Art school confidential
di Terry Zwigoff, 2006

Motivi per cui Art school confidential in Italia è uscito direttamente in dvd? Primo, pochi  sanno chi diavolo sia Daniel Clowes: è già tanto che in giro si conoscano Art Spiegelman e Robert Crumb, figuriamoci l’autore di Eightball. Secondo, pochi sanno chi diavolo sia Terry Zwigoff: Crumb non è mai uscito, del delizioso Ghost World tutti si ricordano solo Thora Birch e Scarlett Johannsson (i più sgamati Steve Buscemi), e pure lo spassoso Bad Santa (Babbo bastardo), sua regia meno "personale", lo spacciarono spudoratamente per un film dei fratelli Coen.

Invece Art school confidential è un’operetta da non sottovalutare con le armi – ben più subdole di una stroncatura – della carineria e del bello-da-vedere. Qualità che il film ha senz’altro (anche grazie al lavoro del direttore della fotografia Jamie Anderson, asciutto e senza sbavature d’inchiostro), ma sulle quali non si addormenta pigramente. Il duetto Zwigoff-Clowes è riuscito insomma, ancora una volta, a trovare una forma, "soffice" ma graficamente compiuta, per rappresentare in movimento il mondo bizzarro ed eclettico del fumetto alternativo americano, bilanciando alla perfezione cinismo e tenerezza, realismo e caratterizzazione.

Con una furbizia ben mascherata da ingenuità, si mettono poi nella bocca e negli occhi del giovane protagonista (interpretato, non senza qualche intoppo, dal figlio di Anthony Minghella) parole di spietata verità sul mondo dell’arte, così simile a tanti altri sistemi di caste chiuse e gerarchiche. E senza stare a girarci troppo attorno. Un po’ rigido, ecco, e con storie di contorno poco coinvolgenti (con tutto il bene che vogliamo a Ethan "Randy" Suplee, la sua parte non tiene). Forse meno sincero di Ghost World, che rimane una delle perle del cinema indie americano di questo decennio, ma altrettanto stimolante.

10 Thoughts on “

  1. Mah, io l’ho trovato una specie di “Idiocracy” sul mondo dell’arte: satira ben chiara e divertente, direzione narrativa molto tirata via.

  2. Sono anche d’accordo sul “tirata via”, oltre al fatto che, come ho detto con altre parole, è un po’ “legnoso”.

    Però ho gradito, ecco.

  3. utente anonimo on 14 novembre 2007 at 18:10 said:

    Ho maldigerito la svolta seriosa che il film prende ad un certo punto, andando un po’ a cazzo di cane.

    Mi è piaciuto tutto sommato, anche se mi sembra un po’ la peggiore prova di Zwigoff fino ad ora.

    Andrea

  4. utente anonimo on 14 novembre 2007 at 18:13 said:

    ah, la cosa migliore di tutto il film comunque è il cortometraggio arty che fa Ethan Suplee alla fine.

    Andrea

  5. (non è confortante sapere che io degli ultimi film di cui hai scritto non ne abbia visto uno! ^^)

    (non mi resta che farmene una ragione e darmi da fare!)

  6. letta recensione su rolling stone!

    lo prenderò prima possibile!

  7. La Compagna di divano condivide gli appunti dei commentatori precedenti. Soprattutto di Andrea.

    La “svolta seriosa” mi ha annoiato a dismisura, tanto che quando il protagonista, in crisi artsy / sentimentale, si mette ad alcolizzarsi con la faccia appesa e girare per le strade strascicando i piedi gli ho suggerito (fra le proteste del sensibile Kekkoz) di farla finita buttandosi sotto una macchina.

  8. tutta colpa dei sopracciglioni.

  9. Mi sento ignorantissimo, non sapevo neanche che fosse uscito questo film. Eppure sono tra gli adoratori di Ghost world (e non solo per Thora e Scarlett :p) se non altro visto che è in vendita posso colmare la lacuna…

  10. Ghost World è un grossissimo equivoco. Mettetevelo in testa.

    - quella che ha recensito questo su rolling stone –

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation