Una notte con Beth Cooper, Chris Columbus 2009

Una notte con Beth Cooper (I love you, Beth Cooper)
di Chris Columbus, 2009

Se in teoria (ma solo in teoria) dovrei aver di meglio da fare che andare a vedere un film come Una notte con Beth Cooper, come mi hanno fatto notare, in pratica ho certamente di meglio da fare che scriverne un post lungo più di uno sbadiglio. Permettetemi dunque di essere il più breve possibile. Non ci riuscirò.

Il fatto è che non so quanto del disastro di questo orribile filmetto, pietra tombale sulla carriera di un noto mestierante del cinema per famiglie, sia attribuibile al film in sé, soltanto una scemata da due soldi che cerca di monetizzare fuori tempo massimo sul trend della "rivincita dei nerd" e sull’astro nascente e già calante di Hayden Comodino Panettiere ma con uno script che sembra scritto da un algoritmo ubriaco, e quanto al trattamento che ne è stato fatto in sede di adattamento e doppiaggio italiano.

La solita solfa: primo, le battute sono probabilmente tradotte da persone che non capivano quelle originali e quindi ogni tanto ci sono persone che dicono cose che non hanno alcun significato logico. E no, non fa ridere. Nota: io ho riso due volte in tutto il film, se volete vi dico dove così non avete più ragioni per vederlo. Secondo, il film è stato doppiato dai reclusi di un manicomio criminale. Leggi: malissimo. Sul serio: la professoressa, che grazie al cielo recita solo nei primi 10 minuti, ma fa in tempo a renderli piacevoli come le unghie di Krueger sulla lavagna, è doppiata con un’inflessione che ricorda la cessa di Beautiful (non chiedetemi come si chiama: è la cessa, ci siamo capiti).

Ma in realtà il film è assolutamente orèndo anche senza bisogno del magico intervento della Gloriosa Famigghia dei Doppiatori Vanto della Nazione Tutta. E il problema si riduce ai due protagonisti: se la Panettiere per carità ce la mette tutta (si sarà anche rotta le palle di fare sempre e solo la cheerleader) ed è anche una bella strapponcina, Paul Rust è davvero impresentabile – anche perché è un 28enne che intepreta un 17enne come solo un 28enne può fare. Leggi: malissimo. Volendo salvare qualcosa, salveremmo la stralunata e popputa Lauren Storm. Se potessimo sapere cosa diavolo diceva in lingua originale.

Quando l’eterogeneo gruppo di studenti arriva nel capanno fuori città, prima che mettano in bocca alla Panettiere la cosa più cretina che si possa dire di fronte a un’alba, l’amica Daniela accanto a me fa: "dai che adesso arriva Jason Voorhees e fa un bel massacro". Oh, ci stava tutto. Le regole erano rispettate. Invece, scusate lo spoiler, non muore proprio nessuno. Purtroppo.

6 Thoughts on “Una notte con Beth Cooper, Chris Columbus 2009

  1. Pss kekko, ridai un’occhiata alla prima frase. Tranquillo, il tuo segreto è al sicuro con me (finchè paghi, si capisce) ;)

  2. ah no come non detto

  3. ero curioso di vedere quanto aveva incassato in USA ma anche lì a quanto pare esce domani.

    E’ incredibile che si diano ancora soldi per fare film del genere, ma è ancora più incredibile che si pensi, probabilmente a ragione, che esiste un pubblico per questa roba. E il pubblico esiste, mi sa.

    Un abbraccio.

  4. utente anonimo on 9 luglio 2009 at 23:04 said:

    Io dico solo: recupera “Una notte da leoni” e scopri “In the loop” (quest’ultimo non uscirà mai in italia, tranquillo).

    Così magari anche le anteprimacce che ti tocca vedere ti sembreranno meno gravose.

    LorB

  5. Due cose: chi è la cessa di Beautiful? Adesso voglio proprio saperlo, ahah. E poi, dov’è che hai riso? No, perchè sto film non lo vado a vedere manco se mi fanno bere olio di ricino…

  6. secondo me Jason c’aveva da fare con Michael Bay a dargli tante botte pure a lui (questione di priorità, credo)

    d.

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