Star Trek, J. J. Abrams 2009

Star Trek
di J.J.Abrams, 2009

Non sapevo bene come affrontare il post su Star Trek: quasi quasi mi sentivo di limitarmi a dire che sì, è un film maledettamente divertente, andate a vederlo, eccetera: perché questo è davvero un film per cui vale la pena di alzare il culo ed entrare in una sala anche soltanto per meravigliarsene. Probabilmente è il film più divertente ed entusiamante degli ultimi mesi, e credo che vi basti sapere questo: se l’avete già visto, lo sapete già. Se non l’avete visto, è uno stimolo sufficiente.

Ma non ho voglia né di limitarmi a un post fatto di urletti di gaudio, né d’altra parte di mettermi a fare un’analisi filmica attenta, matura e noiosissima del cinema (e della tv) di J.J.Abrams. Quindi ne approfitto per sperimentare, e lo faccio in questo modo: adesso sono circa le 12, non ho nient’altro da dire, e ho pure altro da fare. Se mi viene in mente qualcosa – e non è detto che succeda – lo aggiungerò man mano qui sotto.

Siete autorizzati a contribuire. E invitati a tornare più tardi.

***

Probabilmente è tutta colpa, o merito, del viaggio nel tempo*. Senza contare che quella di Abrams per il tempo è un’ossessione autoriale bella e buona, e non c’è bisogno che ve lo dica io. In questo caso il viaggio nel tempo permette però di Abrams di fare quello per cui, in qualunque altro modo, sarebbe stato linciato vivo da molti: ovvero, fottersene del canone e della continuity, e fare un po’ quel cavolo che gli pare.
*non è uno spoiler se a qualche minuto dall’inizio c’è un personaggio che dice "in che data astrale siamo?"

Mi è piaciuta poi, nel ribaltamento-reboot che Abrams fa della saga, questa concezione animista in cui lo spirito è attibuibile più ai rapporti interpersonali che al singolo individuo. Questo è un Kirk molto diverso, per le ragioni rese note dalla trama – eppure ciò che è inevitabile, ciò che è "scritto", è il suo rapporto con Spock più che la sua stessa personalità. E il film è, scontatamente, una storia d’amore tra i due – in cui un pianeta che muore viene quasi in secondo piano rispetto a due destini che rischiano di non incrociarsi. Lo stesso dicasi per la crew dell’Enterprise e il loro riunirsi sotto circostanze mutate – anche se lì entra in gioco un atteggiamento più ludico che religioso.

La verità è che la natura di "cinema d’intrattenimento" che Star Trek mostra con tale orgoglio non deve distrarre dal fatto che si tratta di un film innegabilmente brillante – che piaccia o meno il suo misto di scaltrezza (nel giocare di continuo con le aspettative del pubblico, tra citazioni, autocitazioni e "easter eggs") e di ineccepibile onestà nel suo prendersi raramente sul serio, in un recupero del postmoderno naif e autocompiaciuto, che forse ci mancava un po’. Come a dire: è lo spettacolo, la cosa seria.

La gag con le manone giganti sembra uscita da un film di Stephen Chow.

Non che il postmoderno naif e autocompiaciuto sia mancato del tutto, negli ultimi anni, si intenda. Ma senza esagerare con i complimenti – perché si tratta di un cinema che a mio parere può al massimo raggiungere un certo livello, e nel caso specifico lo raggiunge eccome – ho l’impressione che in pochi casi si sia verificato che un film con un tale appeal immediato e verso un pubblico così diversificato (non solo i fan: e questo è un invito a non-fan, come il sottoscritto) sia stato allo stesso tempo produttivamente così ricco di stimoli, e così – come posso dire – fresco. Star Trek è roba di 45 anni fa, e il cuore è immutato, eppure è il film più fresco di quest’anno. Come la mettiamo? E non dite che è roba da poco. Per dire, nella sequenza dei paracaduti e del combattimento sulla sonda, con John Cho che volteggia, io mi sono tenuto alla poltrona come ai tempi di – guarda te che caso – Cloverfield. E in sala c’era pure un audio da schifo. Un esempio a caso della ricchezza produttiva è l’impressionante cura visiva e scenografica di tutto l’armamentario spaziale. Per dire, l’astronave Romuliana: io me ne sono innnamorato alla follia, sembra una candela lasciata accesa per settimane e trasformata in un enorme mostro di ferro, una creatura inorganica spaventosa e affascinante.

La cosa delle "lens flares" che tutti stanno prevedibilmente prendendo in giro in questo periodo (Abrams stesso compreso) non l’ho trovata nemmeno così stucchevole. Cioè, un pochetto – il giusto. Davvero roba su cui spendere al massimo queste tre righe.

37 Thoughts on “Star Trek, J. J. Abrams 2009

  1. il primo contributo è che ho deciso sì la caciara e lo stupore sylar e tutto il resto ma se ‘sto film fosse uscito più o meno uguale nel 1997 sarebbe stato infilato a forza dai programmatori delle sale tra un Bruckheimer a caso ed un Bruckheimer-wannabe a caso, con un sacco di gente seria ad abbozzare e a sentirsi un po’ in colpa per essersi passati due ore. Che è come dire che in dieci anni siam passati dall’underrating all’overrating senza perdere neanche un chilo nel tragitto (io per la verità ne ho presi dieci).

    Franci

  2. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 14:15 said:

    Allòlofaidelavooro!!!

  3. Il film non l’ho ancora visto; l’unica cosa che posso dirti è che il carabiniere che mi ha fermato per un controllo, qualche giorno fa, ha detto che (cit.) “Anneteve a vede’ Star Trekke, che èdda paura”.

    Nella speranza di riavere la patente intatta gli ho detto di sì, ma che faccio, mi fido?

  4. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 14:29 said:

    Ma chi è che continua a scrivere se lo fai de lavoro?

  5. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 14:30 said:

    Nerdico per i nerds, adrenalinico per gli adrenalinici, trekkico per i trekkers…

  6. Film del decennio, difetti inclusi.

  7. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 15:57 said:

    L’unico paese al mondo in cui sta andando male è l’Italia.

    E’ questo è un chiarissimo segno che si tratta di un capolavoro

  8. San Valentino di sangue in 3D: 1.723.091 €, media per sala: 6.198

    Star Trek: 851.856 €, media per sala: 2.605

    Ah, italiani.

  9. concordo, l’ho visto uguale al tuo, questo film.

    al multisala avevo paura che la folla disumana fosse per star trek. invece, per fortuna, era per san valentino, che ha fatto il sold out almeno mezz’ora prima dell’inizio. l’effetto “arrivo del treno alla stazione” non si batte.

  10. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 17:09 said:

    Il cattivo delude un poco, ma e’ completamente ragionevole sacrificare il suo tempo sullo schermo per dedicarlo al nuovo equipaggio, per fare di questo film la migliore rampa di lancio possibile per un’intera fila di sequel. I paragoni con l’episodio IV si sprecano e la cosa che mi entusiasma di piu’ e’ che dopo questo Star Trek: A New Hope posso immaginare l’arrivo di qualcosa che puo’ davvero essere l’Empire Strikes Back della serie.

    I lens flares usati sono usati in tutto il film piu’ come un elemento scenografico che come un marchio di fabbrica: a me hanno proprio entusiasmato. Secondo me risuona molto con quella che e’ la visione che sta dietro al futuro di ST. Da quel punto di vista sono riusciti a creare la nuova fotografia memorabile per un film sci-fi dopo Minority Report.

    E’ pero’ il primo film di Star Trek dove si sente davvero la mancanza di un cast di doppiatori all’altezza della situazione, e’ chiaro che la distribuzione italiana non ha voluto fare un cazzo se non capitalizzare sul buzz generato dalla rete, certo che provare a fare un po di marketing non sarebbe stata un’idea stupida dato il numero di sequel che si prospetta all’orizzonte.

    Le

  11. @iosif: yay.

    Anche da me c’era la coda per San Valentino, e Star Trek avrà occupato un quarto della sala. Son cose.

    @Le: hai detto delle cose che mi sono piaciute molto. “dopo questo Star Trek: A New Hope posso immaginare l’arrivo di qualcosa che puo’ davvero essere l’Empire Strikes Back della serie”, check. “ono riusciti a creare la nuova fotografia memorabile per un film sci-fi dopo Minority Report”, check (credo che quello vada al di là dei lens flares però).

    Sui doppiatori, cazzo, giustissimo: suvvia, hai Simon Pegg e non puoi che doppiarlo come Turk di Scrubs? Siamo proprio una lingua inferiore. :-D

  12. tra l’altro JJ Abrams giustificandosi ha detto “I love the idea that the future was so bright it couldn’t be contained in the frame”

    che obiezioni puoi muovere a uno così?

  13. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 18:31 said:

    @MissVengeance: Nah, infatti e’ proprio azzeccato.

    In ILM l’avranno odiata a morte ‘sta scelta dei flares, dato che rende l’effettaggio del girato e’ veramente difficile quando ci sono i flares di mezzo; pero’ gli da una qualita’ orgainca che mi ha davvero emozionato.

    Le

  14. Per carità, un film d’azione molto ben fatto…ma non chiamatelo capolavoro!

    (e comunque per quanto di nicchia e sfigato il vero Star Trek era parecchio più intelligente, come intrattenimento)

    (detto questo, linciatemi)

    Ankou

  15. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 20:21 said:

    film divertente?

    una “supernova” che distrugge la galassia! (ancora non ci credo)

    un 17enne a cui viene affidata ripetutamente la plancia dell’ammiraglia

    una scena ridicola quanto imbarazzante sul pianeta di ghiaccio.

    Si divertente. Molto. E tristemente.

    sephi

  16. utente anonimo on 13 maggio 2009 at 20:23 said:

    sembrava la versione “star trek” di un film con boldi e de sica.

    sephi bis

  17. [anche se leggere tutti questi bellissimi commenti altrui, oltre al post, un tantino intimorisce..

    dopo aver controllato cosa diamine intendevate per ‘lens flares’, posso rinominare i ‘bagliori’ e dire]

    in sala sabato pomeriggio eravamo in 12 -cinema in centro a roma, mica pizza e fichi..- di cui 8 fra i 50 e i 60 anni. i dati raccolti impressionano, certo, ma una sala così vuota m’ha fatto rabbrividire.

    uscendo avevo negli occhi i denti di metallo dell’astronave romuliana..

    e ancora mi brillano gli occhi quando ne consiglio la visione a chiunque

    ‘mi dia la Repubblica, l’ultimo Urania e mi raccomando, vada a vedere StarTrek!’

    anche se fosse per i troppi ‘lens flares’, non ha importanza (io pensavo volessero significare un futuro brillante, nuovo e talmente bello da abbagliare, come un pomeriggio di quiete passato in spiaggia, pensa tu.. ^___^)

    [fine del commento inutile]

  18. Io sì l’ho visto e concordo con chi dice che aggiungendo una mezz’oretta, per dedicarla però ad un maggiore approfondimento dei caratteri e non ad altri 5000 lens flare dritte negli occhi, una base scientifica migliore e non da fumetto o da film anni ’50 (magari darle la stessa attenzione che ha dedicato a decidere di quanti gradi inclinari le cineprese), sarebbe potuto essere un capolavoro. Soggetto geniale, inizio che promette ma poi cala nella quasi ridicolaggine. Indipendentemente da come si chiama il film, mi piacerebbe fosse fatto non solo per stordire il pubblico (letteralmente con tutto quel mal di mare) e fare cassetta. si possono fare i soldi anche con prodotti ben fatti. Sì, in Star trek ci sono anche episodi con trame pietose, ma per fortuna erano poche. Direi che solo un film non basta per decidere se JJ è genio o solo furbetto, il sequel ci dirà la verità :-)

  19. Ci sono rimasto un pò male per il pezzo sul burrone: perchè non l’hanno lasciato com’è nel trailer? :) L’allungano e ci mettono Sabotage, un motivetto che spacca (si dice ancora “spacca”?) pregevolmente ma, nemmeno a dirlo, è meglio Spike Jonze.

    Il vezzo estetico dei bagliori non mi dispiace, invece il modo di rendere l’azione quanto più rapida e alla fine instabile e inafferabile mi ha dato l’orticaria. Sintesi assoluta della narrazione, velocità di montaggio, ma un caos pazzesco. Simile ai Transformers ma meglio, però.

    Sono andato a rileggermi il tuo post sui Transformers e lì eri rimasto contrariato sull’azione: non ti sembra che qui si faccia qualcosa di simile? L’operazione è diversa e più apprezzabile, ma alla fine non ci sono, come dire.., punti di riferimento in quelle scene che permettano di vedere-capire lo spazio in cui avviene.

    Solo questo.

    In Italia Star Trek disgusta come nient’altro. E a me disgusta che disgusti senza motivo (ma non difendo più la saga). C’è un pregiudizio enorme che non si è sciolto nemmeno con un trailer tanto esaltante. Ah, se l’avessero concepito per il 3D!

    bolov (un nick da cambiare)

  20. utente anonimo on 14 maggio 2009 at 10:27 said:

    Scusate, ma forse sono solo io che ho notato gli ENORMI (come le manone) buchi nella trama?

    Ne cito un paio: (SPOILER ALLERT)

    Una banda di minatori vede il suo pianeta collassare a causa di una supernova e danno la colpa a Spock (a cui porello, non gli è suonata la sveglia), viene teleportata nel passato (e non lo sanno nemmeno all’inizio) e di punto in bianco decide di distruggere la prima nave che passa.

    A questo punto, visto che sono nel passato, decidono di DISTRUGGERE TUTTI I PIANETI…

    Vai a comprare una sveglia a Spok no?

    E come se un ebreo tornasse ai tempi di Hitler e invece di ucciderlo pensa per ritorsione di distuggere la terra…

    Passiamo oltre ai buchi neri che a seconda di come gira il vento distruggono i pianeti o teleportano indietro nel tempo le astronavi (con precisione millimetrica) o le distruggono (scena finale).

    Passo oltre alla nave di minatori che si presenta sulla terra e si mette a trivellare indisturbata…

    Il film poi è telefonatissimo e ogni cosa succede solo grazie al culo o a coincidenze straordinarie…

    Poi boh… le manone, i 17enni che non pronunciano giusto “victor” e i mostri sulla neve invece di sdrammatizzare sono i momenti più agghiaccianti.

    Ecco basta mi sono sfogato! :P

    Alberto da Vicenza

    P.S.: ho visto Lasciami Entrare e mi è piaciuto assai! :)

  21. utente anonimo on 14 maggio 2009 at 12:16 said:

    tenuto conto che di film come “Lasciami entrare” ne esce uno ogni dieci anni (se va bene), nel frattempo che si deve fare? riguardarsi i propri dieci film preferiti per 3.650 volte? allargare la lista dei preferiti a 100? andare a letto presto?

    io ho sempre conisderato, come premessa insopprimibile unica del cinema, il fatto che debba intrattenermi spettacolarmente, qualsiasi valore aggiunto è benvenuto ma AGGIUNTO. perciò mi godo Baz Luhrmann a dispetto di qualsiasi pregiudizio sul musical o, peggio, sugli omo che girano musicals, mi godo robette come “Banlieue 13″ o passo piacevoli momenti persino nel guardarmi “The Cottage”. Star Trek (non sono un fan) di 2J appartiene proprio alla categoria che soddisfa quell’unica richiesta irrinunciabile che ho da fare al cinema, mi fa tornare bambino e quand’ero bambino me ne sbattevo altamente dei buchi di sceneggiatura. Quelli sono difetti che potrei imputare a Spike Lee e solo perché ha la presunzione (spesso anche giustificata) di interrompere l’intrattenimento e farmi ragionare.

    Credo che continuerò a godermi ciò che è godibile, trend di illuminazione permettendo o meno. Per esempio l’uso della luce fredda non è forse un marchio di fabbrica di Mann? A qualcuno viene in mente di rompere i maroni in proposito?

    O

    PS: A uno come Clint invece perdono tutto

  22. sono off topic, lo so

    a proposito di lingua inferiore.. mi é capitato di vedere dei pezzi di Clerks II in italiano…

    che orrore… da vergognarsi di citarne le battute… “Pio Bernardo”… per non parlare dell’intercalare scurrile completamente atono…

    e poi come fai a doppiare una come Wanda Sykes????

    Eazye

  23. Non saprei, Clerks 2 l’ho visto in inglese e all’edizione italiana non mi ci avvicino proprio

  24. Kekkoz hai fatto bene a vederlo in inglese: al doppiatore di Nimoy stava per cascare la dentiera :-)))

    Alessandro da Vicenza : sei un mito!!

    Vale – Recensioni à Go Go

  25. utente anonimo on 14 maggio 2009 at 16:27 said:

    No beh oh, secondo me il cinema deve essere 80% divertimento (che può manifestarmi intrattenendomi o facendomi pensare) quindi non pretendo sempre che il tutto fili liscio dall’inizio alla fine (soprattutto in film eroistici in cui ovviamente il fattore culo è molto alto per la vittora del buono).

    Però visto che non lo scrivono in un paio di giorni potrebbero stare anche attenti a renderlo almeno un po’ coerente con sè stesso.

    E’ come fare una torta bellissima e poi mettere il sale al posto dello zucchero.

    Sennò boh diciamo a Michael Bay di girare 80 minuti di esplosioni. :P

    Cmq dai gusti personali. Il cinema è vario e mi rifarò la bocca con qualcos’altro.

    Ciao ciao

    Alberto da Vicenza

  26. i quattro quinti del cinema, soprattutto quello di intrattenimento, si basa su presupposti fisici e chimici assolutamente inconsistenti: ma credete davvero che un fazzoletto umido di cloroformio basti a farvi perdere i sensi?

    Quindi non mi stupisco dei buchi neri ascensori nel tempo.

    E’ fantascienza da intrattenimento, francamente non mi aspetto messaggi sulla natura umana e sulle prospettive della nostra specie proiettata da qui a 300 anni, anche se qualcosa, scavando, si trova, anche s emolti con obiettivi completamente differenti lo hanno fatto alla grande in passato. è un film che assolve al suo scopo e lo fa inmodo magnifico.

    Secondo me Abrams è lo spielberg del nostro tempo, tra qualche anno farà il suo Schindler’s list o Soldato Ryan, nel frattempo intrattiene alla grande. IMHO

  27. steutd sono con te.

  28. Ciao Giovane Cinefilo, ho scoperto oggi il tuo blog. Anche io sono un blogger cinematografico (tra l’altro, ho trattato anche io questa pellicola, sebbene non sia un trekker, dimmi che ne pensi: http://angolofilm.blogspot.com/2009/05/recensione-star-trek-il-futuro-ha.html )

    Saresti interessato ad uno scambio link?

    Fammi sapere.

    Drewes.

  29. utente anonimo on 14 maggio 2009 at 23:27 said:

    Non è che mi aspetto che i film siano dei trattati di fisica e chimica, certamente! Sono di bocca buona e un po’ di sana ignoranza a favore dello spettacolo non mi indispettisce!

    Accetto uomini in armatura che volano e bambine vampiro, ma una volta che il racconto ha stabilito delle premesse secondo me deve essere coerente con sè stesso o viene a meno la “sospensione dell’incredulità” (almeno così succede a me!). :)

    E’ come se a metà di The Wrestler si mettesero a fare delle coreografie alla Matrix.

    Nel caso specifico i buchi neri funzionano o da ascensori temporali o da distruttori di pianeti. A volte lo stesso buco a distanza di pochi secondi. Poi però magari tirano la monetina e i protagonisti hanno sempre culo. :)

    Io sono un grande estimatore di JJ (e non sono assolutamente un trekkiano) quindi forse ho visto il film con aspettative diverse e non mi ha preso. Capita.

    Alberto da Vicenza

    P.S.: devo segnarmi quella del cloroformio che non la sapevo! :P

  30. utente anonimo on 15 maggio 2009 at 06:45 said:

    Alberto hai visto bene il film è che JJ è protagonista di una una vera pandemia, altro che influenza suina. Si chiama offuscamento dei sensi

  31. (ci sono spoiler, attenzione)

    per contribuire dirò che c’è un grande lavoro vintage anche sugli effetti sonori, fatti per conquistare sopratutto il pubblico degli appassionati della saga (stesso dicasi per il tema di Courage che sentiamo sui titoli di coda).

    Spock e Kirk si amano, non c’è dubbio, e Chris Pine è meglio di Quinto. E scopa duro, si sa.

    Il personaggio di Bana/Nero viene fuori da Khan (Star Trek II): imputa la morte della moglie a Spock, Khan imputava la morte della moglie a Kirk.

    Il film non si può vedere su un pc, pena davvero la perdita di ogni senso filmico. Va visto al cinema e su grande schermo. Andate al cinema.

    Siamo in presenza di un lussuosissimo pilot dove i personaggi vengono presentati in attesa del prossimo, vero, film.

    Infine vorrei dire una cosa sul doppiaggio: parliamo sempre male (e anche con ragione) del doppiaggio italiano di film in lingue che conosciamo (francese o inglese per lo più). Le sfumature e le raffinatezze incredibili del cinese o del giapponese ci sfuggono, specie quando sottotitolate nello sbrigativo inglese.

    Il nostro doppiaggio è peggiorato ma non così la nostra lingua, che rimane decisamente superiore, sempre se parlata correttamente.

  32. Io sono un fan di JJ. Lost è una scadenza settimanale da ormai 5 anni, Cloverfield l’ho trovato magnifico e tutto sommato anche M:I3 l’ho guardato senza storcere troppo il naso e divertendomi. I lens flares sono invadenti, è vero, però danno una buona cifra stilistica al film e lo caratterizzano come le bellissime sequenza “spaziali” o quella della caduta libera verso la sonda. Tuttavia

    SPOILER ALERT

    la sequenza della caverna sul pianeta di ghiaccio smantella ogni tipo di credibilità, anche per un film basato su paradossi spazio-temporali come questo. Il confronto finale con Nero poi sembra la premessa di quello che sarà l’apice del film, e quando ci si rende conto che è già passato lascia un po’ di amaro in bocca. Ah, anche la scena del burrone contenuta già nel trailer… Ma perché? Per spiegarmi che Kirk è uno scavezzacollo? Penso sarebbe stata sufficiente quella al bar..

    FINE DELLE TRASMISSIONI

    Jecke

  33. Mi stupisco sinceramente del fatto che sia piaciuto a così tanti. Anche a insospettabili trekker.

    Se amate davvero Star Trek questo film NON può e NON deve piacere. È un vero e proprio stupro. Ragazzi, ma non vi siete accorti che questo non è Star Trek? È un passabile film d’azione, ma neanche poi sto granché (il protagonista che prende sberle da chiunque, che rimane appeso per ben 2 volte sull’orlo del precipizio – ma uno sceneggiatore con qualche altra idea no? La sequenza col vecchio Spock che incontra Kirk sul pianeta ghiacciato è poi davvero imbarazzante).

    Nello Star Trek del passato non c’era posto per la religione, il destino o ste minchiate. Roddenberry era ateo e progressista, credeva nel futuro dell’umanità basato sulla logica (perché credete che abbia introdotto i vulcaniani? è perché credeva che quello fosse il modello a cui aspirare). Qui, tanto per far capire subito di cosa stiamo parlando, Vulcano esplode e i Vulcaniani sono spazzati via. Il destino, il fato giocano un ruolo preponderante (come in Lost, peraltro), in un delirio quasi mistico. È un film conservatore, tutto il contrario di quello in cui il creatore di Star Trek credeva.

  34. utente anonimo on 21 maggio 2009 at 21:26 said:

    Non avendo mai visto nulla di Star Treck e conoscendo solamente la trama a grandi linee non credo che vedrò mai questo kolossal, nonostante abbia sentito dire da più persone che non è comprensibile anche ai profani della serie. Tuttavia è un film che rispetto immensamente e continuerò a rispettare, innanzitutto perchè ha riscosso un emozionante successo critico (si veda il pomodorometro) laddove il rischio della porcata commerciale, specialmente trattandosi di una saga che sul grande schermo è stata sfruttata più e più volte, era dietro l’angolo. Poi perchè la regia è di J J Abrahms, che con Lost ha realizzato una delle imprese cinematografiche più stupefacenti che ho avuto la fortuna d’incontrare (in televisione!). E infine… dai, Zachary “Sylar” Quinto nel ruolo di un giovane Spok non può non far gridare “che figata” anche a un trekker assolutamente profano come il sottoscritto!

    Kekkoz, complimenti per la recensione alternativa!

    BOLZO

  35. allora.

    Io Star Trek, quello vero, lo vedevo da piccolo e da un po’ più grande. Non sono un trekker, ma quei personaggi li ho amati e ancora un po’ li amo.

    Gli adattamenti cinematografici non mi hanno mai convinto pienamente. Forse Rotta verso la terra, forse Generazioni, ma insomma così.

    Fatta la doverosa premessa, questo Star Trek m’è piaciuto da settemezzo.

    Ecco i pregi:

    c’è stata una cura maniacale dei personaggi, somiglianti fisicamente e nelle espressioni facciali a quelli di un tempo. Soprattutto Spock e McCoy. Quelli meno somiglianti sono Cechov e Scott, ma Scott è Simon Pegg e quindi sticazzi.

    Gli effetti speciali non sono fanfaroni (dio, quanto non sopporto Lucas e la sua maledetta saga) e richiamano in una sorta di continuità, quelli del telefilm. Non so spiegarla meglio questa cosa, ma chi vedeva il telefilm capirà.

    Il tenente Uhura è gnocca in modo assurdo.

    Nimoy decrepito, ma signori, è Leonard Nimoy. Peccato che Shatner non l’abbiano voluto.

    L’ironia, il prendersi per i fondelli era il substrato del telefilm. E me lo ha sempre fatto preferire a tanti pipponi di fantascienza troppo seri. Qui c’è ed è molto simile a quella. Applausi.

    Difetti, troviamone.

    Il film è un prologo, non un prequel. Praticamente sono due ore di inizio di un film vero che arriverà presumibilmente nel giro di un paio d’anni.

    SPOILER. Spock e Uhura. Spock e Uhura??? Mah. Nel telefilm c’era riuscito Kirk con la bella negrona. Fu anche un simbolo, il bacio interrazziale, pure Martin Luther King fece occhei con la manina. Ma Spock e Uhura no, dai.

    Last but soprattutto not least: lapidatemi ma sono un convinto detrattore di Lost.

    100 puntate per girare attorno al nulla, confondere le idee e intrippare lo spettatore con cose inconcludenti. Aridatemi Lynch e Twin Peaks.

    Quindi.

    Fanculo a GeiGei e al suo complicato spazio-tempo, che se lo poteva risparmià almeno in Star Trek. C’erano tante cazzate migliori da inventare per trovare una parte a Nimoy.

  36.  Da appassionato di fantascienza e trekker da sempre…
    Un film schifoso, che ho cancellato dalla memoria.
    L’Hybris di JJ è insopportabile.

    Kruaxi

    Salute e Latinum per tutti !

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