapiena. Io ci entro, sono in fondo alla sala, vedo un’oretta di film, ma undici giorni di festival mi hanno ridotto a uno straccio, non sono in grado di apprezzarlo né di capire granché, e così esco dalla sala.

La cosa che più lascia stupefatti di Still life è il modo in cui Jia è riuscito con coerenza a fondere i linguaggi narrativi e quelli del documentario. Anzi, meglio: che Jia si sia reso conto che l’unico modo per documentare quello che sta accadendo nel suo paese a causa della Diga delle Tre Gole fosse di tradurlo in narrazione, di trasformare il seppellimento della Civiltà, la lotta finale, terminale, tra il Progresso e la Storia in una ricerca frustrante, affannosa, e apparentemente disperata.

Con un lentezza programmatica che però difficilmente si trasforma in noia, una gestione dei dialoghi di impressionante asciuttezza (solo alla protagonista è concessa una voce rotta, e solo per un istante, il resto è brechtiano fino all’esasperazione), affascinato da visioni che spezzano il realismo creando improvvisi straniamenti alieni, Jia riscrive sui corpi dei personaggi – e sulle case segnate da improrogabili condanne di gesso  – l’incombenza dello Yangtze, quello stesso ritmo catatonico e ineluttabile con cui il nuovo fiume ricoprirà le città e la loro storia.

In questo mondo che viene demolito, appiattito, per divenire rovina atlantidea, si muovono due personaggi che sanno che quella, forse, è l’ultima speranza per mettere quelle due o tre cose a posto. Prima che l’acqua, vita e morte, invada tutto e tutto si divori. Davvero un bellissimo film: dispiace averlo recuperato, e riscoperto, così in ritardo.

10 Thoughts on “

  1. veramente bella

    still life è veramente un bel filmone

    l’importante è averlo riscoperto

    soprattutto perchè mette in luce gli effetti del progresso pseudotecnologico cinese

    visivamente, poi, è miracoloso

  2. “In questo mondo che viene demolito, appiattito, per divenire rovina atlantidea, si muovono due personaggi che sanno che quella, forse, è l’ultima speranza per mettere quelle due o tre cose a posto. Prima che l’acqua, vita e morte, invada tutto e tutto si divori.”

    amen tutta la vita.

    un digitale che affascina che ammalia e che dipinge impietosamente l’inesorabile autodistruzione della Storia. E’ una fortuna che almeno poi l’abbiano distribuito (anche se io sono andato a vederlo a Bologna, una sera all’Arlecchino…)

  3. Io resto basito dalla capacità di Zhang Ke incastonare nelle sue storie perle di “realismo magico”: una caratteristica che già mi aveva incantato in “The World”, questo sì, davvero da ri-scoprire.

  4. no così per dire mi sono riletta quello avevo scritto sul filme tempo fa e mi sono trovata daccordo con me stessa (ché mica sempre succede). Ti seguo, un film che tracima nei pensieri.

    la reine

  5. io lo vidi, invece, in tempo reale durante il primo passaggio in mostra. anzi, anticipai tutti “indovinando” (ehm) che fosse la sorpresa. e mi ha soddisfatto, guardando più a Visconti che alla Cina. Grandi colori

  6. Francamente non m’e’ piaciuto cosi’ tanto, pero’ a parte questo giudizio che dipende dai gusti (brutto di certo non e’, ma pickpocket era molto meglio) non capisco perche’ rammaricarsi di averlo visto e goduto in ritardo, non e’ uguale? Il film non e’ ancora datato, vederlo ora o qualche mese fa non fa differenza.

  7. Non dare retta a quel brontolone di Gokachu. Hai fatto bene a rivederlo sveglio e sobrio e a parlarne usando queste belle parole. La tua fulgida carriera sarebbe stata altrimenti compromessa. ^^

  8. Almeno tu l’hai recuperato e riscoperto, anche se un po’ in ritardo!

    Io sto ancora attendendo che lo passino alla rassegna estiva, perché quest’inverno ha latitato al cinema!

    Alle brutte c’è sempre il muletto..

    Ciao!

  9. la mia considerazione non era infatti di natura personale.

    ovvero: se nel nostro piccolo (piccolissimo) possiamo permetterci di fare una piccola (piccolissima) promozione al cinema di qualità, il mio rammarico è di averlo trattato maluccio alla sua uscita in sala.

    noleggiàtelo, dunque.

  10. L’ho visto al cinema quando è uscito e l’ho trovato estremamente lento e indigesto, le tematiche affrontate pur se importanti non devono permettere al regista che la visione si trasformi in una serie di sbadigli e colpi di sonno. In sintesi, una palla micidiale.

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