Dream, Kim Ki-duk 2008

Dream (Bi-mong)
di Kim Ki-duk, 2008

Non ho mai nascosto il mio amore incondizionato per il cinema di Kim Ki-duk, regista che negli ultimi anni ha fatto qualche passo falso, ma che ho scelto di difendere parzialmente o totalmente anche con opere altrove discusse come Soffio, discutibili come L’arco, e persino Time – che, lo ammetto, era un film sostanzialmente sbagliato. Ma questa volta è diverso: Kim non era così in forma dai tempi di Ferro 3, film con il quale quest’ultima opera ha un rapporto di fratellanza minore, evidentissimo nel finale, per esempio, o nella colonna sonora. Ma Dream è un film che non si limita alla maniera, pur rientrando alla perfezione nei canoni dell’autore coreano e recuperando molte figure note come l’autoinflizione del dolore e il paradosso narrativo (qui anche linguistico: Odagiri Jô recita infatti in giapponese, anche se la cosa si perderà del tutto in un’eventuale edizione italiana). Un’operetta surrealista, inquietante e leggiadra al tempo stesso, che nonostante qualche ingenuità (come l’uso dello sfocato e dello step frame) sfrutta i meccanismi onirici, non per redarguire o riflettere su implicazioni psicanalitiche, ma per trarre la poesia dal cuore dell’inesplicabile, dall’immagine pura, dal simbolo, dal sogno. E, soprattutto: un film insieme astratto e sanguigno, insieme concreto e incorporeo: e la bellezza del film scaturisce proprio dal contrasto tra la fisicità delle ferite e del rumore dei colpi (di corpi colpiti, battuti, caduti), e la natura eterea dei corpi, pronti a dissolversi e a reincrociarsi in un abbraccio metempsicotico che fa il rumore, bianco, di un battito d’ali.

Non è ancora prevista un’uscita italiana. Nel frattempo, si può acquistare il DVD in edizione hongkonghese (Regione 3).

13 Thoughts on “Dream, Kim Ki-duk 2008

  1. utente anonimo on 17 febbraio 2009 at 14:06 said:

  2. sai dirmi quando è prevista l’uscita?

  3. Purtroppo non ti so rispondere. Non ho idea di chi l’abbia comprato, né se sia stato comprato, né se abbiano intenzione di distribuirlo in sala.

    Fino ad adesso ci è andata bene (sono usciti in sala tutti i titoli da PEAUEAP in poi), vedremo.

    Adesso aggiungo il link dove acquistare il DVD originale.

  4. Mh, sono molto curioso, a parte ferro3 (che è spettacolare), le altre cose che ho visto di kim ki-duk mi hanno lasciato sempre un po’ perplesso…

  5. Film bellissimo. Il finale è una delle vette assolute del cinema degli ultimi anni.

    E la sequenza nel campo di grano… vogliamo parlare della sequenza nel campo di grano??? :)

    Un saluto

    Chimy

  6. utente anonimo on 17 febbraio 2009 at 17:07 said:

    discutibile l’arco? Da quale punto di vista?

    sugli altri due mi trovo d’accordo

    finalcut

  7. @chimy: uff, quanto mi dispiace non aver citato la sequenza nel campo di grano. La sequenza nel campo di grano!!

    @finalcut: mi sembra un po’ fuori tempo massimo mettersi a discutere dell’Arco ancora nel 2009. Non c’ho voglia.

    (ma secondo me non hai letto proprio bene cosa ho scritto, in ogni caso)

  8. Nel finale hai scritto cosi’ tante volte “corpo” che per un attimo ho temuto di essere su Sentieri Selvaggi ;)

  9. a me ha conquistato proprio nella sequenza del campo di grano! come hai potuto non citarla! kekkoz! hai perso tempo a farti venire in mente metempsicotico e ti sei scordato il grano!

    (scherzo, ma è vero che mi ha conquistato in quel momento lì)

  10. Chiedo venia again.

    Comunque sono d’accordo, quello è il momento del film in cui ti rendi conto che è un film della madonna.

    Cioè, che finisce la sequenza e dici porco cane che roba.

  11. Adoro il cinema di Kim Ki-duk, ma mi son fermato a Samaria. Il resto m’è un po’ dispiaciuto…

    Certo che la questione doppiaggio qua rischia di rovinarci il film. Mi sa che è meglio recuperare il dvd…

  12. utente anonimo on 22 febbraio 2009 at 18:32 said:

    siete degli esagerati, tutti.

  13. utente anonimo on 24 febbraio 2009 at 13:20 said:

    A me Kim Ki Duk mi fa cacare.

    Direte: ‘stigrancazzi.

    E c’avrete pure ragione, c’avrete. E’ che come cosa ce l’ho qui, sul gozzo da un po’ e m’andava di dirla.

    Alé…

    Simo

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