La principessa e il ranocchio, Ron Clements e John Musker 2009

La principessa e il ranocchio (The princess and the frog)
di Ron Clements e John Musker, 2009

Da queste parti, nella Disney a due dimensioni, più che la fiducia, si è da tempo perso l’interesse: La principessa e il ranocchio, diciamo per amor di sintesi, non aiuta certo a riavvicinarsi alle sorti dell’animazione 2D. Non che ci sia niente di male, nel ritorno alla regia di Clements e Musker (La sirenetta, Aladdin, Hercules, Il pianeta del tesoro): il loro è un film innegabilmente piacevole e inaspettatamente fresco nonostante sia volutamente datato e dannatamente tradizionale (non che sia un male di per sé), e in qualche modo riesce a riportare interesse, anche con l’ausilio di qualche scaltrezza, in un sistema produttivo che lo strapotere della Pixar ha necessariamente relegato nelle seconde file. Però, a un certo punto, uno fa cadere l’occhio per sbaglio sul budget, più sostanzioso di quello (per dirne uno) di Piovono polpette e quasi il doppio di Coraline, e visto l’effettivo risultato è forte la tentazione di chiedersi: ne vale veramente la pena, pur di potersi riempire la bocca con considerazioni malinconiche su quanto erano più belli "i cartoni" quando li facevano a mano? Poi vabbè, nel film ci sono molte cose che funzionano alla perfezione (il villain) così come altre lasciano invece a desiderare (le canzoni: dimenticabili, dimenticate). Il film sta nel mezzo: indubbiamente "carino", divertente e spassoso, ma assai poco consistente, e altrettanto utile.

7 Thoughts on “La principessa e il ranocchio, Ron Clements e John Musker 2009

  1.  Trama identica a quella di Aladdin, il cattivo era Jafar sputato e il cicciotto sembrava "letont" della bella e la bestia.
    Poveraccia nei guai sposa principe dopo averlo salvato e vissero felici e contenti.
    Mi spiace, ormai sono abituata alle storie pixar, inutile menarsela coi disegni (meglio 2d, 3d con occhioletti o senza/ , anime, ecc) : io vado al cinema per la storia, e questa è banale.
    Irritante la lucciola, rritante la strega cieca (maga magò della palude…), canzoni ogni 2 minuti….8 euro buttate.

  2. non era l’isola del tesoro ma il PIANETA del tesoro!piccola rettifica antipatica ma necessaria
    -Alessia-

  3. @Annnever: hai sostanzialmente ragione su tutto.
    @alessia: scusa, avevo fretta :-D ora correggo

  4. A ma non è dispiaciuto, ovvio che, niente di nuovo sotto il sole…
    Non avrei mai pensato di guardare il budget… ma visto che me l’hai fatto notare devo dire che si… forse non ne valeva la pena!
    Kisses
    Azzurra

  5. OT bellissimo header.

  6. utente anonimo on 22 gennaio 2010 at 02:48 said:

    E’ Disney, non annoia. Ma non è ne al livello dei vecchi classici in due dimensioni, ne dei moderni capolavori Pixar. Ok, fa piacere vedere che questo genere non sia stato dimenticato, ma solo quello…

  7. utente anonimo on 22 gennaio 2010 at 12:21 said:

    nessuna considerazione sul buonismo esasperante? zucchero a palate? erano così anche i "vecchi" cartoni disney, o sono solo io che sto invecchiando in modo acido?

    lucia

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