Black sheep
di Jonathan King, 2006

"You’re a tree."
"I’m not a tree. I’m a fucking sheep!"

Ultimamente, qualcuno si è accorto che l’horror mischiato alla commedia è ancora capace di vendere, e si è ricominciato da ogni parte – anche se con una forte influenza britannica – a produrre film che mescolino l’horror di ispirazione "bassa" (perlopiù nell’impianto figurativo) alla commedia demenziale (a cui vengono lasciati di norma i dialoghi), senza che un genere schiacci l’altro – nel comico involontario da una parte o nella bieca parodia dall’altra. Da parte mia la considero una fortuna, perché non vedo cosa ci possa essere di meglio per passare una serata che una pecora inferocita che divora la bocca – o peggio, che strappa a morsi il membro virile di un ricco agricoltore.

Ma qui ci troviamo nella sconfinata verdissima Nuova Zelanda e, come hanno scritto e scriveranno tutti, non è difficile vedere in questa storia di DNA umani e ovini mescolati che causano per errore un vero e proprio esercito di pecore mannare (weresheeps?) echi del primo Peter Jackson. E lo so, che a raccontarlo questo film sembra solo una scemata: tutto sommato lo è, non c’è niente di male. Ma è anche un’operetta terribilmente consapevole di quello che fa, persino nello scivoloso contesto della "tradizione" (neozelandese e non: Jackson, Gordon, Yuzna, i nomi che girano son sempre quelli). Insomma, non si dà tante arie e va dritto dritto al sodo, come "ai bei tempi".

Forse però è riduttivo, o sminuente, trattare meramente Black Sheep come un tardo epigono. Anche se lo è. Perché l’esordiente King, nonostante un cast improbabile e uno script non sempre brillantissimo (ma Danielle Mason è bella e pure brava), e a parte qualche minuto in cui ti ritrovi a guardare il film ridendo a crepapelle dicendo "o questo tizio è un genio, o è pazzo, oppure ha perso completamente il controllo della situazione" e trovandoti certo su quest’ultima ipotesi, ce la mette tutta per farti divertire nel poco tempo concessogli (un’ottantina di minuti) e – perdiana! – ci riesce. Difficile volergli male.

Link1: ne ha parlato anche Gozu.
Link2: gli spagnoli ne sanno una più del diavolo.

10 Thoughts on “

  1. Horror miscelato a commedia?. Ma ha un nome e un cognome… Roger Corman!

    Il maestro resta sempre insuperabile… suo lo zampino (fa qualcosa di più del produttore) nel geniale Searchers 2.0 di Alex Cox che abbiamo visto a Venezia. Che forse, ahimé, mai vedremo nelle sale “normali

    saluti

    Alteredo

  2. Bastardo! Mi hai anticipato di un soffio. Anche la tua copia era assolutamente senza musica?

  3. ahah! no no, le musiche c’erano.

    elfmanianerrime.

  4. Troppo bello questo blog!

  5. mmm. cercato varie volte fin dall’uscita, sempre trovate versioni orripilanti… ora c’e’ da dvd quindi? Corro!!!!

  6. completamente d’accordo.

    cinque alti.

    Andrea

  7. Mamma mia, io ero convinto che fosse una trashata suprema, e invece ora mi dici che è un film “vero”..

    Beh dai, volevo vederlo anche prima, quindi potrebbe rivelarsi ancora più interessante..

  8. Black sheep esce l’anno prossimo al cinema distribuito da Mediafilm

  9. Nei cinema dal 19 Settembre 2008

    [..] Billo – Il Grand Dakhaar è la vera storia di un ragazzo senegalese che viene in Italia per fare il modello ma invece gli capita casualmente di ingravidare una ragazza locale. E poi diventa il famoso Billo! Che nel film interpreta se stesso! Ma c [..]

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