Persepolis
di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2007

Il film tratto dall’autobiografia a fumetti della stessa Satrapi, dopo la presentazione a Cannes l’anno scorso, era così tanto atteso ed è stato così tanto elogiato in ogni sede immaginabile da lasciare ben poco a chi vi scrive, quasi dispiaciuto – in un certo senso: assai relativo – che il film non sia un capolavoro ma solo un film di stupefacente bellezza. Probabilmente è un bene che a un certo punto il film smetta di "salire" – forse per la sua vocazione di accumulazione di frammenti – e rimanga lì dov’è. Insomma, è difficile chiamarlo difetto.

Un racconto di formazione costruito con rarissima intelligenza e ammirevole completezza (non solo nella riuscita di un adattamento da un testo simile: ma sarebbe stato già molto), eclettico com’è nei toni e nelle scelte stilistiche (non facendosi mai tagliare le gambe dall’invadenza stilistica, appunto, dei suoi bellissimi disegni), godibilissimo al di là della serietà dei suoi temi di fondo e della prospettiva profondamente personale (in cui il confine tra l’autrice e la Dramatis Persona è davvero sottilisimo), che si dipana attraverso vent’anni (e più) di storia iraniana, raccontando con piglio ben poco accademico e irresistibile scioltezza una frizione tra due mondi, tra leggerezze da commedia e momenti di intensa commozione.

Se non l’avete già visto, siete difficilmente perdonabili. Ma se volete rimediare, e avete pure fretta, e vicino a casa vostra non c’è, e il doppiaggio italiano (a cura della splendida Paola Cortellesi, che pare abbia fatto un ottimo lavoro – e non stentiamo a crederci) c’è già in commercio il DVD francese. Buona visione.

7 Thoughts on “

  1. OT: ti faccio un regalo di compleanno un po’ in ritardo!

    http://www.ratatoing.com.br/

  2. :))) Sono imperdonabile, ma recuperer in settimana. ;)

  3. Hai ragione, film bellissimo ma non capolavoro.

    Forse per scelta? O era come insito nella materia stessa?

  4. grande film! capolavoro? boh forse no… ma comunque un film da vedere e rivedere

  5. mah, francamente mi ha deluso… forse avevo attese eccessive forse mi aspettavo qualcosaltro… mi è sembrato anche un po’ stantio nella forma, anche se nel complesso non è malaccio

  6. ciao k. l’ho visto proprio ieri… mi è ovviamente piaciuto, mi ha anche conquistato a tratti, però mi chiedo come la satrapi possa spiegare cos’ facilmente come mai in iran abbiano votato tutti per la repubblica islamica dopo la caduta dello dittatore di turno: l’autrice dimentica (di dire) che le moschee erano gli unici posti dove le persone potessero esprimere le loro idee in quegli anni. il potere religioso nacque in quel periodo perchè era l’unica possibile via di fuga al regime senza ripercussioni politiche : lo stesso processo di liberazione avvenne di funerale in funerale, martire dopo martire.

  7. Il libro e’ un capolavoro, il film e’ la sua ombra.

    :”)

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