[REC]
di Jaume Balagueró e Paco Plaza, 2007

Se un annetto fa mi avessero detto che uno zombie movie diretto da Jaume Balagueró avrebbe attirato su di sé questa decisa massa di consenso, probabilmente ne avrei sghignazzato. Avrei potuto pensare semmai a un abbaglio dovuto ai tempi correnti – anche per via degli zombi, ma soprattutto per la scelta di girare il film interamente dal punto di vista di una ripresa semi-amatoriale (qui il reporter di una tv locale), con tutto quello che ne consegue (confusione degli statuti, real time illusiorio, eccetera).

E invece Rec ha anche tutta la nostra simpatia, ed è roba che ci piace: perché è un film fresco, velocissimo, divertente, per nulla stupido e davvero ma davvero pauroso. E poi, perché sceglie la strada migliore per riuscire a rimettere in carreggiata un progetto à la Blair with project. Ovvero, non cercando di amplificarlo o di superarlo o di rinnovarlo, ma asciugandolo al massimo, levandogli di dosso più orpelli teorici possibili, cercando più semplicemente di applicarlo in modo migliore. Soprattutto sotto il punto di vista dell’intrattenimento. E riuscendoci.

Per ottenere il massimo effetto, se sapete lo spagnolo ma anche se lo masticate un pochetto, riguardatelo in versione originale, senza sottotitoli, con buio pesto e cuffie insonorizzate al massimo volume. Poi non dite alle vostre coronarie che non vi avevo avvertito.

13 Thoughts on “

  1. utente anonimo on 2 aprile 2008 at 17:07 said:

    ..non è che hai un tantino esagerato?..io l’ho visto in lingua originale, al buio, volume appalla, ect…ma a parte una scena nel finale non m’ha neanche lontanamente impaurito!..anzi in alcune scene ho pure riso di gusto (vedi quando la bambina in braccio alla madre strippa e gli strappa il naso!)..m’aspettavo tutt’altro climax.

    Troppo prevedibile, a mio modesto parere, sai sempre prima quello che sta per succedere, e di conseguenza non ti spaventa.

    Il Blair witch almeno aveva dalla sua una storia originale, che poteva svilupparsi in qualsiasi direzione, e sinceramente degli attori più credibili(la reporter è inguardabile da quanto è improbabile qualsiasi cosa faccia!).

    Certo, poi, come tuti i film horror, si misurano con la propria sensibiltà:una mia amica s’è cagata sotto dalla paura!..tanto per dire…

    Ciao…

    21

  2. Allora si vede che sono sensibile, pazienza.

  3. Lo vidi alla Perla, il primissimo giorno del Festival, quando ancora non c’è quasi nessuno. Prima ci fecero vedere alla Pasinotti “Cargo 300″ di Balabanov (il più grosso pugno nello stomaco di quest’anno) e a seguire “Rec”: finito l’ispanico, mi voltai verso il Bocchi e sussurrai “Ma dovè che siam finiti, quest’anno? A Sitges?”

  4. Cargo 300? Io mi sarei alzato e sarei andato a papparmi un ham cruise + birra media.

  5. A me l’horror raramente fa paura sul serio, ma è un genere che mi piace molto. La parte finale di REC non mi ha fatto paura sul serio, ma dico che “fa tantissima paura” perché suscita in me ad alto livello l’emozione che ho a guardare i film horror, emozione che non è davvero la paura ma che apprezzo assai.

    Guardare un film che fa paura sul serio, di quelli che dopo la visione hai paura a stare in una stanza poco illuminata da solo, non è un esperienza poi così gradevole e per fortuna mi capita molto di rado: Cito tre film che mi han fatto paura, quella vera: Profondo rosso, La casa dalle finestre che ridono, Non aprite quella porta.

  6. Io stringevo forte forte la mia copertina con il collo tutto teso: basta?

  7. utente anonimo on 3 aprile 2008 at 00:16 said:

    e il sesto senso.

    alla prima visione.

    il film più pauroso del mondo.

    alla prima visione, però, eh!

    bernie.

  8. utente anonimo on 3 aprile 2008 at 12:39 said:

    Uh, beh, in tempi remoti sui commenti di là avevo detto: fa paura, finale che svacca e protagonista gnoccherella.

    Sul fa paura, ok, siamo allineati. Sulle altre due?

    Simo

  9. La paura è soggettiva. Stuzzica la sensibilità di ognuno in luoghi diversi.

    E vedere Profondo rosso o Blair Witch Project tra i film più spaventosi mi fa un po’ sorridere. Nemmeno l’Esorcista è per me così terribile. Ma ripeto, a ognuno la sua paura.

    “[Rec]” lo ho adorato, anche doppiato in italiano, in sala, pechè mi ha fatto provare i brividi di paura che non provavo da “Two Sisters”, o “Ringu” e prima ancora dal primissimo “The Eye”.

    A chiunque è permesso di ridere alla mia lista “terribile”.

    Un saluto a tutti

    -3pad-

  10. utente anonimo on 3 aprile 2008 at 18:08 said:

    ..invece “two sisters”..brrrrrrrrrrr…

  11. concordo. è un gran film

  12. utente anonimo on 5 aprile 2008 at 03:01 said:

    Film supercarico di energia e, secondo me, l’effetto “report amatoriale” e’ perfetto e sorprendente. In alcuni momenti fa veramente paura e questo e’ sufficiente per elevarlo sopra la media. L’ho visto solo in lingua originale e lo raccomando cosi’, perche’ un film con una recitazione cosi’ “fresca” non riesco neanche a immaginarmelo doppiato (sicuramente perde molto).

    Aldovecchiocinefilo

  13. Vorrei invece spezzare una lancia a favore del doppiaggio italiano, che riesce a rendere l’atmosfera amatoriale senza l’usuale impostazione recitativa dalla dizione perfetta. Il lavoro della direzione del doppiaggio merita una menzione. Tutto qua.

    -3pad-

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