The september issue, RJ Cutler 2009

The September Issue
di RJ Cutler, 2009

È abbastanza chiaro quale sia il selling point, o forse persino il motivo di esistere, di un documentario sul famigerato "numero di settembre" di Vogue, e suona più o meno così: avete visto Il diavolo veste Prada? Sapete già che Miranda Priestly è ispirata ad Anna Wintour? Bene. A questo punto vedetevi direttamente come lavora Anna Wintour. Ah!, come è stronza e insopportabile. Ma poi, ah!, come è saggia e preparata. E poi alla fine, ah!, lo fa per il tuo bene.

Visto quanto sarebbe facile rendere interessante e stimolante una figura come quella della Wintour, è particolarmente curioso vedere quanto il documentario di Cutler riesca a rendere il tutto il meno interessante e stimolante possibile. Infatti giunti a un certo punto, abbastanza presto, The september issue non sa più dove andare a parare, si impantana in uno stallo pauroso da cui riesce a uscire solo trasformandosi a posteriori in un film su Grace Coddington, la mostruosa assistente ex-modella ex-sfregiata della Wintour – vale a dire, l’unico personaggio vagamente umano che siano riusciti a trovare nella noiosissima redazione di Vogue e nel mondo che gira intorno a quei bianchi corridoi.

Chi non è, di partenza, interessato all’argomento può stare tranquillamente alla larga. Ma il sospetto, non tanto vago*, è che lo stesso valga anche per fan e appassionati.

*vedi il post di Black Hair.

Il film non ha ancora una data di uscita italiana, ma non escludo che accada. Nel frattempo, si può acquistare il dvd britannico a un costo decoroso.

4 Thoughts on “The september issue, RJ Cutler 2009

  1. utente anonimo on 15 ottobre 2009 at 13:49 said:

    Un commento ooooffftopic.
    Che poi è una domanda, mica un commento…

    Ma Lei, caro kekkoz, cosa andrebbe a vedere al festival del cinema di Roma, di cotanto parterre (aooohh!!!)???

    Ci dia dei consigli, dei Festival Prejudice… Tanto è lì che non fa nulla e si rigira i pollici e i betacam, perché non perdere altro tempo, o no?
    ;-)

    Però, suvvia, l’idea di un Festival Prejudice non è malaccio, magari si innesca anche il totoconcorso… Il fantafilm…

    Rispettosamente porgo i miei cordiali saluti
    [Astarte]

  2. Troppo complicato, e io sono una persona molto pigra. Adesso vado a vedere cosa c’è, a Roma, manco lo so.

  3. Così, senza starci troppo a pensare, mi sembra che le cose più fiche in concorso per i miei gusti siano L’uomo che verrà di Giorgio Diritti e Up in The Air di Jason Reitman.
    Sul fuori concorso ovviamente A serious man dei fratelli Coen sopra tutto e tutti, il resto (Ivory, Lucini, Ephron, Saura) è davvero moscetto.

  4. utente anonimo on 15 ottobre 2009 at 16:44 said:

    Kekkoz aka il Pigrotto della Malesia, insomma :-)
    Ok sui Coen, ma quello era fin da subito assolutamente d’obbligo. Reitman ottima idea, non l’avevo mica visto…
    Il film di Diritti mi incuriosisce anche se temo l’effetto delusione, sai, come quando la prima è uscita così bene che hai paura a fartelo drizzare per la seconda e rovinare tutto, insomma, meglio uscire a comperar le sigarette, ecco.
    Ma come dicevi, visto il resto, c’è poco da scegliere…

    Dengh’iù!

    [Astarte]

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