Harry Potter e l’Ordine della Fenice (Harry Potter and the Order of the Phoenix)
di David Yates, 2007

Ogni volta che scrivo qualcosa sui film di Harry Potter mi sento in dovere di precisare subito che non sono un lettore dei libri da cui sono tratti, e che il mio approccio ai film è quindi esclusivamente cinematografico: i fan della Rowling sono spesso inviperiti sull’argomento "adattamento" – soprattutto quando si tratta di un capitolo così (dicono) complesso – ed è bene mettere i puntini sulle i prima di ritrovarmi una molotov nel finestrino. L’altra cosa che mi sento di dire è che, finora, il percorso dei film potteriani mi ha lasciato molto soddisfatto: un inizio divertente (Columbus), un brutto capitombolo (ancora Columbus), una ripresa spettacolare (Cuarón) e un quarto episodio (Newell) davvero bellissimo, forse il migliore dei quattro.

Affidare la regia di questo (e del successivo) a una firma meno conosciuta e dal potenziale "personalizzante" molto inferiore quale è David Yates è una scelta che non condividevo già in partenza, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: l’epopea del giovane mago si riappiattisce e si "normalizza" un po’, Yates (e Michael Goldenberg) mostrano troppa fretta, e per tenersi sotto le due ore e mezza si bruciano in pochi secondi alcune sequenze madri su cui avrebbero potuto invece concentrarsi (cose che non cito per evitare spoiler) e tralasciano gli spunti più dark proposti da Cuarón girando una versione molto meno ricca e originale del gustosissimo teen-fantasy che fu Il calice di fuoco.

Nonostante questo, però, la saga di Harry Potter continua ad essere un oggetto onestissimo, abbastanza bizzarro dal punto di vista produttivo e ricettivo (stiamo pur sempre parlando di una saga di sette film sette senza alcun calo di interesse dall’una o dall’altra parte), ma che, se nel contesto del cinema per ragazzi (anche se il culto sarebbe troppo esteso e massificato per poterlo restringere in quel campo) ha davvero pochissimi pari, in quello del cinema di intrattenimento è sempre una bella ventata d’aria fresca. E c’è un signor combattimento finale (Obi Wan vs Darth Vader?). E c’è Imelda Staunton, che sarà pure un tantinello macchietta ma nel ruolo della prof rompicoglioni funziona alla perfezione.

Anche se l’età (e i muscolacci) di Daniel Radcliffe e Rupert Grint cominciano ad essere sospetti, e anche se la crew del film tratta L’ordine della Fenice come una mera opera di passaggio (ricavandone, guarda caso, uno degli esempi recenti più lampanti di film di transizione), il divertimento – fanciullesco e giocoso ma mai cretino né infantile, anzi, con un occhio sempre più attento ad una generazione che tende a sfuggire di mano ai più – il divertimento, dicevo, non manca affatto.

26 Thoughts on “

  1. Avendo già precisato nella prefazione il problema adattamento non voglio ripetere ancora una volta quello che ho già scritto da me e in qualche commento, ma ti confermo il problema. Non dimentichiamo poi che i primi tre libri erano lunghi circa 200/300 pagine, mentre l’OdF è un masso da 800 e passa. Tanto per dire eh..

    Comunque a me per certi versi è piaciuto di più Yates che Newell. In ogni caso però, nessuno dei due è Cuaron..

    Purtroppo Yates è stato confermato anche per il sesto episodio (e probabilmente lo sarà anche per il settimo, essendo gli ultimi due strettamente collegati). Una (nuova) mano più personale non avrebbe guastato..

  2. PS: a quanto pare alcune indiscrezioni danno come titolo del sesto adattamento cinematografico “Mr. Olimpia e il Principe Mezzosangue” ^_^

  3. Tutta colpa di Daniel Radcliffe ! Ha passato due anni trainando una slitta sotto la neve ! SPINGE CAVALLI !

    Per devastarvi le retine, buttate l’occhio qui:

    http://dlisted.com/node/12388

    - vb –

  4. Le vere pulsioni ormonali non le porvano i vari Harry, Hermione e co. bensì i registi di questa saga (ho scritto saga), tra le più altalenanti in termini di risultati che si siano mai viste. A questo punto, dopo il picco Cuarón/Newell, non resta che aspettarsi un colpo di coda per chiudere in bellezza.

  5. Ho preferito di gran lunga il terzo episodio al quarto. Questo per l’inventario eh.

  6. io ho riletto oggi i miei post di allora e anch’io avevo preferito il terzo, anche se non di gran lunga.

    una cosa così: il terzo era effettivamente più bello, del quarto conservo un ricordo migliore.

  7. @vb: quella foto tormenta le mie notti. brr. EWW.

  8. ti dirò

    io col mago non ho avuto un grande approccio

    ho letto il primo libro (tra l’altro in francese quindi per esercitare la lingua più che per piacere) e visto il primo episodio

    nulla di irritante, per carità, anzi un piacevole passatempo, ma non ho avuto quel non so che per inerpicarmi nella visione dei capitoli successivi

    in tutti i casi ho deciso or ora di farlo, non so bene quando

    (solo per quanto riguarda l’aspetto cinematografico eh…)

  9. Ma è nel settimo libro che Harry e Ron scopano di brutto?

    Radcliffe ha pure un pisello notevole (anche a riposo).

    Ha la strada spianata per fare ottimo cinema, se si offre ai registi giusti.

  10. l’ho visto ier sera.

    mmgh, non saprei dire…

    mi sono addormentato durante lo scontro fra titani…assurdo..boh…so solo che mi sono appisolato dopo aver visto una scena, TREMENDAMENTE IDENTICA a quella della compagnia dell’anello. Non spoilero, chi ha visto sa di cosa parlo. UGUALE!

    Il terzo ruleggia.

  11. Io non sopporto Ron. E’ piu’ forte di me. E’ per colpa sua che mi sono fermato al secondo film.

  12. utente anonimo on 18 luglio 2007 at 00:14 said:

    nel quarto mancava totalmente il senso del tempo. da cosa si capiva che passava un intero anno scolastico Newell e company me lo devono ancora spiegare… e quella prima prova snaturata… brr…

    Devo ancora vederlo questo, piu’ vado avanti coi giorni piu’ mi convinco che la mia giornata campale sia sabato (anche se saro’ mezza giornata a Milano quindi me lo leggo un po’ al volo in treno XD)

    e solo sabato…

    Kekko quando te li leggi ‘sti libri? ;-p

    Il secondo film era bellissimo ç__ç

    Misato-san

  13. utente anonimo on 18 luglio 2007 at 14:45 said:

    caro kekkoz oggi ho letto CITY e un giornalista citava tutta una tua recensione.

    oibò.

    vespertime.

  14. davvero? oibò.

    (e sì che ho pure letto city durante la pausa pranzo, sono proprio stordito)

  15. ok ho recuperato una copia di City.

    troppo buono. gongolo in solitudine.

  16. Il secondo era anonimo, tanto quanto lo era il libro del resto.

    Anche io notai il City, avevo pure conservato la pagina per testimoniare la cosa!

    A me ‘sto film piacque. Senza particolari spunti personali la regia, eh, però i vari tagli e cuci rendono grazia al prodotto finale.

  17. Bravo, te lo sei meritato: il post su still life è molto bello.

    Ciaoo Rob

  18. Non ho mai sopportato la saga di Harry Potter, ancor più oggi che è diventata una mera operazione commerciale volta a far soldi.

    Il cinema vero è altrove.

    Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!

  19. @delirio: sì sì sì, lo so… CAAAAAATE!

  20. sono d’accordo suna una tua affermazione: semmbra un film di passaggio, nettissimo distacco tra iol terzo e il quarto che tutto sommato pur non avendo una trasposizione fedele al libro( soprattutto il 4°) mi sono davvero piaciuti, forse il trezo rimane il migliore un grande Cuaròn davvero… non mi dilungo su quanto ho da dire sul film di yates, il risultato è pessimo, una trama abbozzata,2.20 h di scene mal tagliate, alcuni aspetti della trama non approfonditi a dovere che disorientano lo spettatore non lettore…

    Insomma un 7 e speriamo che per il prossimo si prepari un pò più a dovere

    Miky :)

  21. il quarto era orrendo, secondo me.

    Coattissimo!

  22. ma un timido friday prejudice…?

  23. ora che l’ho visto posso dire che tutti i miei pregiudizi (io gli avrei dato la pecora) erano tristemente fondati… degno film di questo anno di merda per il cinema… scritto malissimo, una sequenza di scene messe la’ senza soluzione di continuita’, un mare di personaggi e situazioni martoriate, la critica politica praticamente dileguatasi peggio di Dumbledore davanti a Fudge, la profezia che non si capisce, il san Mungo sparito, atmosfera quasi sempre sotto zero… ma che e’?

    Che SCHIFO.

    Misato-san

  24. Il divertimento non manca? Beh, mi basta come prima prova registica.

    Nuovo template davvero raffinato.

    Bravo!

    Yours

    MAURO

  25. diciamo pure che l’incipit di questo quinto film sembra un incrocio tra gang tapes e lo squalo.

    per il resto il film non è male, non aver letto il libro (o non ricordarselo per cedimento strutturale cerebrale) è la cosa migliore, piuttosto che passare il film a sentirsi dire: qui ha sbagliato, qui non era così, qui si baciavano, qui non era lei ma era un lui ecc.ecc.

    non è male. ma cuaron ne ha fatto un’altra cosa.

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