Repo! The genetic opera, Darren Lynn Bousman 2008

Repo! The genetic opera
di Darren Lynn Bousman, 2008

Io lo stimo, Darren Lynn Bousman. Perché ha capito che per arrivare dove voleva, poteva fare solo una cosa: scendere a compromessi. L’ha fatto, ed è arrivato dove voleva. Senza tante manfrine da artistoide. Riassumendo: Bousman scrive una sceneggiatura, la fa girare, gli dicono che è troppo simile a Saw. Poi arriva James Wan e gli dice "dai, ribaltiamolo un po’ facciamoci Saw II". E lui accetta. Poi fa Saw III. Poi dice basta. Poi gli dicono "dai fai anche Saw IV, che hai dei ritagli di tempo". E lui lo fa.

Tutto questo, perché? Forse solo per potersi permettere di fare un film come Repo!, musical dark tratto da uno spettacolo teatrale di Darren Smith e Terrance Zdunichun. Un film quasi completamente impensabile, ma solo si sottovaluta il potenziale alone di cult(o), che in effetti lo circonda anche nei fatti fin da quando venne annunciato. E valli a biasimare: Repo! è una rock opera ambientata in futuro distopico, tra fantascienza orwelliana e gore, con una trama affascinante (il presidente di un’azienda che ha salvato l’umanità tramite i trapianti di organi fa passare una legge che rende legale l’esproprio degli organi stessi) e con un cast quantomeno bizzarro: Bousman è riuscito a mettere nello stesso film Paul Sorvino, Sarah Brightman, Paris Hilton, Bill Moseley, e Ogre. Tanto di cappello.

Ed effettivamente, per nostra fortuna, il film mantiene anche buona parte delle sue promesse. Le canzoni sono 64 (un record assoluto) e quindi era impossibile azzeccarle tutte – ma, pur non essendo propriamente il mio campo da gioco, si fanno ascoltare senza troppi fastidi. Tra i numeri musicali, personal favorites sono Zydrate Anatomy e Chase the morning. E Chromaggia, ovviamente. Gli sbudellamenti non si fanno attendere. Alexa Vega è bella e brava. I production values sono quelli che sono, ma costumi, make up e scenografie (anche se accompagnati da una fotografia tutta soft e pastosa come quella di un video degli Evanescence) sono davvero, passatemi il termine, una figata.

Verso la fine la si tira un po’ per le lunghe, e da un certo punto in poi – diciamo nell’ultima mezz’ora – ho avuto l’impressione che smettessero di succedere cose e si limitassero a cantarle. Ma nell’economia del film è una pecca del tutto perdonabile.

Il film dalle nostre parti è sostanzialmente invendibile, a meno che non decidano di far finta che non sia un musical. Come già è successo con Sweeney Todd. E non c’è bisogno di spiegare perchè sarebbe un’idea disastrosa. Se avete fretta, il DVD inglese esce ai primi di Marzo mentre quello USA (regione 1) esce il 20 Gennaio.

10 Thoughts on “Repo! The genetic opera, Darren Lynn Bousman 2008

  1. Se fosse concepibile una categoria “film brutti ma necessari”, questo sarebbe una specie di portabandiera. Bousman non mostra particolare talento nemmeno nel progetto della vita, ma Repo vale piu’ per dare il buon esempio in materia di coraggio e creativita’ che per essere godibile in se’.

  2. Mi sembra una giusta osservazione.

  3. Se esistesse un premio “film così così ma con la mezz’ora finale che è TUTTA una cantata su un palco d’opera e nonostante un paio di rallenty burini è FICHISSIMA e alla fine sui titoli di coda tu tranquillo tranquillo prendi e lo rimetti su DA CAPO anche se appunto come film è così così”, insomma, credo che dobbiamo inventare questo premio.

  4. vedro´ quant´e´ la mia pazienza …

  5. utente anonimo on 15 gennaio 2009 at 14:47 said:

    “Verso la fine la si tira un po’ per le lunghe, e da un certo punto in poi – diciamo nell’ultima mezz’ora..”

    …beh, per un film di neanche 100 minuti, mezz’ora mica è poca!

    Ma non si capisce se sia da vedere o meno…

    21

  6. Va bene, allora la prossima volta metto un cartello con scritto YES o NO.

    (tra parentesi, mica ho detto che l’ultima mezz’ora fa schifo, ho detto che la tirano un po’ per le lunghe)

  7. K., già che ci sei metti un cartello con scritto “WOO!” accanto a quella scena là…

    (è difficile non provare un minimo di simpatia per un musical il cui narratore si chiama “Graverobber” e viene tirato in ballo con strofe tipo “Graverobber, Graverobber / sometimes I wonder why I even bother”)

  8. utente anonimo on 23 gennaio 2009 at 17:37 said:

    a me è toccato vederlo in lingua originale…però l’ho capito…non mi sembra un brutto film…comunque…voi sapete quando uscirà in italiano?

  9. In che senso in italiano?

    Vuoi che traducano le canzoni?

  10. Anche nella recensione che sto per farne io avevo pensato di fare un paragone coi video degli Evanescence… che faccio?

    Vabbè lascio stare, su.

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