Big fan, Robert D. Siegel 2009

Big fan
di Robert D. Siegel, 2009

Tra i film accolti più calorosamente nell’edizione 2009 del Sundance Film Festival c’è stato sicuramente l’esordio alla regia di Robert D. Siegel, che si è fatto le ossa come redattore del celebre sito satirico The Onion per poi scrivere niente meno che la sceneggiatura di The Wrestler. Ma se c’è un motivo per cui il film ha ottenuto l’attenzione dei media, soprattutto sulla rete e nei blog specializzati, è il protagonista Patton Oswalt.

Da noi è quasi del tutto sconosciuto, ma Oswalt è uno dei più bravi e applauditi stand-up comedian della scena alternativa americana già dagli anni ’90, e negli ultimi anni è uscito definitivamente allo scoperto anche presso il grande pubblico, prima con un ruolo fisso nella lunga sit-com King of the queens (comunque inedita in Italia), poi grazie al doppiaggio di Remi nell’edizione originale di Ratatouille, e ultimamente in diverse serie tv molto popolari tra cui United States of Tara e Dollhouse. Quella di Big Fan era una scommessa non da poco, se si ha presente il personaggio: incentrare sulla fisicità dell’attore una storia drammatica di solitudine e alienazione sociale.

Paul Aufiero è un parcheggiatore quasi 40enne, vive ancora con la madre, e nella vita ha un solo interesse e una sola ossessione: i New York Giants. Una sera incontra in un locale il suo eroe. Che lo massacra di botte e lo manda all’ospedale. L’apporto di Oswalt, che interpreta il protagonista con un’intensità e insieme un’ironia sconvolgenti, è stato ben più che determinante per il film, e ha permesso a Siegel di muoversi agilmente in due direzioni: la prima è il ritratto di un tifoso americano ma soprattutto quello, cinico e caricaturale, dell’imbarazzante fauna di Staten Island che gli gira intorno; la seconda è la tesissima discesa all’inferno di Paul fino all’incontro con la sua nemesi, un tifoso dei Philadelphia Eagles.

Questo misto di esasperata tensione à la Taxi driver e di soffocata comicità beffarda si può confrontare facilmente con Observe and report, anche per la sfida al typecasting del suo protagonista. E anche se il film di Jody Hill è ben più compiuto e crudele di questo, anche Big fan rientra senza dubbio tra i film indipendenti americani più stimolanti, bizzarri e squilibrati dell’anno appena trascorso.
 

Dubito che il film abbia la benché minima intenzione di uscire in Italia. Il DVD (USA-Regione1) esce il 12 gennaio. Fate i vostri conti.

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