The Onion Movie, Tom Kuntz Mike Maguire 2008

The Onion Movie
di James Kleiner (Tom Kuntz e Mike Maguire), 2008

Un minimo di contesto: The Onion è un periodico satirico nato circa vent’anni fa e universalmente noto nella sua versione online. Qualche anno fa, due autori di Onion scrissero la sceneggiatura di un film ispirato alla celebre pubblicazione: ma il lungometraggio ci ha messo cinque anni a vedere la luce, dopo una serie infinita di ostacoli e rimaneggiamenti, la fuga di autori e registi, il disconoscimento da parte di The Onion stesso – e infatti è uscito direttamente in DVD, poco tempo fa.

Ispirato in modo diretto al modello di The Kentucky Fried Movie (da noi Ridere per ridere) e di Donne amazzoni sulla luna, anche The Onion Movie è un film costruito su una lunga sequela di sketch più o meno brevi, finti spot, finti trailer, finti servizi televisivi. A fare da "frame", l’anziano anchorman di The Onion che, tra una notizia farlocca e l’altra, se la deve vedere con l’ingerenza dei nuovi proprietari del network – una multinazionale che vuole usare le news per lanciare un nuovo film con Steven Seagal intitolato Cockpuncher, il cui trailer spopola in tv – esattamente come sta spopolando su Youtube nel "mondo vero" in questo periodo.

Quello che conta è che, se anche Cockpuncher fa la parte del leone e non solo da trait d’union, grazie a un Seagal bolsissimo ma dotato di un’incredibile autoironia, anche quasi tutto il resto di The Onion Movie fa semplicemente sperticare dalle risate. Inutile o forse impossibile elencare le gag più riuscite, dal video-corso d’addestramento per terroristi islamici al cameo equo-solidale di Michael Bolton, dall’impresa di Dave Kostman addetta a disincastrare peni dai pertugi allo spot subliminale di una crociera per soli gay, e in cima a tutto il segmento "Insipirational Portrait" su un giocatore di hockey privo di arti, e soprattutto la Melissa Cherry di Sarah McElligott, una simil-Britney Spears che, intervistata, si mostra del tutto inconsapevole delle chiare metafore sessuali presenti nei suoi testi (e nei suoi video).

Il film è capace anche di inaspettate finezze, come quando dopo 20 minuti due critici cinematografici si mettono discutere quanto visto finora (solo per essere interrotti da un giovane identificato come "the masses" che li invita a sparire e a passare oltre), ma è nell’assoluta e pura anarchia, non intesa per forza come political uncorrectness ma più che altro come totale disinteresse nei confronti di ogni logica narrativa, oltre che nel ritmo furioso che spezza le sequenze subito dopo la punchline per far spazio alla successiva (una cosa a cui non siamo più abituati), che sta la forza del film – e il finale-hellzapoppin’ in cui tutti i personaggi degli sketch vengono riproposti con una pretestualità tanto immotivata quanto divertente, ne è la prova più concreta.

Davvero un soffio d’aria fresca per un genere, la commedia demenziale americana, che sembrava del tutto assopito o defunto, tradito nella sua forma più popolare da gente come Seltzer e Friedberg e tramandato semmai tra le righe dei film di Apatowlandia, e che in questa forma – vecchia appunto di trent’anni ma ancora perfettamente calzante – ritrova davvero una spassosa seconda giovinezza.

Come già accennato, il film negli USA è uscito direttamente in DVD: eccolo. Da noi sarebbe vendibilissimo: probabilmente è questione di giorni, prima che se ne accorgano. Cominciate a immaginarvi il titolo italiano più brutto di sempre.

11 Thoughts on “The Onion Movie, Tom Kuntz Mike Maguire 2008

  1. devo recuperarlo!

    (concordo, aspettiamoci una delle peggiori traduzioni di sempre, o qualcosa del tipo “the onion movie: piangerete dal ridere”

    brrr….)

  2. Secondo me The Onion lo tolgono proprio dal titolo, invece.

    Volete la peggiore delle previsioni? Secondo me faranno un gioco di parole con Striscia la Notizia. Io l’ho detto.

  3. La finta Britney personalmente e’ quella che mi ha fatto meno ridere, ma cito la rubrica meravigliosamente scorretta “stereotipi razziali poco conosciuti”.

  4. Stereotipi razziali poco conosciuti!

    “Did you know that blacks love taffy?”. Genio.

  5. (comunque, è vero che Melissa Cherry è una parodia facilona, ma l’intervista mi ha fatto pisciare sotto – soprattutto con la battuta sul facial e quando spunta l’orsacchiotto blu da dietro)

  6. Io con la commedia demenziale americana non riesco proprio ad andare d’accordo, ormai è cosa nota. Ogni volta ci riprovo dicendo “ma no, dai, questo dev’essere una FICATA (nudge nudge, wink wink, snap snap, grin grin) e puntualmente ci resto di sasso, sola in un angolo buio a chiedermi cosa c’è di sbagliato in me o nel resto del mondo.

    … Insomma che faccio, ci provo anche stavolta?

  7. @missv: se non ti è piaciuto manco TKFM, lascia perdere.

  8. utente anonimo on 9 giugno 2008 at 13:36 said:

    ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA

  9. Dagli stessi autori di “blowmorra”.

  10. Indiscrezioni dicono che il titolo italiano sarà “Chi non salta è una cipolla”.

  11. Ti correggo:

    “Chi non salta una cipolla è”.

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