Parnassus, Terry Gilliam 2009

Parnassus (The imaginarium of Doctor Parnassus)
di Terry Gilliam, 2009

Mi sono reso conto che ci sono cose che concedo volentieri a Terry Gilliam e che non concederei quasi a nessun altro: la magia di Parnassus risiede forse proprio nel suo essere un film scombinato e scombiccherato? E inoltre, è un film sfortunato, mutilato, infine miracolato. L’artificio grazie al quale Gilliam ha risolto il dilemma della dipartita di Heath Ledger rivoltando la sceneggiatura e facendo ripartire da zero persino assunti di base del suo immaginario è geniale, ma non toglie che nel film, in ogni sua inquadratura, si senta il peso di un’assenza. Che non è soltanto quella dell’attore australiano, ma quella del film che era – come se dentro al corpo ciancicato di questo Parnassus si muovesse il fantasma di un Parnassus che non vedremo mai.

Per il resto, Parnassus è davvero il primo vero erede diretto di Le avventure del barone di Münchausen (con Christopher Plummer dove c’era John Neville e la splendida, ammaliante Lily Cole dove c’era una giovanissima Sarah Polley) ed è quanto di più lontano possa esserci dall’appeal commerciale di un Tim Burton ed è destinato, con il suo ritmo scivoloso e squilibrato, a fare arrabbiare il pubblico "medio" in caccia di volti da star – mentre sembra nato per fare la gioia di chi segue Gilliam da una vita: ci ritroverà quella stessa apparentemente ingenua e amabile spavalderia nel cantare le lodi della narrazione e nell’elogiare il potere dell’immaginazione, oltre che l’inimitabile modo in cui il regista ha sempre giocato con i piani del racconto, tra sonno e veglia, tra realtà e finzione, tra i baracconi di cartone di cui è fatto il mondo e la pulsione e il desiderio di cui sono fatti i sogni.

9 Thoughts on “Parnassus, Terry Gilliam 2009

  1. utente anonimo on 26 ottobre 2009 at 22:27 said:

    Penso che la metà delle persone al cinema non si siano accorte della sostituzione con Johnny Depp. Fatto stà che, tanto per cambiare, Gilliam mi lascia sempre un pò perplesso, pure in questo film che mi ricordava tanto il Big Fish burtoniano.

  2. Questo film non mi ha convinto, è vero che ogni volta che Glliam ci porta attraverso lo specchio lo spettacolo non è certo quello di ogni giorno, però è anche vero che il film secondo me si trascina fino ad un epilogo che mi ha lasciato puù di una perplessità. Pur essendo uno spettatore medio non ero in caccia di volti da star, ma la delusione comunque rimane, probabilmente perchè di Gilliam ho visto poche cose e sicurmanente devo andare a ripescare Le avventure del barone di Münchausen, però con una trama un pochettino più lineare non mi sarebbe dispiaciuta. Anzi secondo me avrebbe dato più forza al film cosa di cui mi pare difetti.
    Ciao

  3. utente anonimo on 27 ottobre 2009 at 14:55 said:

    Pornassus?

  4. Io gli concedo anche di più. Mi ha entusiasmato tantissimo. Okay avrà dei limiti ma pensiamo a cosa ha combinato Gilliam, cos’ha tratto fuori da un film mezzo finito… ribaltandone il senso, aggregando nuovi spunti… creando un carrozzone talmente immaginifico che anche i difettucci (per me) svaniscono.

  5. utente anonimo on 30 ottobre 2009 at 10:08 said:

    Valutare un film per quello che è, non per quello che sarebbe potuto essere se, ma non, però…premiamo il risultato o l’impegno?
    Parnassus deludente

  6. Il mio era un discorso separato, non un’argomentazione valutativa a sostegno del giudizio positivo sul film.
    Secondo me il film è bello, a prescindere da quel che non è eccetera.

  7. utente anonimo on 8 novembre 2009 at 14:52 said:

    un bel film , ma l’escamotage per sostituire Ledger, la moltiplicazione in 4, è , alla fine, secondo me, la cosa più affascinante,  quel quid in più che arricchisce di significati , un miracolo involontario
    alp
    p.s.: ti  leggo ancora, ogni tanto, in silenzio, ma ti leggo e sei sempre tra i bravissimi

  8. utente anonimo on 11 novembre 2009 at 01:30 said:

    Kekkoz sei un esempio cinematografico fighissimo. Tutto ciò che hai detto su Parnassus, specialmente l’ultima frase, è perfetta.

  9. utente anonimo on 15 novembre 2009 at 15:42 said:

    Se posso azzardare un ipotesi,penso che il finale non abbia poi tanti punti interrogativi.Se pensiamo già al titolo:"L’uomo che VOLEVA ingannare il Diavolo" capiamo che in realtà parnassus non c’è riuscito,infatti il diavolo ha vinto su tutti i fronti:ha ottenuto prima la figlia,dopo ha ottenuto Tony(che in tutto il film secondo me ha solo cercato di sfuggire alla morte riscattandosi e infatti ogni volta che cambiava volto,e quindi poteva fuggire dal suo passato,era più che contento) e infine ha raggiunto il suo scopo dimostrando a parnassus che il mondo non si ferma anche se nessuno narra la storia della vita.Lo stesso Parnassus alla fine chiede di non volere più scelte e di non voler narrare più nulla,insomma accetta la realtà…infatti diventa un mendicante,anche se poi alla fine ritorna a narrare storie cercando di colpire l’attenzione dei bambini che sono gli unici a credere ancora nell’immaginazione…gli unici due personaggi del film a credere nella forza dell’immaginazione alla fine sono stati proprio Parnassus, Tony e il nano mentre già la figlia,che sperava di vivere in una casa vera e propria,voleva evadere dal mondo del padre e infatti infine sceglie il Diavolo che rappresenta il mondo materiale. 

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