Bride wars, Gary Winick 2009

Bride wars
di Gary Winick, 2009

Cosa fareste se aveste a disposizione una macchina del tempo, ovviamente dopo aver evitato di far andare a monte il matrimonio dei vostri genitori eccetera? Io ieri sera ho pensato che potrei andare nel 1977, sul set di Eraserhead, battere il dito su una spalla di Frederick Elmes tra una ripresa del calorifero e l’altra e dirgli "zio, tu tra circa trent’anni sarai il direttore della fotografia sul set di un film con Kate Hudson in ci sono non una, ma due canzoni di Duffy", così, per vedere che faccia fa.

Non lo so se Bride wars sia la più brutta commedia vaginale mai girata, certo è che non me n’è venuta in mente una peggiore. E mi ci sono messo. Nel riassumerla a un amico, oggi pomeriggio, gli ho detto "ci sono due tipe che per mezz’ora fanno aaaa, poi per un’ora fanno grrrr, e poi fanno oooo". Gli unici timidisissimi sorrisi li regala Kristen Johnston, che comunque rifà sempre lo stesso personaggio del sublime 3rd rock from the sun: il resto è un’accozzaglia davvero imbarazzante di scenette cattivelle intervallate da inutili personaggi di secondo piano e dalle stesse due insopportabili cretine che frignano per dei conflitti interiori che in confronto Topo Gigio è un tossico, il tutto scritto da due tizie anonime del cast del SNL prestate al cinema, con l’incipit rubacchiato a The wedding planner (…) e senza nemmeno il coraggio di infilarci un sottotesto lesbico – così, per dare un po’ di pepe a un film privo – beh, privo di qualunque cosa.

Non lo so, probabilmente il problema è il pene: posto che questo film è dichiaratamente dedicato al pubblico femminil e che i maschietti non possono capirlo perché non devono (immagino), mi piacerebbe che una spettatrice mi spiegasse che cosa diavolo potrebbe mai trovarci una donna in un film del genere – che, oltre a essere l’invereconda puttanata che già la devastante accoglienza USA aveva fatto presagire, le fa passare tutte come delle pazze incontrollate che appena vedono un bouquet non capiscono più un cazzo e diventano delle stronze da galera. Tutte. Perché a prescindere dal messaggio finale di amicizia vaginale universale, con la vulva che vince 100 a 1 sul pisello, se fossi una donna con un briciolo d’orgoglio, fuori da un film così ci farei i picchetti, altro che.

E lo so che l’hai girato prima di Rachel, ma non cambia niente: Anne, mia cara, adesso voglio che ci chiami tutti al telefono, uno per uno, e ti scusi. In lacrime. Altrimenti si torna alla guerra.

21 Thoughts on “Bride wars, Gary Winick 2009

  1. E’ un po’ una cosa da turisti, ma la prima cosa che ho fatto quando ho comprato la mia macchina del tempo è stata uccidere Hitler.

  2. Momenti cinematografici che hanno seriamente minacciato il mio pene: il personaggio di Cameron Diaz in Cose molto cattive (di Peterbergautore). Questo sembra uguale, tranne che sono in due e non hanno nemmeno la scusa/coraggio della dark comedy.

  3. Il momento più dark/horror di questo film è quando Kate Hudson si ritrova con i capelli blu.

    Per due/tre giorni, mica per sempre.

    Questo per farti capire il clima.

  4. Beh no il momento piu’ dark horror sono due presunte “migliori amiche” a cui viene piu’ spontaneo passare ai sabotaggi criminali che alla soluzione di comune accordo (fammi indovinare: celebrano i due matrimoni insieme?). Ma poi il film non esisterebbe.

  5. No, il finale è più incasinato, ma non voglio spoilerare.

    (…)

  6. il problema con il bouquet è che finisce sempre così.

    Ho visto scene terribili a riguardo.

    Basta essere stati ad un numero sufficiente di matrimoni per saperlo.

    E l’altro problema è che per quanto dicano di essere “trasgressive”, atee e laiche et cetera, la maggioranza delle femmine (parlo delle “donne femmine”, non delle “donne maschio” naturalmente) vogliono il matrimonio in chiesa, il rinfresco, il bouquet, il vestito.

    Ma anche gli uomini.

    Mai sentito uno che mi abbia detto mi sono sposato ieri in Comune con testimone un consigliere comunale trovato lì per caso che nemmeno mi ricordo il nome.

    E mai trovato uno che mi abbia detto: sì, sto con lei da 10 anni ma viviamo ognuno a casa sua, che altrimenti mi rompe troppo le palle.

    Questo non toglie nulla al fatto che questo sia un film vaginale ridicolo, come peraltro tanti film “del cazzo” peraltro (solo che trattandosi di cultura dominante, nessuno lo dice…).

  7. queste sì che sono recensioni ispirate, cazzo.

  8. A me però Mercy di Duffy garbava… e la voce sua mi sembrava gajarda.

    Cavolo 3rd rock from the sun!!! Quante risate!! Ancora me la rido a pensare a quanto fosse divertente John Lithgow in vesti da comedian (che io me lo ricordavo sempre come il fetente di turno di De Palma…). Kristen Johnston era sia figa che divertente, quasi miracolo.

    Uhm. Ho fatto un supercommento off-post, sorry.

  9. io una volta durante il lancio del bouquet sono stata letteralmente e tangibilmente pestata a terra dalla sorella dello sposo una deliziosa ragazza di 150 chili….l’esperienza mi ha profondamente turbato….noto che non hai avuto pietà alla fine…ma perdona annie perdonalaaaaaaaaaaaaa!!!! il fidanzato l’aveva appena lasciata doveva sfogare la sua rabbia facendo il primo film che le capitava perdonalaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!

    -Alessia-

  10. Cito direttamente la FlickFilosopher MaryAnn Johanson:

    “Guys, if you decide to let yourself get dragged along to Bride Wars because you think it means you’re gonna get lucky with the chick as a thank-you, and she likes this movie… run like hell from her. She’s poison, and she’ll make your life a misery.”

    Sembra che sia d’accordo con te al 101 % !!!

  11. Non metto in dubbio che il cinema vaginale vada a picchiare su qualche reale tasto dolente delle femmene: come avete già detto in molti, quando iniziano i preparativi per un matrimonio sono più le donne che si lasciano travolgere dalla prospettiva delle Nozze Di Barbie rispetto a quante la testa la conservano sulle spalle.

    Ciò non toglie che questi film in media fanno molto schifo e ci dipingono TUTTE come delle stridule gallinacce.

    Per questo motivo nei confronti del cinema vaginale va operata una scelta severa, e squisitamente monetaria: diamo i nostri soldi soltanto a film con una caratterizzazione almeno decente, oppure restiamocene a casa a giocare a GTA Frontier City – Quella Era La Nostra Ultima Femmina.

    DPF

  12. utente anonimo on 19 febbraio 2009 at 13:27 said:

    In risposta a souffle, io mi sono sposato in comune e non so nemmeno se il matrimonio sia stato celebrato dal sindaco o da un vice. E l’idea è stata di mia moglie.

  13. Ma siete matti? I capelli blu oh.

    E io rilancerei il caro vecchio matrimonio a Las Vegas o in alternativa quello in casa Forrester).

  14. capito, preparo i cartelli per il picchetto fuori dal Medusa multicinema della merda oppure me ne sbatto e mi rivedo Milk :-)

  15. Stavo pensando tra l’altro: perché in Italia dopo la serie dei “Natale a…” non è mai stata inaugurata quella dei “Matrimonio a…”?

    Ci sarebbe pure il termine, cinebouquet. O cinetortenuziali.

  16. bella la tua recensione! mi viene quasi (quasi eh!) voglia di andare a vedere Bride Wars, per poter essere ancora più d’accordo con te :-)

    Maura

  17. muy divertido :)

    (dalla rece, il film non lo vado a vedere mai)

  18. ^^ Mi è piaciuta molto la tua recensione!

    Per quanto riguarda la tua ricerca di spiegazioni, da spettatrice appartenente al gentil sesso (:P), non posso dartene (perchè mi rifiuto di vederlo!) ma penso di poter dire con sicurezza che in un film del genere anche una donna non ci troverà mai nulla… il problema è che molte cercano proprio quello! Desgustibus ;)

  19. Non sai quanto hai ragione… il problema è il pene… ed è lo stesso problema di chi per rimorchiare una tipa va a vedere questo film… è tutto collegato!!! :)

    Mamma mia che filmaccio…

  20. utente anonimo on 18 marzo 2009 at 17:31 said:

    sicuramente un pessimo film…ci sono però due cose positive….dura poco e puoi spegnere il cervello!

  21. C’è ancora speranza

    [..] E dire che io non ci speravo più. La supposta commedia indie americana (si accetti la definizione come una semplificazione) secondo me aveva toccato il fondo con Nick & Norah’s infinite playlist: un’ora e mezza di vuoto con un bu [..]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation