Sette anime, Gabriele Muccino 2008

Sette anime (Seven pounds)
di Gabriele Muccino, 2008

Non starò qui a ripetere la lunga premessa, già trattata su Prejudice, che sostiene la validità del cinema precedente di Muccino, sia in patria che negli states, al di là della peste e delle corna tirategli addosso con un perverso gusto della semplificazione – tanto da identificare spesso, nella vulgata, Gabriele e Silvio – nel corso degli ultimi anni. Insomma, il concetto è: Sette anime non è un brutto film perché è un film di Muccino, non è dunque un brutto fllm perché non poteva essere altrimenti. Semmai, è un brutto film e basta.

Tanto più che a una manciata d’anni da L’ultimo bacio, c’è ben poco di mucciniano nello stile e nel modo di dirigere del regista romano. Stavamo coltivando uno che girava come Paul Thomas Anderson – o almeno che ci provava – e ci siamo ritrovati uno che si avvicina più al partito di Steven Soderbergh. Camera a spalla, interni squallidi, primi piani, occhi lucidi, sguardi tristi, sguardi spenti, sguardi pesti: un film che persino Inarritu troverebbe deprimente.

Ed è proprio il regista messicano che è difficile non tirare in ballo, in questo caso, a causa di una struttura non dissimile da quella di film come 21 Grammi: scoprire a poco a poco le carte finché la storia non si dipana fino alla risoluzione degli enigmi narrativi. In realtà, dopo una mezz’ora di apparente confusione si capisce più o meno chiaramente il cosa – e dopo un’altra mezz’ora, si capisce anche il perché. Da lì in poi, il film diventa un’attesa insostenibile del momento in cui decideranno di venire al punto smettendola di menare il can per l’aia.

Anche perché questa trovata, già di per sé abbastanza derivativa (e accompagnata da una sceneggiatura involuta, quando non inesistente), non riesce a donare ai personaggi più profondità di quella, poca, portata dalle interpretazioni degli attori, magari volenterose ma in linea con la depressione morbosa che aleggia sul film. E in ogni caso, di fronte a molte scelte stilistiche, al piattume travestito da patina arty, ad accenni così timidi e spenti di misticismo (avrei quasi preferito il coraggio di spingerli all’estremo), e a svolte narrative da mani sulla faccia come quella del finale, difendere un film così diventa un’impresa titanica.

Ecco, purtroppo, la gran parte delle cose più divertenti, o più feroci, che si possono scrivere su quest’opera disgraziatamente sbagliata, ma non così sbagliata da poter risultare simpatica – e ce ne sono – contemplano la conoscenza totale dell’intreccio, in un film che fa di tutto per nasconderlo il più possibile. E anche in casi di film che non mi sono piaciuti, preferisco trattenermi dagli spoiler, e che una cubomedusa mi fulmini se non dico la verità.

20 Thoughts on “Sette anime, Gabriele Muccino 2008

  1. parlando di Soderbergh…

    tu lo hai visto “Che”?

    le mie solite quattro cacate a riguardo

    Eazye

  2. utente anonimo on 9 gennaio 2009 at 20:22 said:

    Che balls, stasera devo andare a vederlo..non ho ancora letto la recensione però l’ovino che gli hai affibbiato non mi piace per niente

    Crazy Simo

  3. utente anonimo on 9 gennaio 2009 at 20:24 said:

    OT: ho deciso di vedermi The Hottie and The Nottie; sì, ho deciso di farmi del male.

  4. The Hottie and The Nottie noooooooooo.

  5. Beh riguardo agli spoiler non farti troppe remore. Ieri ho visto il servizio del TG1 su Sette anime in cui ti spiallettavano tutta la storia senza farsi troppi problemi. Comunque a me il film è piaciuto. Finale (il primo, quello nella vasca) compreso.

  6. utente anonimo on 10 gennaio 2009 at 17:39 said:

    Commento post-visione: l’idea base era piacevole. Dov’è il problema? Che Gabry, francamente, ha scocciato con il suo voler commuovere a tutti i costi. Hai voluto un soggetto già pesante di per sè, perchè cavolo vuoi strafare con stì piagnistei? Will Smith era in lacrime una scena sì e l’altra pure, per tacer degli altri personaggi. Era stata più intensa l’interpretazione di Io Sono Leggenda, dove Will Smith era stato capace di comunicare in maniera sottile con qualche sguardo piazzato al momento giusto (e versando lacrime solo una volta). Per me è stato uno spreco più che una delusione.

    Ps. Comunque la cubo-medusa era davvero affascinante, e anche Rosario Dawson.

    Crazy Simo

  7. utente anonimo on 11 gennaio 2009 at 00:53 said:

    Non andate a vederlo. Non ne vale proprio la pena…

  8. peccato, a me la coppia muccino+smith era piaciuta. meglio che torni al mio amato cinema trash… :(

  9. concordo con Liuis, di spoiler in giro ce ne sono parecchi, ad esempio in alcune trame che circolano sui siti dei cinema che lo proiettano, che spiattellano tutto.

    Una porcata, per conto mio.

  10. utente anonimo on 12 gennaio 2009 at 17:45 said:

    A me Muccino stà sul cazzo a prescindere. Anche quando fa un film bello.

    Detto questo, riporto parte della recensione del NY Times:

    “Tuttavia, francamente non vedo come una qualsiasi recensione potrebbe rovinare quello che potrebbe essere uno dei più follemente brutti film mai fatti, roba quasi trascendentale – da lasciarti con gli occhi sbarrati, da farti telefonare a un tuo amico nel cuore della notte farneticando. Vi direi di andare a vedere con i vostri occhi quanto è brutto, ma scambiereste questo come una raccomandazione invece che un invito dimostrativo. Ho veramente visto quello che penso di aver visto?”

    Original:

    Frankly, though, I don’t see how any review could really spoil what may be among the most transcendently, eye-poppingly, call-your-friend-ranting-in-the-middle-of-the-night-just-to-go-over-it-one-more-time crazily awful motion pictures ever made. I would tell you to go out and see it for yourself, but you might take that as a recommendation rather than a plea for corroboration. Did I really see what I thought I saw?

  11. Conoscevo la recensione di A.O.Scott, la racconto a tutti da giorni ridendo ogni volta.

    (non mi ripeterò mai abbastanza: quando commentate più volte, fatemi una cortesia gratuita, trovatevi una firma ^^)

  12. il muccino americano mi è piaciuto, naturalmente non mi fiderò

  13. utente anonimo on 13 gennaio 2009 at 02:06 said:

    il film è veramente terribile, stucchevole e noioso…non so come ho fatto a lasciarmi convincere…

    lettuce

  14. utente anonimo on 13 gennaio 2009 at 12:33 said:

    Come al solito tanti finti critici, compreso “kekkoz”…tutti buoni a parlar male di un film, lavoro e sudore di tanta gente, solo per fare i fighi! siete bugiardi! anche se vi fosse piaciuto non l’avreste detto!

    fare il critico non vuol dire “parlar male” è questo che nn capite!

    e non può non piacervi un film solo perchè non vi piace il regista, o l’attore, o quello che si occupa degli effetti speciali!

    siete degli ignoranti, nelk senso pieno del termine! fatevi un esame di coscienza!

    io ho visto il film, ed è fatto davvero bene, nulla è lasciato al caso, e gli attori hanno saputo dare il loro meglio!

    basta essere ipocriti! andate a rivederlo…con occhi diversi!

  15. utente anonimo on 16 gennaio 2009 at 02:01 said:

    Concordo e cmq non e’ solo un film,e’un messaggio a tutti noi!

  16. utente anonimo on 18 gennaio 2009 at 14:27 said:

    Sono una persona che a Bologna ha subito sei anni fa un trapianto di cuore che mi ha salvato e rilanciato nella vita… Bene, posso solo dirvi che il gioco ” e se fosse…” (che tanto ha stravolto i critici “culturalmente evoluti”), io lo facevo tutti i giorni mentre da mesi attendevo il donatore sul filo della morte, lo facevo da solo e con mia moglie che è sempre stata al mio fianco; la telefonata al cellulare del team ospedaliero, che mi avvisava di correre in ospedale per l’intervento, è giunta mentre stavamo in famiglia per mangiare il primo boccone del pranzo di compleanno di mia moglie…. il pranzo è stato abbandonato sui tavoli e a mezzanotte di quel giorno è iniziato il mio intervento….

    Se queste scene fosse state inserite in un film come quello di Muccino i critici avrebbero urlato allo “stucchevole, scontato, deja vue” !!!

    Povera gente, priva ormai della percezione dei sentimenti delicati, capace solo di percepire differenze violente come il rosso del sangue dei tanto amati film horror e splatter!

    Come dico spesso: troppa salute! Un poco di sana malattia (quella che ti mette paura) rimetterebbe ordine ai sentimenti e priorità della vita.

    Per fortuna che esistono ancora rarissime persone come Muccino che hanno il coraggio di portare sullo schermo i sentimenti umani!!!

  17. mi è toccato vederlo ieri. per me nulla di così drammaticamente brutto. l’ho trovato eccessivamente lungo (a prescindere dalla durata effettiva), lento, pieno di cose inutili, con qualche sequenza carina e la prevedibile tragiedia finale.

    per fortuna che c’è rosario. e la cubomedusa. ma più rosario.

  18. utente anonimo on 27 gennaio 2009 at 22:48 said:

    con il tRapianto di cornea NON CAMBIA IL COLORE DEGLI OCCHI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  19. Caro Kekkoz.. secondo me sei troppo cattivo ;) é un film ben confezionato, ben recitato, e a mio avviso molto ben musicato… Direi addirittura BELLO, se non fosse che é venuto dopo, tragicamente dopo, “L’uomo senza sonno” di Brad Anderson.. film che mi ha emozionato di più, con un attore straordinario, più originale e più coerente. Ma… ce ne fossero più Muccino in Italia!..

  20. Il mio giudizio è positivo. Mi è piaciuto molto il montaggio, il taglio delle scene. Molto interessante l’espediente di far conoscere allo spettatore la storia del protagonista per gradi, incuriosendolo ma allo stesso tempo incutendogli ansia.

    La scena finale è una delle più commoventi che abbia mai visto. Ammetto senza problemi di essermi messo a piangere come un bimbo.

    Drewes.

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