The fall, Tarsem Singh 2006

The fall
di Tarsem, 2006

All’inizio del decennio Tarsem Singh, che negli anni ’90 era uno dei più premiati e talentuosi registi di videoclip nonché figura essenziale della pubblicità d’autore, esordì al cinema. Il film però non uscì come si sperava: The cell non riusciva infatti a coniugare sullo schermo il fascino visivo del regista indiano, le sue citazioni di Giger e Damien Hirst, con la sceneggiatura brutta e prevedibile di Mark Protosevich e l’indoddisfacente cast – con Jennifer Lopez in testa.

Molti anni dopo, Tarsem è tornato alla regia con un film che, per non correre rischi, si è autofinanziato, in modo coraggiosamente indipendente, girando il mondo tra splendide location, tra la Namibia e il Sud Africa, per quattro anni – per raccontare la storia di uno stuntman del cinema muto dagli istinti suicidi che, costretto in un letto d’ospedale a Los Angeles, ritrova la voglia di vivere inventando una lunga fiaba a una bambina persiana col braccio ingessato. Un film che, dopo la presentazione a Toronto nel 2006 e un lungo travaglio distributivo, ha trovato una porta aperta in molti paesi (tra cui Russia, USA, Giappone, UK, Spagna, Corea) nel corso del 2008, e che uscirà a breve anche in Belgio e Germania.

E questa volta Tarsem va a segno: la bella e compiutissima sceneggiatura scritta insieme a Dan Gilroy e Nico Soultanakis gli permette di sfruttare in modo finalmente completo e per nulla pretestuale la sua vena visionaria, riempiendo lo schermo di invenzioni visive eccezionali (non ultima una breve ma stupenda sequenza in stop motion realizzata dai fratelli Lauenstein di Balance), trasformando l’ironia in epica, e le location esotiche in luoghi magici dove tutto è possibile, e riucendo infine a far commuovere, e nemmeno poco – anche grazie all’eccezionale lavoro sui due attori (lui è Lee Pace, futuro "piemaker" in Pushing daisies, lei è la giovanissima Catinca Untaru, classe 1997), la cui performance è (pare) basata parzialmente sull’improvvisazione.

Forse è lungo qualche minuto di troppo: ma è affascinante e immaginifico, inventivo e sanamente strabordante, oltre che tenerissimo – in definitiva, un film a cui, anche per l’attesa dichiarazione d’amore finale nei confronti del cinema in ogni sua forma e manifestazione, non si riesce a non voler bene.

13 Thoughts on “The fall, Tarsem Singh 2006

  1. me lo guardero’ entro la settimana, per ora ho visto l’incipit in bianco e nero al ralenti … bello

  2. Senti Kekkoz, tu che metti sempre il link per acquistare il dvd, non e’ che stavolta mi metti quello per comprare la bambina ciccio-sdentata del film? La VOGLIO, e in piu’ mi serve qualcuno che faccia compagnia al bimbo di The Omen che acquistai tre anni fa.

  3. Che a nessuno venga in mente di comprare il bambino de IL MAINATO nè?

  4. Le location da sole sono strepitose, e i due protagonisti veramente bravi.

    la storia secondo me verso la fine un po’ perde, forse perche’ come dici e’ un po’ tirata per le lunghe, ma la chiusura e’ un’atto d’amore per il cinema che si ricorda a lungo.

  5. utente anonimo on 4 marzo 2009 at 17:22 said:

    ciao,

    dove posso trovare il DVD? ma è uscito al cinema in Italia?

    grazie

  6. Il DVD (inglese) si può acquistare qui

    http://www.play.com/DVD/DVD/4-/5983869/The-Fall/Product.html

    E no, in Italia al cinema non è (ancora) uscito.

  7. utente anonimo on 7 marzo 2009 at 15:35 said:

    Segnalo che sono disponibili i sottotitoli italiani su http://www.subsfactory.it per chi avesse comprato il dvd all’estero, visto la mancata distribuzione del film in Italia.

  8. utente anonimo on 16 gennaio 2010 at 17:21 said:

     e come si montano i sottotitoli scaricati su un dvd??

  9. io non l’ho trovata tirata per le lunghe per niente, la bambina è strepitosa. bellissimo!

  10. Visto nel periodo natalizio: grazie mille della segnalazione, fantastico!

  11. Visto ieri
    Superlativo
    :)

  12. Visto or ora, e davvero molto bello. Ma la bambina è rumena, non persiana! :-)

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