Coraline e la porta magica, Henry Selick 2009

Coraline e la porta magica (Coraline)
di Henry Selick, 2009

Una delle cose a cui ho pensato guardando Coraline è che nessuno aveva mai capito così bene Neil Gaiman come Henry Selick, e che difficilmente capiterà in futuro che qualcuno colga così alla perfezione quella capacità di restituire intatto un immaginario infantile che va a braccetto, inseparabilmente, con un’angoscia e un fascino per l’oscurità che vanno ben al di là della lettura psicanalitica, e che fanno parte della nostra formazione, non solo letteraria ma anche individuale e umana.

L’altra cosa che ho pensato è che è davvero un peccato che Henry Selick abbia lavorato così poco. Dopotutto ha diretto uno dei capolavori dell’animazione (in toto) del decennio scorso. E ora ha diretto uno dei capolavori dell’animazione di questo decennio in cui viviamo: le parole per descrivere Coraline difficilmente potranno render conto dello splendore di questo film – che definirei senza troppa paura perfetto se non sapessi che questo aggettivo rimanda a un concetto di rassicurazione che Coraline non merita, trattandosi di un film profondamente e sanissimamente inquietante.

Una meraviglia comunque che non si ferma all’aspetto plastico, nonostante lo splendore scenografico e l’assoluto delirio visionario di tutta la parte onirica, e nonostante tutto sia basato su gioco di contrasto prima di tutto visivo tra il grigiore del mondo reale e l’assurdo circense barocco e terrificante mondo al di là dell’organico tunnel-fisarmonica – una dicotomia del ribaltamento che già era presente in Nightmare before Christmas e di cui l’allievo Mike Johnson ha fatto tesoro per realizzare La sposa cadavere.

A conquistare di questa favola nerissima, insieme intima e universale, sono soprattutto il modo in cui Coraline è raccontato, il sistema geniale in cui ci si appropria del linguaggio e delle strutture semantiche dei sogni per sviluppare gli innesti narrativi, e ovviamente l’armamentario feticista che viene dritto dal testo di Gaiman, questa ossessione per i bottoni – sarà difficile in futuro guardarli con gli stessi occhi – oppure per le bambole di pezza e per le chiavi, e poi la magia che investe e ricopre i luoghi della vita quotidiana, di ogni angolo della casa che diventa luogo di esplorazione e che nasconde un mistero pronto a sconvolgerci ed emozionarci – come facevamo noi da bambini (dopotutto Gaiman è uno dei pochi romanzieri contemporanei a non dimenticarsi mai di quelle sensazioni: c’è poco da fare, la sua fortuna e il suo enorme talento vengono entrambi da lì) quando dietro una porta si nascondeva un mondo eccitante e pauroso. E guai a chi diceva il contrario.

25 Thoughts on “Coraline e la porta magica, Henry Selick 2009

  1. Nota: ho visto il film in italiano, è doppiato molto professionalmente, nessuno svarione di adattamento (mi sembra). Altra cosa: io l’ho visto in 3D, e la tecnologia è molto funzionale al film (e NON viceversa) – ma se vi dà fastidio l’idea di accecarvi con gli occhialini, il film ha lo stesso valore anche in 2D

  2. le mamme non mangiano i loro figli, vero? veeeero?

    bellissimo

    d_elle

  3. Recensione che sottoscrivo in pieno.

    In particolare tutta la questione della semantica del sogno (non cito scene per non spoilerare) e il fatto che sia assolutamente ‘inquietante’ nell’accezione più alta e complessa del termine. La prima parola che ho pensato è stata ‘irrisolto’: come il racconto di una fase di passaggio (infanzia>preadolescenza) deve essere.

    Int

  4. Segnalo anche qui il bellissimo articolo di Paolo Mereghetti sul Corriere:

    http://bit.ly/3p0w5O

  5. utente anonimo on 18 giugno 2009 at 16:06 said:

    Sono molto curioso di vedere questo film. Domanda: ho letto che la visione non è consigliata ad un pubblico pre-scolare, ma se porto mio nipote di 8 anni non esiste proprio che non si aggreghi anche il fratello di 5… Come la vedi? In linea di principio me ne sbatterei le palle, ma insomma. E la musica, com’è? Saluti.

  6. Le musiche di Bruno Coulais e dei They Might Be Giants (!!!) sono bellissime. Si potrebbe parlare per ore dell’influenza ormai del tutto radicata di Danny Elfman sul cinema fantastico americano.

    Sul fatto che sia adatto o meno a un bambino di 5 anni, non saprei: probabilmente si spaventerà molto, ma anche in modo molto sano – e se probabilmente capisce poco, secondo me si diverte.

  7. utente anonimo on 18 giugno 2009 at 18:07 said:

    Kekkoz, e per curiosità qual’è la tua opinione su James and The Giant Peach?

    BOLZO

  8. utente anonimo on 19 giugno 2009 at 01:34 said:

    Uffa, mi hai incuriosito però sono così cagasotto che volevo cercare di evitarlo. Alla fine come sempre sarò cotretta a cedere alla curiosità, con buona pace delle mie ansie notturne. Grazie, kekkoz.

    Crazy Simo

  9. utente anonimo on 19 giugno 2009 at 01:42 said:

    Quei bottoni mi inquietano da pazzi. Se ci sono simpsoniani in ascolto, dite che questo film

    http://www.clipupload.com/clip/showphoto.php/photo/7051/cat/2

    visto da Homer in questa puntata

    http://www.episodeworld.com/episode/207874/Simpsons/15×14/Lo_Ziff_Che_Venne_A_Cena

    si ispiri proprio a Coraline?

    Crazy Simo

  10. premessa: io mi spavento davvero molto facilmente, in altre parole, se avesse dovuto fare affidamento sul mio coraggio, la razza umana si sarebbe estinta… Soffro anche d’insonnia..

    volevo sapere: posso farcela o rischio di morire terrorizzata a metà film?

    e nel caso dovessi sopravvivere… risuscirò ad addormentarmi nei giorni seguenti?

    :-D

  11. Faccela! Vai! Non temere!

  12. E la pesca gigante, eh? Dove la mettiamo la pesca gigante?? Recensione subito, Schnell!

    Ragioniereakaaguirre

  13. utente anonimo on 19 giugno 2009 at 19:34 said:

    Io vorrei sapere se vada davvero la pena di vederlo in 3D, perchè per la prima visione ho optato per il 2D inglese piuttosto che il 3D doppiato.

    E.

  14. utente anonimo on 19 giugno 2009 at 23:52 said:

    Bellissimo. Aspetto di rivederlo in 3D.

    Le mamme hanno SEMPRE mangiato od ucciso i figli. E’, come dire, un classico anche da favola qui bene celebrato

  15. @E: beh, se l’hai già visto in 2D in inglese, va bene così. magari torna rivederlo se lo vuoi rivedere di per sé (e dai, che lo vuoi rivedere)

  16. utente anonimo on 20 giugno 2009 at 21:57 said:

    Kekkoz ti hanno già chiesto in due di esprimerti su James and the Giant Peach e penso proprio che mi toccherà essere il terzo. Allora?????

  17. L’ho visto troppi anni fa per poter esprimere un parere, ne ho un ricordo molto vago. Se ci tenete tanto lo recupero.

  18. utente anonimo on 21 giugno 2009 at 17:28 said:

    Apropòs.

    Andate sul sito del film, cercate bene, preparate una fotina .jpeg che vi piace -vostra e/o della amica- e… fatevi la foto con i bottoni al posto degli occhi in versione altro-tu (bottoni a scelta tra molte opzioni, persino) . Abbastanza geniale e sorprendentemente congruo al clima del film.

  19. utente anonimo on 23 giugno 2009 at 14:50 said:

    Bella soffiata anonimo ;)

    Crazy Simo

  20. Convengo pienamente,sia su questo Coraline sia sul fatto che nessuno prima aveva compreso Gaiman così profondamente.

    Comunque sarebbe ora che qualche bel regista scafato si prendesse la briga di portare sullo schermo American Gods (capolavoro assoluto della letteratura di Gaiman). E’ vero che può essere considerata quasi un’opera ingirabile, ma se Snyder ha ottenuto quei risultati con Watchmen vale la pena tentare

    Shackleton

  21. utente anonimo on 24 giugno 2009 at 15:51 said:

    mmm. visto in 3d qui a milano – milanomilano, cioé odeon, cioé 10 euro nel culo di medusa e sappiamo chi, e neanche mezzo sconto perché è in 3d, dice la signorina, con la fidaty. c’è da lamentarsi coll’esselunga per questo.

    comunque, ho stropicciato gli occhi per tutto il tempo. evitate il 3d dell’odeon e dirottate su melzo, voi milanesi.

    [il film è buono. non è un capolavoro, da metà film in poi è tutto in discesa ed è un peccato. e che sia tutto tutto tutto in stop motion non ne sono sicuro neanche se lo giurano]

    mm1

  22. semplicemente fantastico;

    ciao e a presto!!!

    Vision

  23. utente anonimo on 27 giugno 2009 at 23:02 said:

    Visto la scorsa settimana, il film è tecnicamente molto bello e la storia molto accattivante, anche a me però ha dato l’impressione che le grandi promesse del primo tempo vadano piano piano scemando in soluzioni un pò banali e sbrigative verso la fine… avrei preferito che mantenesse un pò più d’ambiguità nella chiusura.

    Comunque un ottimo film.

    Luca

  24. utente anonimo on 30 giugno 2009 at 20:47 said:

    Visto ieri, in 2d (come se a sto punto fosse una cosa da non fare..).

    Concordo sul fatto che Selik abbia fatto un ottimo lavoro sul libro di Gaiman. Cinematograficamente (scusate il termine) parlando però Coraline è, a mio avviso, lontanissimo da essere un capolavoro. Siamo nei territori del “buon film” per stare a dare i “voti” ;)

    Certo, soprattutto da hollywood&Co. siamo abituati al peggio, e vedere qualcosa di minimamente intelligente può portarci ad urlare al miracolo. Ma non è il caso di Coraline, troppo di già visto, una seconda parte molto accondiscendente e nettamente sotto tono. A dire il vero anche la regia non mi ha convinto abbastanza, quel “tuffo” nell’età dell’innocena a me non è arrivato ed è stata abbastanza tentennante durante alcune parti in cui si poteva forzare di più la mano su ambiguità e mistero. Certo siamo nell’epoca del “compromesso” ed anche in questa pellicola è evidente, ma purtroppo l’economia del film ne risente.

    Colpa probabilmente di un paio di esplicite citazioni, ma a me è tornato subito alla mente Tideland, pellicola di tutt’altra fattura che, da queste parti -che iddio perdonari kekkoz- non è stata accolta molto bene (per usare un eufemismo). Ecco, in Tideland il tuffo nella giovinezza c’è stato, per tornare con i piedi per terra durante i titoli di coda. Ed in quel caso a me è sembrato dovuto usare la parolina magica..

    Un saluto

    TuTTle

  25. Ottimo, vado in contro-tendenza e dico che la seconda parte, con il sogno che si rivela putrido incubo, mi è piaciuto più della seconda. Unica caduta di tono è la comparsa della nonnina sul finale e quel pedante “ora ti racconto tutto”. per il resto ottimo e intelligente film di intrattenimento. Non un capolavoro, ma ce ne fossero…E ora Volemo la recensione della Pesca.

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