Like a dragon, Takashi MiikeLike a dragon (Ryû ga gotoku: gekijô-ban)
di Takashi Miike, 2007

E’ una fortuna che, nonostante la ormai consolidata notorietà internazionale, Takashi Miike continui a fare tutti questi film – ben quattro nel corso del 2007 – primo, perché ne abbiamo sempre qualcuno da guardare; secondo, perché, come lui nei suoi film fa sempre e comunque quel cavolo che gli pare, così permette a noi di scriverne quel che ci pare. E anche se è diverso tempo che non ne vediamo uno davvero degno dei suoi titoli migliori, allo stesso tempo è difficile che gli vengano male. Come faccia, rimane un mistero.

Per esempio, Like a dragon è tratto da un celebre videogioco della Sega (dal titolo esplicito: Yakuza), che non è certamente un punto a favore del progetto, visti i precedenti. Ma il videogioco aveva già in sé una marca autoriale (era scritto da Seishu Hase, prolifico romanziere noir nipponico e sceneggiatore di The City of lost souls, ed era costruito sulle stesse basi degli yakuza eiga miikiani) e in mano a Miike diventa un altro tassello del suo cinema furibondo, fiammeggiante, tenero e folle, un altro racconto sull’incontro impossibile con la morte e sulla perdita dell’innocenza. Che forse si perde un po’ nella tentazione del racconto corale – affastellando per amor di scrittura un tot di poco utili personaggi secondari – ma che nella sua progressione centrale (quella dello scontro tra Kiryu e Majima) è assolutamente riuscito.

Comunque la si veda, è difficile negare che l’approccio di Miike al videogame sia ancora sorprendente: Like a dragon, fratellino minore dell’enorme Dead or alive, mescola la rappresentazione dettagliata dell’ambiente urbano (qui minato da un innalzamento della temperatura che influisce sull’autocontrollo degli individui) a situazioni tipicamente "videoludiche" (e senza troppe remore: boccette che rinvigoriscono, auree di energia, colpi potenziati), una caratterizzazione dei personaggi che si rifà anche alla tradizione dei cartoon e degli anime (il Majima di Goro Kishitani è un memorabile villain immortale con mazza da baseball, benda da pirata e giacca leopardo) alle solite repentine svolte miikiane, intime e/o melodrammatiche, che in mano a chiunque risulterebbero fuori contesto, mentre il regista di Osaka riesce a renderle (come nel finale, dopo una catarsi letteralmente esplosiva) persino struggenti.

E se anche le variazioni improvvise di tono, ritmo e registro non vi dicono niente, o persino se vi annoiano, Like a dragon è anche solo – avercene! – un divertimento ineccepibile, bellissimo a vedersi e formalmente "irrispettoso" (il solito uso furioso dei jump cut e di ralenti e accelerazioni), forse narrativamente un po’ involuto e meno "duro" dei suoi film di yakuza più famosi, ma ugualmente onesto e, alla fine, un altro film di Takashi Miike di fronte a cui è difficile – o impossibile – rimanere indifferenti.

19 Thoughts on “

  1. Gliene avrei parlato in chat….

    Piacque anche a me, pur non essendo un fan delle cose con gli occhi a mandrola.

    E’ vero che le variazioni di tono sono un po’ fastidiose, ma alla fine ti diverti.

    Fringe

  2. mh! è raro trovare qualcuno appassionato al cinema orientale. molto bene:)

  3. @fringe: per me non sono affatto fastidiose, nel caso di Miike poi sono una marca testuale molto forte. Sono contento che tu l’abbia scoperto, ora recupera tutto il resto! ^^

    @AlessandroReder: dici che è raro? Fatti un giro nei blog che linko là sotto, ce n’è parecchi. ^^

  4. Per quanto riguarda il resto credo che approfittero’ di una offerta su play.com

    Ho gia’ una lista di cose

  5. oh, fringe. a me queste cose mettono nostalgia.

  6. utente anonimo on 10 marzo 2008 at 18:47 said:

    Raro mica tanto. Fino a qualche mese fa se non eri fan del cinema orientale ti prendevano a scapaccioni o a martellate (a seconda se chi avevi davanti era fan di HK o della Corea).

    Ora diventa già più dura. Che c’è di buono fra i volti nuovi e/o vecchi ancora in forma? Non ditemi Miike e Kim Ki duk che mi stanno sulle palle tutti e due (uno per palla). Insomma, sono fuori dal mondo giallo, rimettetemici per favore: qua a Firenze hanno tappezzato tutto con le pubblicità del Korea Film Fest e guardando il programma non ce n’è uno che conosco o che m’attiri.

    Simo

  7. sono contento. a questo punto mi manca crows zero per archiviare il miike del 2007. almeno credo.

    il cinema orientale non va più di moda, e per fortuna. il fatto che sia meno esposto e che certa gente non lo capisca fa si che apprezzarlo possa essere di nuovo usato per bullarsene. Posso di nuovo dire cose tipo “ma come non hai visto l’ultimo di ji-won kim jun bong?” oppure “visto? era un omaggio alle opere prime di toshiyaki kusanai moroboshi”con aria di superiorità.

    Per quanto mi riguarda in oriente continua ad uscire tanta di quella roba valida (spesso migliore) che trovo impossibile tenere il ritmo. Ma sono gusti.

  8. ichi sappi che ho letto il tuo commento ridendo tantissimo e facendo headbanging con il gesto delle corna.

  9. Trino, non ho capito.

  10. utente anonimo on 11 marzo 2008 at 13:56 said:

    Qualche nome di roba valida?

    Dai, per favore, fatemi fare pace con un vecchio amico. E’tanto tempo che non riesco a cercare/trovare/guardare qualcosa di orientale veramente entusiasmante. Colpa mia, eh, di sicuro, ma son rimasto fermo a Bong Song-ho.

    Simo

  11. Non so in che lasso di tempo cerchi nomi validi, il far east è grande e “orientale” è un tantino generico.

    Se vuoi consigli miei, puoi farti un giro sui miei tag – tipo corea o giappone, ma non so quanto possa aiutarti.

    Ma chi è Bong Song-ho?

  12. io qualcosa da consigliare ce l’avrei, ma mi rendo conto che pur avendoli visti io di recente sono tutti film di almeno un anno e mezzo fa…

    comunque “No mercy for the rude”,”a bloody aria”,”tazza the high roller”, “bloody tie”,”murder, take one” sono gli ultimi made in corea che ho visto e meritano tutti almeno una possibilità.

    “welcome to dongmakol”,”the host” e “i’m a cyborg but that’s ok” le dò per scontato.

    per quanto riguarda il giappone prova miike. lo so, lo hai provato e ti sta sulle palle. riprova.;)

    poi “memories of matsuko”,”funky forest”,”survive style 5+”.

    in cina c’è To.

  13. Commento tanto per perdere tempo, “No mercy for the rude” (ce l’ho ma non ho troppa voglia) “a bloody aria”,”tazza the high roller”, “bloody tie” (niente, uffa, devo recuperarli tutti?) “murder, take one” (fischiatissimo a Udine, piacque solo a me, e nemmeno troppo) “welcome to dongmakol” (uh, meraviglia) “the host” (eh, vabbè grazie) “i’m a cyborg but that’s ok” (eh vabbè grazie 2) “memories of matsuko” (oh yeah) “funky forest” (uh grazie di avermelo ricordato!, ce l’ho lì da un bel po’) “survive style 5+” (eh questo è proprio vecchiotto però)

  14. utente anonimo on 11 marzo 2008 at 16:26 said:

    @ kekooz: Bong non è il tipo di The host e Memories of murder? Se non è lui ho cassato nome, ma intendevo lui.

    @ l’altro. Grazie mille. To lo conoco bene. host e Cyborg già battuti e piaciuti assai, ma su Park l’effetto sorpresa non c’è più. Di tutti gli altri ho visto solo No Mercy for The Rude e sì, mi ricordo che mi garbucchiò, ma non m’ha lasciato un granché. Ora provo con gli altri.

    Miike già non mi piaceva molto, ma dopo Izo preferirei fare l’abbonamento in curva del pisa prima di mettermi a guardare qualsiasi cosa sua.

    Simo

  15. @Simo: Bong Joon-ho! ^^

  16. @kekkoz:no mercy for the rude me lo ricordo tra i migliori della lista, magari prova.

    Il cinema coreano su di me ha un effetto particolare, c’è quasi sempre quella sequenza che ti fa venire i brividi e che da sola vale la visione del film.

    Murder take one è molto ben girato ma si, non è un capolavoro. gli altri non so, bloody tie è inaspettatamente anni 70, a bloody aria ha una sequenza centrale come quelle di cui sopra. visto la roba che gira un occhiata la darei…

    @simo: ehehe izo aveva fatto un effetto strano anche a me…ma la roba vecchia?non ci credo che hai già visto tutto;)

  17. utente anonimo on 12 marzo 2008 at 11:28 said:

    No tutto no, non l’ho visto. Come potrei? Ho un lavoro e mi piace anche uscire di casa. Questo ne fa uno a bimestre. Comunque ne ho visti abbastanza per farmi un’idea (Abbastanza = dozzina). E soprattutto dei vecchi.

    Ora, è tutta roba che ho visto 4-5 anni fa e i miei gusti sono decisamente cambiati, ma sinceramente ho anche poca voglia di rimettermi a vederla.

    Simo

  18. utente anonimo on 12 marzo 2008 at 14:07 said:

    sbaglio o il trailer del nuovo Far East è orripilante?

    lonchaney

  19. non sapevo dell’esistenza di questo film di Miike ( ma come fa, me lo chiedo anche io!!! ).

    Ti leggo da parecchio tempo. se sempre interessante e tagliente nel dire la tua!!!

    Come spesso mi accade, tornerò a rileggerti. ciao:))

Rispondi a kekkoz Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation