Alle Alle
di Pepe Planitzer, 2007
[Milano Film Festival 2007 - Concorso Lungometraggi]

L’amicizia tra Domühl, un capo-operaio alcolizzato; Ina, ex-galeotta di cui Domühl è innamorato; e Hagen, un malato di mente capitato per caso in quell’angolo di provincia tedesca, in cerca di un tutore che non arriverà mai.

Con un piglio che ricorda certo cinema sociale britannico, Planitzer racconta una storia in cui niente sembra andare per il verso giusto (e niente ci va, dopotutto) con la convinzione rassegnata, ma non del tutto pessimista, che la felicità non sia una questione di realizzazione a lungo termine, ma di singoli (e brevi) istanti di giustizia. Che non sia trovare un posto nel mondo, bensì il proprio posto.

Planitzer dimostra un ammirevole attaccamento ai personaggi, dipinti in un momento in cui l’amore e l’amicizia fa scaturire in loro un’umanità che sembrava ormai perduta – nell’alcol, nella follia, nella solitudine, nella disillusione. L’indulgenza totale nei loro confronti passa quindi in secondo piano rispetto alla loro insopprimibile sfortuna.

Astenersi aspiranti suicidi: potrebbe causare improvvise dipartite.

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