[Gruppo I - Concorso Cortometraggi]
[Milano Film Festival 2007]

Help is Coming di Ben Mor (USA 2006)
Tre ragazzini attraversano le macerie della New Orleans post-Katrina indossando delle maschere con le facce di Bush, Cheney e il sindaco Ray Nagin. Più che un’occasione di rimanere sbigottiti di fronte alla devastazione annichilente dell’uragano, un modo diverso di riflettere sul ritardo degli aiuti, che a due anni di distanza molti sembrano aver dimenticato. Le forze in campo nella produzione sono tante, e si vede: il risultato – nonostante il pericolo di fare della retorica da quattro soldi – è infatti davvero stupefacente.

Rewind di Atul Taishete (India 2007)
Un corto girato in reverse con tre indiani che giocano alla roulette russa non è proprio il massimo della vita: la solita roba da studenti di cinema, insomma. Ma Taishete ha un buon occhio, è furbissimo, e riesce a equilibrare il monologo voice over dando un senso vero alla trovata. E tutto sommato gli viene fuori una cosetta piacevole.

Beijo de sal (Salt kiss) di Fellipe Gamarano Barbosa (BRA 2006)
Un giovane in procinto di sposarsi passa il capodanno nella casa sul mare di un vecchio amico donnaiolo: esploderanno tensioni drammatiche e irrisolte. Barbosa si preoccupa soprattutto che traspaiano, queste tensioni, dalle parole e dai toni della spaventosa (in senso positivo) interpretazione di Rogério Trindade: e fa benissimo, perché il suo corto, caustico e tronco, va perfettamente a segno.

Another Lost Soul di Lyle Pisio (CAN 2006)
Una sequenza di centinaia e centinaia di immagini in cui il regista fotografa se stesso riflesso in una sfera. Detta così non si capisce, ma a vederla viene il mal di testa: papabile vincitore per il Premio Viaggione 2007. Che poi, è un esperimento escheriano e metafisico o Lyle Pisio è un pazzo furioso con un sacco di tempo libero? In entrambi i casi, da vedere a tutti i costi.

Valuri (Waves) di Adrian Sitaru (Romania 2007)
Ambientandolo su una spiaggia affollatissima e rumorosa, Sitaru dirige un film che sembra avere i toni e i ritmi della commedia, anche se poi sceglie di virarla decisamente verso la black comedy più tragica, dando un’impietosa frustata al cinismo dilagante. Si è capito che è bello?

Liebeskrank (Lovesick) di Spela Cadez (DEU/Slovenia 2007)
In un’assurda clinica, un giovane con il cuore letteralmente spezzato incontra una ragazza a cui qualcuno ha fatto evidentemente girare la testa. Ennesimo corto in stop-motion, ma questa volta è davvero impossibile non rimanere imbambolati dalla pucciosità del tutto. Brava, Spela.

Forse il miglior gruppo visto finora, e sicuramente il più stimolante. E’ stato un piacere averlo visto in compagnia di Mr Souffle.

3 Thoughts on “

  1. Anche per me è stato un grande piacere godermi i film insieme a Kekkoz. ^^

    Sono d’accordo con le tue considerazioni.

    Confesso la lacrimuccia sul corto di animazione, per quei teneri e tristi personaggi stile “Appuntamento a Belleville”.

    Un saluto.

  2. utente anonimo on 21 settembre 2007 at 16:16 said:

    ma non lavori?

  3. mi sembra evidente.

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