Soffio (Breath) (Soom)
di Kim Ki-duk, 2007

Ai bei tempi, l’amico Gozu e io eravamo soliti sostenere la divertita sciocchezza che la filmografia di Kim Ki-duk fosse divisa in tre "fasce" ben distinte: i film bellissimi, quelli meravigliosi, e gli autentici capolavori. Stava poi al singolo distribuire i titoli nelle fasce: per esempio, The coast guard nella prima, Address Unknown nella seconda, Bad guy nella terza. Era un giochetto innocente, ovvio. Poi vennero L’arco e Time, e – come sappiamo – tutta la questione perse significato.

"Cos’è rimasto di quel cinema che ci faceva innamorare?", questo è il tipo di brutta domanda retorica con cui pensavo, o meglio temevo, di dover aprire questo post. Perché se Time, per esempio, era una svista perdonabile già a livello di progetto, Breath era concepito secondo traiettorie troppo promettenti per poter fallire il colpo. Invece l’ultimo film di Kim Ki-duk mi ha dato un impulso che, davvero, non mi aspettavo più. Forse è più un soffio leggero che un colpo di vento, ma mi ha saputo mostrare e dimostrare che il Nostro non ha ancora esaurito le sue carte.

E’ vero, Breath, per chi abbia masticato la filmografia di Kim, è un film facilissimo e quasi innocuo, in cui non c’è traccia dello strazio dei sensi che caratterizzava film come L’isola o Samaria. Per tutti gli altri, il discorso non è molto diverso: i simbolismi sono ancora spiattellati davanti agli occhi senza l’arbitrio della metafora, e non c’è molto da scoprire dietro questi corpi che si guardano, si feriscono, si danno e si tolgono la vita con la leggiadria di un bacio.

Ma è comunque la cosa che più si avvicina al cinema che aveva reso grande la fama di Kim dalle nostre parti, un film in cui Kim ritrova la migliore rappresenzazione della solitudine, dell’autolesionismo, e come negli anni migliori ritrova la sua inimitabile capacità di marcare il tempo con il silenzio, e di far parlare i corpi e gli sguardi. Trovando inoltre nei colori e nella musica di quelle stagioni paradossali uno dei momenti più felici e "completi" del suo cinema recente.

Se fossero ancora "quei tempi", che è difficile non ricordare con nostalgia – il tempo dei blog è differente: sembra davvero passata una vita intera – avrei davvero pochi dubbi sulla "fascia" in cui infilare Breath. Bellissimo.

20 Thoughts on “

  1. utente anonimo on 10 settembre 2007 at 12:16 said:

    bello davvero…

    una volta uscito ti rendi conto di come la sospensione dell’icredulità faccia scivolare via degli intrecci e delle storie non di questo mondo.

    A me poi è venuta voglia di vederla, la corea.

    gianluca

  2. fine della crisi dislessica insomma! chapeau.

  3. bah. poco fa ero in tram e mi sono reso conto che volevo aggiungere molte cose. come il fatto che sono rimasto molto (e positivamente) stupito dall’estrema concretezza fisica – quasi una pesantezza – dei corpi in questo film.

    diversamente dall’etereo simbolismo degli ultimi, da Ferro 3 in poi. quasi mi spiace aver scritto “leggiadria” riguardo al bacio, visto che – e chi l’ha visto sa di cosa parlo – si tratta di tutt’altro. ma son dettagli.

  4. a me ha straziato

    io ovviamente non faccio testo ^^ (troppo emotivo)

    bellissimo, in definitiva

    un kim “d’annata” questo

    (e se non vale i migliori poco importa, ci basti aver ritrovato il Nostro)

  5. Comunque il senso di leggiadria del bacio è qualcosa che era rimasto anche a me, dopo la visione. Anche se poi così non è.

  6. Per la serie Opinioni Impopolari:

    “Cos’è rimasto di quel cinema che ci faceva innamorare?”

    Le rate del mutuo.

    (ba-da-bing !)

  7. spero di riuscire a vederlo presto…

  8. a roma non c’è traccia di questo film, mi dici dove diavolo posso vederlo?

    tu, ad esempio, dove l’hai visto?

    iSleepy

  9. utente anonimo on 11 settembre 2007 at 15:33 said:

    Secondo la Repubblica Roma,

    lo danno all’Intrastevere, all’Eden e al Madison.

  10. io l’ho visto a Milano, al cinema President.

  11. utente anonimo on 11 settembre 2007 at 19:49 said:

    L’unico cinema col camerino per fumare?

    Io tra l’altro forse non ci ero mai andato prima, la curano proprio bene la proiezione, con recensioni e tutto il resto…

  12. Bellissime parole.Che voglia di vederlo!!!!Ma non so se riuscirò a vederlo in sala, visto che sono impegnatissimo e ora c è pure la rassegna di Venezia!:-(

  13. Sì, il camerino per fumare ha lasciato di sasso pure noi..!

    Per il resto continuo a rimanere basito dal profluvio di entusiasmi (e offro virtualmente da bere a Violetta per il commento 6…)

  14. Grazie, Private. Contraccambio facendoti accendere la sigaretta nel camerino con un gesto bogartiano.

    (teniamoci su tra noi, almeno)

    - vb –

  15. We’ll always have Paris, Violetta

  16. Private, ho appena scoperto che 2HB dei Roxy Music parla di Casablanca. Prima credevo che quell’ “here’s looking at you, kid” fosse solo una citazione random.

    Che disastro.

  17. Che ci hanno pure fatto una cover in Velvet Goldmine, e questo mi porta a dire: “andate a guardare i ventotto Dylan, altro che Soffio!”.

    (tra tre commenti chiedo in sposa Violetta, vi avverto)

  18. “Per cui. Anello. Matrimonio. Telegrammi. Mazzo di fiori. Viva gli sposi.” (cit.)

    - vb -

  19. Sì, ecco, l’idea è più o meno quella.

    (anche se la cosa del fish and chips for dinner mi lascia titubante, ma vabbè. Tanto ho una pessima mira)

  20. speriamo che questo sia all’altezza dei film precedenti!:)

    anche se personalmente a me era piaciuto molto la samaritana,forse x il lato torbido..

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