An education, Lone Scherfig 2009

An education
di Lone Scherfig, 2009

La prima sceneggiatura scritta appositamente per il cinema da Nick Hornby è prevedibilmente un meccanismo di micidiale perfezione, tra dialoghi impeccabili e ribaltamenti di prospettiva, ma il film della danese Scherfig non è certo tutto lì: c’è anche l’affresco di un’Inghilterra anni ’60, periferica e suburbana, quasi inedita, in contrasto dai lustrini della capitale; e c’è uno dei cast più brillanti del cinema britannico recente. Anche perché il film non butta via niente: tra le cose migliori del film ci sono personaggi come quelli di Olivia Williams e Alfred Molina, capaci di esprimere tutta una vita in una scena. Normale però che sul film spicchi senza sforzi la performance, davvero impressionante, di Carey Mulligan, che grazie al suo talento fa prendere il volo al film. Che meriterebbe senza dubbio più spazio di quello che gli sto dedicando: ma tutto sommato, An education è un film che vive dei propri momenti, di sensazioni quasi palpabili: andate a vederlo e lasciate che vi parli di persona.

In sala dal 5 febbraio 2010

7 Thoughts on “An education, Lone Scherfig 2009

  1. utente anonimo on 24 gennaio 2010 at 21:54 said:

    Molto bella questa cosa che stai riportando sempre più frequentemente nei tuoi ultimi post, e cioè lasciare che siano le emozioni dirette a parlare dopo la visione del film… Con "La prima cosa bella" è successa lo stesso anche a me, mi risulta difficile riuscire a spiegare il perchè l’ho trovato un film bellissimo… E adesso attendo con ansia "An Education"

  2. utente anonimo on 25 gennaio 2010 at 11:25 said:

    si vero, ben recitato anche se mi ha infastidito il finale e la "morale" (?) della storia.Il film ha una delle migliori dumb blonde viste nel cinema recente.

    de-lurking,  sei il mio guru cinematografico di solito non commento ma leggo sempre.
    fran-bcn

  3. Nei cinema dal 5 febbraio 2010

    [..] An education è il film che andrete a vedere questa settimana, perché ve lo dico io, e anche perché in questo strano clima di sale stracolme e file fuori dalle sale come non se ne vedevano da tempo grazie a voi-sapete-chi, rischia d [..]

  4. utente anonimo on 7 febbraio 2010 at 19:58 said:

    Per me quella di lasciar parlare le emozioni è un’evidente involuzione critica… e il film mi è parso leccatissimo e di un moralismo un po’ banale…

    894

  5. utente anonimo on 9 febbraio 2010 at 20:05 said:

    non c’entra qui ma… solo io non riesco a leggere i commenti senza doverli selezionare con il mouse per non buttare via gli occhi dopo?

  6. Sono una donna priva di sensibilità filmica: dopo essermi gustata il trailer, ho wikipediato il finale.

  7. utente anonimo on 17 febbraio 2010 at 20:43 said:

    Lo ho trovato molto bello, molto pieno di Grazia e strepitosamente sceneggiato, con stupendi dialoghi ed attori perfetti.

    Detto questo, il finale da moraletta ed apologo morale frettolosa non mi ha convinto e mi ha quasi irrittato vista la notevole riuscita di tutto lo svolgersi del film fin lì. Non credo di potere dare la colpa ad Hornby, che SA fare di meglio (vedi la sua specialità; la costruzione delle scene di dialogo, i fantastici dialoghi corrosivi e mai banali tra i familiari); deve esserci stato qualche problema di sviluppo in quel finale.
    Davvero peccato, era un film da ’8′ pieno prima degli ultimi minuti.

    Cosmo

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