Cadillac Records, Darnell Martin 2008

Cadillac Records
di Darnell Martin, 2008

Dopo Walk hard, il film di Jake Kasdan che si prendeva affettuosamente gioco dei luoghi comuni del biopic musicale, guardare un film come questo non sembra più la stessa cosa. Anche perché Cadillac records sembra modellato con quegli stessi stampini: un film che, nel raccontare la storia ventennale della Chess Records, etichetta che lanciò artisti come Muddy Waters, Chuck Berry e Etta James, sceglie sempre e comunque le soluzioni più convenzionali.

A salvare il secondo film della regista 44enne Darnell Martin dal baratro della noia più totale intervengono due fattori. I più ovvi: prima di tutto, le musiche curate da Steve Jordan. In secondo luogo, le performance degli attori, come già era successo con Eddie Murphy in Dreamgirls. Qui si tratta di una cosa abbastanza differente: Cadillac Records è basato su una sceneggiatura originale, non particolarmente brillante, della stessa Martin, non è propriamente un musical, e ha meno intermezzi musicali, ma il film di Bill Condon appare comunque a due anni di distanza come un cugino non troppo lontano, anche solo per alcuni temi affrontati, il sentore di "oscar movie" che aleggia sul film, o per la presenza di Beyoncé Knowles.

Ed è proprio la ex-Destiny’s Child la migliore del gruppo: se la sua devozione è spiegata anche da una partecipazione produttiva, questa nei panni della mitica Etta James è una prova che per lei potrebbe rappresentare un notevole salto di carriera. Dietro lei, i "veri" protagonisti del film (Adrien Brody-Leonard Chess e Jeffrey Wright-Muddy Waters) fanno il loro lavoro, ma la scena la rubano il Eamonn Walker di Oz nel ruolo di Howlin’ Wolf e soprattutto il Chuck Berry figaiolo di Mos Def.

Sostanzialmente, Cadillac Records è un film di cui, se volete, possiamo parlare male per tutto il 2009, e io vi darò corda – ma al quale non posso negare di avere assistito da cima a fondo, inspiegabilmente, senza lamentarmi troppo.


Il film non ha ancora una data d’uscita italiana ma, suppongo, prima o poi spunterà fuori.

One Thought on “Cadillac Records, Darnell Martin 2008

  1. Adrien Brody: …

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