Mostri contro alieni, Rob Letterman e Conrad Vernon 2009

Mostri contro alieni (Monsters vs Aliens)
di Rob Letterman e Conrad Vernon, 2009

Messi da parte i discorsi per cui questo film mi è sempre sembrato arrivare un po’ in ritardo (non devo certo spiegare perché) e quelli per cui l’investimento della Dreamworks in quest’opera è sempre parso di tipo tecnologico più che altro (è il primo film d’animazione computerizzata a essere stato creato già in 3D stereoscopico e non convertito a posteriori, il che significa moltissimo, non solo da un punto di vista tecnico ma anche artistico e di direzione presa dal mercato dell’animazione), che cosa resta del film in sé?

Posto il gap artistico irrestringibile con la Pixar a fronte di identici budget (questo film è costato esattamente quanto Up! e circa quanto WALL-E), l’impressione è che quelli della Dreamworks ci abbiano fatto ormai il callo e prendano altre strade, in direzioni più tradizionalmente spettacolari così come più solitamente caciarone. La buona notizia però, a fronte di ciò, è che non va più male come una volta: questo è un passetto indietro rispetto a Kung fu Panda ma non si può dire che sia fastidioso come Madagascar, è abbastanza noiosetto e prevedibile (anche se la carta del deja-vu fa parte del gioco), ma con un pugno di personaggi divertenti.

Quanto basta per fargliela passare, insomma, ma punto. Un piede dietro la linea, l’altro sulla linea: occhio. Anche se c’è Stephen Colbert che doppia un presidente degli Stati Uniti dichiaratamente modellato su di lui, e sono cose.

L’altra buona notizia è invece che il citazionismo sparso nel film non è certo roba per ragazzini con l’acne, non regna più sovrana la tv tra i riferimenti pop-culturali ma un parco-film da polveroso cinefilo d’antan: i quattro "eroi" non sono che un rip-off di quattro classici della fantascienza anni ’50: Il mostro della laguna nera, L’esperimento del dottor K., The Blob e Attack of the 50 Foot Woman, più un insettone che sembra uscito da un film di Ishiro Honda e tutta una sequenza (quella davvero un po’ troppo sciocca e dreamworksiana) che si rifà a Incontri ravvicinati di Spielberg. Insomma, all’adolescente brufoloso e teledipendente viene lasciata la parte meno stimolante, semmai qualche volo pindarico sull’enorme vagina di Ginormica. Vaginormica.

Personalmente ho riso molto, per ragioni tutte mie, quando Gallaxhar grida "Spaceballs!".

Purtroppo, per quanto mi riguarda, vedere in due dimensioni un film che è stato creato in tre mi fa la stessa impressione di vedere in 4:3 un film girato in 16:9. Ma via, ce ne faremo una ragione.

3 Thoughts on “Mostri contro alieni, Rob Letterman e Conrad Vernon 2009

  1. utente anonimo on 4 ottobre 2009 at 14:35 said:

    Io l’ho visto sull’aereo, nello schermino posto sullo schienale di fronte al mio. Per cui mi sa che anch’io non me ne sono goduto appieno la spettacolarità.

    Però mi è piaciuta la gag del pulsante rosso per il caffè.

    Ah, quanti ricordi!

    LB

  2. La gag del pulsante rosso fa riderissimo.

    (sembra una specie di lontana quasi-citazione di Spaceballs pure quella)

  3. utente anonimo on 5 ottobre 2009 at 14:25 said:

    Certo è un film che si gode appieno solo se si conoscono i vari film dal quale prende spunto. Come d’altronde i vari Scary Movie. Comunque gradevole rispetto ad altri film dello stesso periodo terribilmente deludenti come l’ultimo Terminator:(. HanSolo

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