The brothers Bloom, Rian Johnson 2008

The brothers Bloom
di Rian Johnson, 2008


Sono contento che quello di Brick non fu un abbaglio ma un giusto presentimento: sebbene The brothers Bloom abbia i suoi bei limiti, è davvero interessante vedere come Rian Johnson sia riuscito a costruire un film à la Wes Anderson – passatemela – sfuggendo al rischio di una mimesi fastidiosa ma marchiando la narrazione con un suo ritmo tutto suo e molto particolare (anche quando significa rallentare e accelerare di continuo: una cosa che qualcuno potrà trovare ragionevolmente stomachevole) e forse persino un suo stile: è presto per dirlo?

In ogni caso The brothers Bloom è un film tanto precisetto e fighetto quanto gradevole, intellettuale e dalle ambiziosi spiccatamente eurocentriche (non solo per l’ambientazione e l’incipit jeunetiano) ma abbastanza vitale da non farsi strozzare dai suoi stessi caratteri postmoderni (la tendenza al pastiche, l’annullamento della Storia) e Johnson ha un grande talento, anche se esce più in isolati pezzi di bravura (per esempio, la Weisz che mostra il suo talento con le carte: ci vuole così poco per fare una sequenza da antologia?) che non nell’insieme, in cui viene aiutato soprattutto dalla bravura del cast – che, per la verità, pecca un po’ di overacting, ma ne riguadagna in charme. Soprattutto la Weisz, appunto: nel bene e nel male.

La cosa migliore del film è comunque Rinko Kikuchi nel silenzioso ruolo di Bang Bang: anche lì, sono contento che quello di Babel non fu un abbaglio ma un giusto presentimento.

Il film non ha ancora una data di distribuzione italiana. Nel frattempo però nei mesi scorsi, Brick è uscito in DVD in Italia con un sottotitolo imbarazzante che lo lancia immediatamente nei cestoni tutto a 5 euro dei supermercati et similia.

7 Thoughts on “The brothers Bloom, Rian Johnson 2008

  1. utente anonimo on 4 ottobre 2009 at 14:32 said:

    Io lo avevo visto prima di tutti!

    E sai che non mi ricordo la sequenza in cui la Weisz mostra il suo talento con le carte? Mi ricordo però la sequenza in cui la Weisz mostra il suo talento in tutta una serie di attività improbabili. Temevo che questo film ti sarebbe piaciuto esageratamente e invece siamo d’accordo così. Bravo. Bravi tutti.

    LB

  2. Ok, kekkoz, ma qui si aspetta con trepidazione il post su inglourious basterds :)

    ps: da tuo sostenitore incallito (per quanto silenzioso, fino a oggi), com’è andata ai Blog Awards?

    Abulafia.

  3. @LB: ti piaccio in versione così misurata, vero? Ecco, la sequenza che citi mi sono dimenticato di citarla, ma la cito adesso: la sequenza in cui la Weisz mostra il suo talento in tutta una serie di attività improbabili. Fa ridere. Molto.

    @Abulafia: ho prevedibilmente perso contro un celebre nanopublisher per il secondo anno di fila: concorrenza sleale, bla bla bla, whatever.

    Riguardo a Inglorious Basterds: l’ho visto ieri sera ed è un Grosso Grasso Fottuto Capolavoro. E non lo dico mica così per dire. Ma non so se ci scriverò mai un post – o almeno, uno decente.

  4. Per gli awards: chissenefrega. Ti si segue per quello che scrivi e come lo scrivi, mica per i premi.

    Per Inglourious Basterds (l’errore ortografico c’è anche nella prima parola. Un riferimento all’imbastardimento della lingua stessa, dato nella versione originale tutti parlano almeno una lingua diversa dalla loro? – io purtroppo sono uno di quelli che si è dovuto sorbire il doppiaggio per non rinunciare alla visione in sala): mi basta quello che hai detto. Era giusto per condividere l’entusiasmo.

    Per il nuovo banner: Shosanna rulez!!! (Mélanie Laurent appreciation moment).

  5. utente anonimo on 5 ottobre 2009 at 00:40 said:

    ecco ecco ecco! un film tanto precisetto e fighetto quanto gradevole, intellettuale e dalle ambiziosi spiccatamente eurocentriche perfetta analisi…

    aggiungerei per la nota di Custume&Società, una costumista coi controcazzi: Beatrix Aruna Pasztor

    Alfiuzzo

  6. Off-post spudoratissimo, ma devo dirlo: Grandissimo header!!!!

  7. io mi sono divertita un sacco coi Bloom e soprattutto con Bang Bang e ho adorato la fotografia e Rachel Weisz e insomma bello bello bello, ma come dici tu, dopo aver visto i Basterds i termini di paragone non sono più gli stessi…

    (e sì Shosanna forever)

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